Cinema italiano e registi italiani: da Pupi Avati a Vanzina

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snuffz
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Cinema italiano e registi italiani: da Pupi Avati a Vanzina

Post by snuffz » 09/05/2007 08:42

L'altro giorno ho visto il film La seconda notte di nozze.
Devo ammettere che le mie aspettative non erano molto alte, sapendo che nel cast c'erano Antonio Albanese e Katia Ricciarelli.
E invece ragazzi: gran film. Intenso senza essere oppressivo, personaggi veri, ambientazione azzeccata, ed un plauso a tutti e tre i protagonisti (sì, anche a Katia Ricciarelli, benchè il mio preferito sia stato Neri Marcorè).

E terminato il film mi sono trovato a riflettere su Pupi Avati.
Non ci avevo mai pensato veramente, o forse non me n'ero accorto, ma tutti i film di Pupi Avati che ho visto, mi sono piaciuti.
Forse solo L'arcano incantatore non mi ha convinto molto, ma la tristezza palpabile de L'amico di infanzia me la sono trascinata addosso una settimana dopo aver visto il film, così lo spaccato umano de Regalo di natale e del seguito, La rivincita di natale.

Ho provato a chiedere alle persone che avevo attorno un parere su Pupi Avati, ed ho scoperto che:
-molti hanno sentito nominare "Pupi Avati", ma pochissimi hanno visto un suo film
-fra quelli che lo hanno solo sentito nominare, nessuno ricordava anche solo il titolo di un film
-quelli che lo hanno solo sentito nominare hanno comunque la sensazione che Pupi Avati faccia film troppo impegnati e noiosi


Ragazzi, scrolliamoci di dosso questi registi blockbuster da botteghino, come Vanzina e Muccino, e cominciamo a valorizzare personaggi di talento.
Un invito a guardare i film di Pupi Avati.

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Post by Mano[FA] » 09/05/2007 10:35

Grazie snuffo!
Se mi capita sotto tiro ne guardero' uno.
In effetti anch'io rientro nelle tue descrizioni, a parte forse il punto 3 perche' non saprei non avendone mai visti. Ma a pelle lo metterei con Muccino.

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Post by CuginoIt » 09/05/2007 13:52

Inoltre bisogna dire che è un regista che ha spaziato su generi totalmente diversi: io ricordo "La casa delle finestre che ridono" che è una sorta di thriller italiano parecchio inquietante, "I cavalieri che fecero l'impresa" di tipo storico / avventura medievale, e "Il cuore Altrove" con Neri Marcorè e Vanessa Incontrada più simile agli ultimi film citati da snuffz.

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snuffz
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Re: Pupi Avati: un genio in casa (e altri registi italiani)

Post by snuffz » 10/11/2010 11:23

Rispolvero questo topic ampliando il discorso da Pupi Avati al cinema italiano e i suoi registi.
Questo per due ragioni:
1- perché ho visto IO, LORO E LARA di Carlo Verdone
2- perché ho visto PRANZO DI FERRAGOSTO di Gianni di Gregorio

Il cinema italiano degli ultimi anni fa davvero pena.
Non so quali siano le cause, probabilmente i cine-panettoni milionari hanno inquinato tutto comprese le buone intenzioni, o hanno causato un meccanismo per il quale si investe poco e solo sui cine-panettoni che sbancano e non si dà spazio a giovani registi sperimentali, ma è così.
Gli attori veri non esistono più, sostituiti da comici di zelig che ripropongono su pellicola i loro tormentoni e le loro volgarità (ditemi se sbaglio).
Se ne salvano molto pochi e tutti della scorsa generazione.
Le attrici sono le fighe di turno, quelle che vedi negli spot dei telefonini, tutte bellissime e fisicamente perfette, messe lì per un unico motivo: togliersi i vestiti (ma non tutti) e far intravedere una tetta così il pubblico è contento.
(io credo che un’attrice in gamba come Ottavia Piccolo OGGI non verrebbe presa neanche per un cortometraggio sulle merendine)
Anche le trame dei film italiani sono davvero scarne. Il più delle volte si parla di corna e tradimenti. Il resto sono commedie all’italiana (con trionfo di quell’italianità più becera che oramai dovremmo cercare di scrollarci di dosso e non di celebrare) e gag dell’equivoco.

Ma torniamo ai due film che vi ho citato sopra.
Di recente ho visto IO, LORO E LARA.
Il film, ve lo anticipo, è un vero capolavoro di luoghi comuni e cazzatine. Di una banalità disarmante.
C’è il padre che alla morte della moglie si mette con la badante rumena più giovane e che gli spende tutto, la sorella psicologa che psicanalizza\aiuta i pazienti ma poi non sa guardarsi la famiglia, il fratello manager imprenditore che sniffa cocaina… aspetta: e la figa di turno? Non ce la infiliamo? Certo. Ecco Laura Chiatti. Per spogliarla si ricorre ad un artificio così forzato e stonato da rendere ridicola tutta la storia: Laura fa la guida per i gruppi di turisti per il centro storico di Roma… e per arrotondare la sera si spoglia davanti a una webcam su un sito porno-soft a pagamento…
Certo.
Il film potrebbe anche guadagnarsi un 6 se fosse stato diretto da un giovane regista esordiente… ma a dirigerlo c’è Carlo Verdone, uno che recita dal 1978, che ha recitato con Alberto Sordi, che ha alle spalle 39 film come attore e 23 come regista (wiki), uno insomma che mastica pane e pellicola dal mattino alla sera.
E uno come Carlo Verdone, dopo 30 anni di cinema, con i mezzi economici, il nome, e l’esperienza tira fuori anche una cazzata colossale come IO, LORO E LARA ?
Vogliamo anche parlare di Dario Argento, che non ha più fatto un film valido dopo Trauma del 1993 ? (Non ho sonno mi aveva ridato speranza, ma I L C A R T A I O ma avete visto Il Cartaio??!?!?!!?!?).
Ma c’è un lieto fine, ossia la speranza. Speranza che qualcosa possa cambiare, che ogni tanto qualche film bellino lo si possa fare anche noi italiani.
PRANZO DI FERRAGOSTO.
Film a bassissimo costo, breve anche nella durata (meno di un’ora e venti).
Niente volgarità, niente “ma vedi d’annà affanculo” alla DeSica, niente tormentoni, storie di corna e persino niente figa di turno.
Una storia vera e verosimile, recitata e diretta con discrezione, garbo e una buona dose di umiltà.
Meritatissimo David di Donatello alla regia.
Da tenere d’occhio, questo Gianni Di Gregorio

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Re: Pupi Avati: un genio in casa (e altri registi italiani)

Post by Shauron_o.O » 10/11/2010 12:01

Come non quotarti...
L´ultimo bel film Italiano che ho visto, in ordine cronologico, è stato La Vita è bella del maestro Roberto Benigni, dopo il nulla.
Ci sono stati comunque film piacevoli ma dubito che potranno mai compararsi a quelli fatti diversi decenni fa e comunque la massa oramai preferisce vedere i Cinepanettoni o film alla Benvenuti al Sud (è il primo che mi viene in mente).
Si potrebbe discutere a lungo sull´utilità di questi film, personalmente non credo che non debbano esserci ma ritengo molto più divertente l´umorismo d´oltre manica al "c´e rutt o ca*z" di Giancarlo Siani...
È molto triste scoprire che non ci sono stati eredi di Totò, Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Troisi ed altri. Così come artisti del calibro di Arturo Toscanini e Riccardo Muti avranno come eredi Giuseppe Vessicchio :mano:
Temo che il Cinema oramai rispecchi la tv Italiana.
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Re: Pupi Avati: un genio in casa (e altri registi italiani)

Post by France » 10/11/2010 12:30

io penso che sia da ricollegarsi ad un discorso molto più ampio di crisi generazionale e culturale. Insomma chi è nato fra gli anni 80 e 90 ha prodotto niente o poco. Praticamente la mia generazione è numericamente scarsa, con scarse idee, poca convinzione, magari con un lavoro da niente o disoccupata e tanta, tanta disillusione sui più svariati temi. Questa cosa si vede a mio parere in molti campi, uno dei quali è il cinema, ma potremmo mettere anche la musica, la televisione, l'arte, la politica o l'economia. Il tutto condito dal fatto che la mia generazione e quella dopo che saranno insieme numericamente la metà di quella passata, dovranno mantenerla quindi vai di pensione a 75 anni.

Penso che la generazione prima della mia, ha fatto le più grandi conquiste culturali ed economiche ma ha avuto le più grandi possibilità, noi ci ritroviamo in crisi e stagnazione culturale, economica e politica. Infatti chi produce qualcosa ha quasi sempre più di 40-50 anni.
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Re: Pupi Avati: un genio in casa (e altri registi italiani)

Post by Zaius » 10/11/2010 18:57

caro snuff...il problema è che si scrivono sceneggiature pessime, dalle quali si tirano fuori film brutti.
perchè una buona storia, anche se girata male riesce comunque ad incuriosirti e sopratutto a divertirti! io almeno mi apsetto che una storia mi debba incuriosire e far riflettere..oppure farmi evadere un po..e qui il cinema americano è maestro, riesce spesso (non sempre) almeno a farti "spassare" per un po'.
cmq ti consiglio di riscoprire http://it.wikipedia.org/wiki/La_casa_da ... che_ridono di pupi Avati, mi face cagare sotto!!!..oggi è un po datato, ma da riscoprire.
poi alcuni titoli italiani chemi son piaciuti negli ultimi anni...quelli che mi vengono in mente di getto:
http://it.wikipedia.org/wiki/Il_mestiere_delle_armi
http://it.wikipedia.org/wiki/Le_consegu ... ll%27amore
http://it.wikipedia.org/wiki/L%27imbalsamatore
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Re: Pupi Avati: un genio in casa (e altri registi italiani)

Post by Sieg Hart » 11/11/2010 12:19

Io di pupi ho visto La casa dalle finestre che ridono e devo ammettere che sono rimasto impressionato in maniera positiva,certo non sono film per uno che cerca solo gli effetti speciali,ma i suoi film senza dubbio trasmettono SENSAZIONI per lo più sensi di angoscia...raramente ad oggi si trovano film che trasmettono qualcosa a parte "si mi è piaciuto dai carino" tempo 1 mese è nel dimenticatoio.
..non esistono certezze solo opportunità..

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Re: Cinema italiano e registi italiani: da Pupi Avati a Vanz

Post by snuffz » 26/11/2012 16:40

Ogni tanto mi capita di pensare a NIRVANA di Salvatores
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Nirvana rappresenta a mio avviso un’ottima occasione sprecata.

Intendiamoci: Nirvana è un buon film. Godibile e divertente. E probabilmente è il miglior film italiano di fantascienza di tutti i tempi.
Ma poteva essere davvero un capolavoro. Uno di quelli con le maiuscole e i controcazzi, che rimangono nella storia, un cult di quelli che se senti “cannibale” pensi subito a Il silenzio degli innocenti, o se ti chiedono un film con un finale a sorpresa: bam! Il sesto sesto.
E invece no. La maggior parte delle persone ricorda a malapena il film, forse l’hanno visto una volta sola tanti anni fa, anche se non se lo ricordano bene, e se dici loro “Nirvana” la prima associazione di idee è Kurt Cobain. Non viene praticamente mai ritrasmesso alla tele.

A mio avviso Salvatores aveva un’ottima mano e se l’è giocata male.
Aggiungo: se l’è giocata “pensando” da italiano.

La storia, l’idea, attorno alla quale gira Nirvana è ottima e innovativa per i suoi anni. Non la spoilererò nel caso qualcuno ancora non l'avesse visto, ma è un'ottima idea.
Gli effetti speciali sono pochi, la computer grafica quasi assente… ma l’idea è così robusta che il film gira lo stesso. Non ha bisogno di altro che di una spruzzata di cyberpunk, e ti basta una fonderia in disuso per avere tutto quello che ti serve. Un po’ come Inception: puoi girarlo senza spendere troppo in location e il film è buono lo stesso.
Gli attori. Okay, ci siamo.
Ottimi QUASI tutti gli attori.
Bravo Abatantuono che praticamente fa se stesso, impeccabile Amanda Sandrelli, brava Stefania Rocca e monumentale Sergio Rubini con un ruolo che gli sembra cucito addosso come una seconda pelle. Anche il cammeo di Bisio ci sta tutto.
Ma veniamo alle note dolenti.
Christopher Lambert.
Salvatores vuole lo straniero, la star, il NOME. Spera forse che piazzando il pezzo grosso (come protagonista argh!!!) potrà vendere la sua pellicola anche all’estero e far soldi… e magari ci riesce a far proiettare Nirvana oltreoceano…. peccato che Christopher nel film non centri una mazza e risulti impacciato e fuori posto come una suora in un bordello. Ingessato, poco credibile, improbabile, vuoto. Christopher affonda il film con una recitazione al ribasso. Lo pugnala a morte.
E alza un’imperdibile palla a Emmanuelle Seigner, che schiaccia il punto finale. Ma da dove diavolo è uscita? Non c'era davvero nessun altra per quel ruolo? Te lo chiedi per tutto il film. Emmanuelle interpreta Lisa, ex di Christopher. Ogni suo ricordo è un flashback di dolore ma PER LO SPETTATORE, il suo monologo nelle note finali, in un italiano sgangherato, gelido e privo di qualsiasi emozione umana, è un caffè diarroico al termine di un buon pranzo.

Poteva essere il film culto, e davvero culto visto che di fantascienza in italia non si produce nulla. Si poteva davvero sfiorare il capolavoro restando sullo stivale, pescando attori italiani un minimo credibili. E invece i soliti errori: la figa di turno, lo straniero di turno...
:disgust:

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