Come scegliere un lavoro?

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Lysor_o.O
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Come scegliere un lavoro?

Post by Lysor_o.O » 28/02/2008 02:24

Come qualcuno forse sa, dopo la laurea a dicembre sono in piena fase di ricerca del mio primo lavoro: nell'ultimo mese ho fatto 15 colloqui con 15 aziende diverse. Il servizio del Politecnico che mette in comunicazione aziende e laureati è una favola: tolti i weekend, arriva mediamente una proposta al giorno. Una volta ne ho ricevute 5 in una sola mattinata! Alcune le ho scartate subito, perché palesemente non interessanti. In altri casi, la scelta è più difficile. A volte, è DANNATAMENTE difficile. Mi ritrovo ora di fronte ad un dilemma.

Essenzialmente, sono coinvolte 2 aziende.

La prima mi ha fatto un'OTTIMA impressione dal punto di vista dell'ambiente: tutti giovani, si danno tutti del tu, organizzano tornei di calcetto aziendali, 3 weekend all'anno (a sciare, al mare e alle terme) spesati dall'azienda, edificio moderno, azienda in fortissima crescita (sono in 3000, e per quest'anno vogliono crescere del 20%, che vuol dire assumere 600 dipendenti in una botta sola!), sedi in Germania, in Inghilterra e più avanti in Francia... Aggiungiamo anche ottime condizioni economiche, tra cui l'indeterminato, portatile e cellulare fin da subito. Però non ho capito nei dettagli che tipo di lavoro sarebbe. E' una società di consulenza, il che vuol dire che si spazia su tanti ambiti diversi... E per avere un'idea più chiara dovrei andare al 2° colloquio, che sto cercando di fissare. Da quel che mi hanno accennato, però, non sembra COSI' interessante. Non da buttare, ok, ma neanche da strapparsi i capelli.

La seconda società invece mi farebbe lavorare su un campo che mi piace molto. D'altra parte, l'ambiente non mi ha entusiasmato per niente. Non ho visto una sola persona sotto i 40 anni, hanno un complesso industriale enorme ma triste e squallido, al colloquio erano abbastanza disorganizzati, quella che dovrebbe essere la mia manager non mi è sembrata molto sveglia (sapete quelli che parlano piano e ripetono 3 volte ogni cosa? Ecco!), e neanche gli altri con cui ho parlato mi sembravano brillanti. In più, la sede è più scomoda da raggiungere e le condizioni economiche non sono altrettanto buone (anche qui, però, si parla di indeterminato fin da subito, e lo stipendio iniziale è identico all'altro: nel complesso quindi non è oro ma decisamente non è uno schifo, anzi!!!).

Il problema è che la seconda azienda, che per inciso è praticamente l'unica società NON di consulenza con cui sono in contatto, vuole una risposta al massimo per lunedì. E per allora non so se sarò riuscito a fissare un altro colloquio con la prima. Sarebbe ancora più complicata, la faccenda, perché sto anche aspettando la risposta ad una domanda per una borsa di studio, risposta che arriverà tra un po', quindi in questo senso dovrei cercare di prendere tempo, più che di accelerare... Ma va beh, lasciamo perdere.

Il punto è: è meglio un'azienda con un bell'ambiente ma un lavoro così così, o una con un bel lavoro ma un ambiente che sembra bruttarello?
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Tu vedi delle cose e chiedi: perché? Ma io sogno di cose che non ci sono mai state, e che forse non ci saranno mai, e dico: perché no?
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Post by Ufo_Robot_o_O » 28/02/2008 08:15

Te lo dico per esperienza Lysor: l'ambiente è fondamentale per il proprio lavoro e per l'ulcera. Io purtroppo ho sempre avuto la sfortuna di capitare in posti di lavoro belli dal punto di vista professionale ma una merda dal lato umano e un'ambiente amichevole ti fa vedere le cose sotto tutt'altro aspetto. L'ambiente ostile significa pensare solo a quello che stai facendo, buttarsi a capofitto nel lavoro senza interazioni con i colleghi e non tutti ne sono capaci. Io, purtroppo, mi sono dovuto adattare alle situazioni (senza togliere che se dovessi trovare qualcosa di migliore mollo al volo), ma il mio consiglio è: il primo che hai detto :nod: . Tanto, da quello che ho capito, sei alla prima occupazione ed il contratto è uguale all'altro (indeterminato da subito? Che culo!).

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Post by Shogun_o.O » 28/02/2008 09:54

Io ho cambiato 3 lavori da ottobre a oggi :laugh: (vabè sempre per conto delle stesse persone, quindi alla fine è solo un cambio di mansioni)
Son partito da agente di vendita, passando per consulente e ora mi occupo di recupero crediti (insomma sono uno strozzino :mrgreen: )

Per quanto mi riguarda, io ho considerato essenzialmente il lato econimico :oops: (alla fine è per i soldi che vai a lavoro, non per le partite a calcetto con i colleghi). Il primo lavoro era il mio preferito, ma quello attuale è più remunerativo anche se meno entusiasmante ma mi sta bene così.
Per il tipo di lavoro che faccio, l'ambiente di lavoro non mi interessa più di tanto. Lavoro prevalentemente da solo e raramente in team (oggi si usano queste parole inglesi per farsi fighi a lavoro :laugh: ), quindi non importa se il mio collega è simpatico come una gomma da masticare attaccata alla suola della scarpa.

Tra i due lavori (e per le poche informazioni che ci hai dato) io ti consiglierei il primo, non tanto per l'ambiente gioviale dell'ufficio (che certo non è una brutta cosa :nod: ), quanto per il fatto che è un'azienda in crescita, ti danno un contratto a tempo indeterminato (ma che culo hai?), portatile, cellulare e, da quanto ho capito, una buona busta paga...

L'unica cosa che dovresti analizzare sono le tue prospettive di crescita. A parte la busta paga, cosa ti offrono? Corsi di formazione, possibilità di crescere professionalmente, prospettive di crescita all'interno dell'azienda ecc...
Insomma, io chiuderei un occhio sul fatto che il lavoro non è molto entusiasmante, se di contro hai buone prospettive di crescita, ottime condizioni economiche e un ambiente di lavoro sereno (nell'ordine che ritengo più importante) :teach:


P.S.: per il problema tempi, sii faccia da culo. Dai un sì alla seconda azienda per guadagnare tempo e nel frattempo sollecita il colloquio con la prima. Se questa ti fa una proposta interessante richiama l'azienda a cui avevi detto di sì e digli che devi trasferirti in Australia perchè un tuo zio sta molto male :nod:
Insomma tieniti tutte le porte aperte, anche perchè non puoi rischiare di dire no alla seconda azienda e poi dopo il 2° colloquio con la prima scopri che il lavoro non ti interessa...

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Post by ayakuccia_o.O » 28/02/2008 10:29

cerchi lavoro da dicembre e hai già in mano una SCELTA tra " CONTRATTI a tempo INDETERMINATO? :panik:

Eè ufficiale: LYSOR TI ODIIOOOO!!!!

:laugh:

pensa che io mi sono specializzata in dermatologia a novembre e zompetto qua e là rosicando lavoreti (tutti in privato :dho: ), per darti un'idea, da gennaio avrò visto 12 pazienti in tutto... che amarezza! 10 anni di università (6 di medicina + 4 di specializzazione) buttati nel cesso....:no:

P.S. scegli il primo OVVIAMENTE (vacanza pagate dallì'azienda????? tutti giovani? Tornei di calcetto? E hai dei dubbi? :look: )

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Post by Maloghigno » 28/02/2008 11:49

Innanzi tutto non ho capito cosa hai studiato e che lavoro vorresti fare. :dho:
La prima delle due cose ha un'importanza relativa, l'altra è fondamentale.

Detto questo provo a darti comunque due consigli "generici" in aggiunta a quelli che hai già ricevuto su ambiente di lavoro e tipo di contratto.

:arrow: soprattutto adesso che inizi, non puoi sperare di trovare da subito il lavoro della vita. Quindi quello che stai per affrontare sarà il tuo primo lavoro. E' ottimo iniziare con il tempo INDETERMINATO, ma ti consiglierei di NON avanzare troppe richieste economiche. E' fondamentale per te FARE ESPERIENZA, anche come dice Sho, ma soprattutto LAVORANDO. Vedere cose, imparare il più possibile per poi POTERTI RIVENDERE al meglio. Se, supponiamo, dovessi guadagnare tanto da subito, le difficoltà di cambiar posto sarebbero maggiori. In quest'ottica iniziare con una ditta di consulenza è ottimo, iniziare con una fabbrica è un disastro (rischi di trovare un ambiente fuori mercato). Sempre in quest'ottica lascia perdere il fumo negli occhi: per il cellulare aziendale, le partite di calcetto e le grazie della segretaria hai tutta la vita davanti... mentre il fatto di iniziare con colleghi giovani può garantire una maggiore dinamicità nel modo di affrontare il lavoro, quindi un maggiore apprendimento.

:arrow: Le dimensioni della ditta... bhè, possono essere importanti. Una ditta piccola di solito è più dinamica, dà più responsabilità ai suoi dipendenti e li coinvolge di più. Una ditta grande è per forza di cose più rigida, nei metodi, nelle mansioni e nelle responsabilità. Nella ditta piccola GENERALMENTE si impara di più, e più in fretta. Iniziare in una ditta "piccola" (100 persone) è stata la mia fortuna... poi mi piace come modo di lavorare ed adesso, dopo 7 anni, sono andato in una ditta ancora più piccola (30)... ma questo è un altro discorso.

Comunque Lysor, bada al sodo ed attento al fumo.
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Post by snuffz » 28/02/2008 13:21

L'ambiente di lavoro è molto importante.
Facendo due calcoli, in una giornata passi più ore col tuo collega vicino di scrivania che a casa con tua moglie. E se il tuo collega di scrivania è uno stronzo patentato o in ufficio vige la legge del mors tua vita mea, le giornate si allungano fino a diventare di 20 ore ciascuna, e alle 8 e 10 del mattino già non vedi l'ora che siano le 17.
Personalmente non baratterei un clima rilassato in ufficio per 100 euro in più al mese e colleghi che cercano solo un punto morbido fra le scapole in cui affondare lo stiletto.

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Post by Lysor_o.O » 28/02/2008 13:46

Innanzitutto grazie a tutti per i consigli.

Un paio di precisazioni: ho una laurea specialistica in ingegneria delle telecomunicazioni, indirizzo reti, preferibilmente reti radio: GSM, UMTS, WiFi, WiMax, Bluetooth, ZigBee, cose del genere. Ma mi va anche bene lavorare su cose come la convergenza su IP, reti ottiche, Carrier Ethernet, Next Generation Networks, Network engineering, Traffic engineering... Immagino che non tutti questi nomi vi dicano qualcosa. Va beh, comunque si tratta di reti di telecomunicazioni, in qualche variante. E quello che vorrei fare è, se non proprio ricerca (in Italia è una chimera), almeno progettazione e sviluppo, a qualche livello.

Un po' tutti avete commentato il fatto che mi offrono l'indeterminato. Beh, devo dire una cosa: la laurea in ingegneria, in questo, mantiene le sue promesse. Il lavoro c'è, lo si trova facilmente. Siamo richiesti, ed è per questo che ci trattano bene. In effetti non tutti offrono l'indeterminato, qualcuno offre prima lo stage, o il contratto di inserimento, o di formazione. Ma in quei casi è comunque quasi scontata l'assunzione subito dopo: non ti prendono lì per mesi, pagandoti e insegnandoti le cose che servono per il lavoro, per poi mandarti a sfruttare da un'altra parte quello che loro ti hanno insegnato! La stabilità, nel settore, c'è. Oddio, c'è anche molta mobilità, da quel che sento... Nel senso che almeno all'inizio si cambia lavoro abbastanza spesso. Però il concetto è che se si vuole, un impiego stabile lo si trova. Credo che sarà un problema più avanti, se volessi cambiare... Ma finché sono giovane interesso a tutti. Tutti partono dal presupposto che se entro da loro non so fare le cose di cui hanno bisogno, e bisogna mettere in conto un periodo iniziale di formazione. Per questo puntano sui giovani: sono più abituati a studiare, e inoltre li si paga meno.

Sulle dimensioni della dita, 7ede... Beh, questo è un altro dilemma. Le grandi e le piccole hanno entrambe vantaggi e svantaggi. Al momento, comunque, sono più orientato sulle grandi.

Comunque forse mi sono espresso male, sull'ambiente. Non ho parlato di andare in un nido di vipere. Quella che non mi è piaciuta come ambiente mi ha dato un senso di disorganizzazione e incompetenza, non di "mors tua vita mea". Anzi... Il "mors tua vita mea" probabilmente è più nell'altra azienda.

Boh, ora esco... Devo andare a fare un colloquio (e anche oggi siamo a due...). So che chi fatica a trovare lavoro mi invidierà, e io stesso non farei il cambio, ma vi garantisco che è veramente pesante.

P.S.: Aya, se vuoi quando vieni a Milano ti faccio vedere la mia cisti... E' tutto quello che ti posso offrire! :lol:
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Post by Mano[FA] » 28/02/2008 13:49

scegliere vuol dire rinunciare. E i momenti della scelta sono sempre difficili perche' non si vorrebbe perdere niente. Quindi buona fortuna.

Io credo che fare qualcosa che ci piaccia sia molto importante. Viviamo 1/3 della nostra vida da adulti al lavoro, spesso portandoci appresso il lavoro anche negli altri 2/3 del tempo. Fare qualcosa che ci piaccia e in un ambiente piacevole e' cio' che cerco dal lavoro. Per esperienza personale pero' so che anche se un lavoro in maniera astratta sembra bellissimo, poi diventa 'na schifezza se il capo e' un incompetente, i colleghi non ti capiscono o non sono motivati, o piu' che colleghi sono rivali, se l'infrastruttura lotta contro di te.

Ti faccio un esempio. Io faccio ricerca. Sarebbe bello fare ricerca su come rendere le piante resistenti alla siccita' (per i risvolti pratici ed etici), ma preferisco studiare come un vermetto di un millimetro si muove perche' chi mi ha offerto il primo lavoro era, secondo me, un incapace, lontano dall'essere sulla cresta dell'onda, in un ambiente deprimente e che gia' conoscevo.

Poi, come dice 7ede tu cambierai lavoro piu' volte. Che sia perche' vuoi uno stipendio piu' alto o perche' vuoi fare cose piu' interessanti o perche' vuoi un lavoro facile che ti lasci tanto tempo per stare con la tua famiglia (o magari in fasi deiverse della tua vita tutte le motivazioni riportate) Vuoi essere "rivendibile". Impara! Cerca un ambiente dinamico, internazionale, al momento sulla "cresta dell'onda" in quel settore, dove gente con diversa esperienza potra' raccontarti la sua.

Considerato che hai gia' trovato varie possibilita' di contratti a tempo indeterminato, trovare il lavoro non sara' difficile e se dopo 2 anni lavorando per una ditta di consulenza capisci che quella NON e' la tua strada, se avrai imparato cose nuove e capito un po' di piu' il mondo del lavoro, potrai trovare e scegliere un posto migliore.

detto cio' considera che io sono nel mondo "accademico" che per alcuni aspetti e' sicuramente diverso da quello in cui ti stai lanciando tu.

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Post by strano » 16/03/2008 20:21

Visto che anche io sono più o meno in quella stessa tua fase, (mi devo ancora laureare ma lavoro già precariamente da due anni),anche se in un altro campo, il mio suggerimento, come è stato già detto da altri, è:

valuta prima di tutto le prospettive di crescita che ti dà un lavoro. All'inizio l'importante è imparare, farsi quell' esperienza e quel curriculum che poi più avanti potrai capitalizzare, si spera, in lavori sempre più gratificanti.

Un lavoro che ti riempie di soldi e/o di comfort, ma che ti lascia "fermo", secondo me all'inizio è assolutamente da evitare.

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Post by mader_o.O » 17/03/2008 09:19

Azz ho letto tardi sta discussione...

Quello che ti posso dire caro LYsor è una ed una semplice: la cosa più importante è la qualità della tua vita ergo non posso che quotare il pensiero dello Snuffo.

Per il lavoro all'inizio puoi essere enusiasta perchè fai cose nuove, ma dopo un po diventa routine e quello che ti resta è l'ambiente ed il rapporto coi colleghi.

Io, per parlare di esperienza personale, sono in una società più o meno di consulenza solo a livello economico in grande crescita bla bla.
Ovviamente all'inizio ero gasato come un bambino ma dopo 3 anni orami le cose son quelle.
Però ho trovato un gruppo giovane di ragazzi simpaticissimi con i quali ho stretto una grande amicizia e mi trovo veramente bene e questa cosa non è da sottovalutare.

Poi scusa tante persone -----> ambiente giovane -----> + possibilità di trovare gnocca :asd:

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Post by Shogun_o.O » 17/03/2008 18:34

mader_o.O wrote:Poi scusa tante persone -----> ambiente giovane -----> + possibilità di trovare gnocca :asd:
Oddio, non sempre è un bene.
Anzi la maggior parte delle volte la presenza di gnocca sul posto di lavoro porta più problemi che benefici :nod: :laugh:

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Post by Lysor_o.O » 18/03/2008 00:01

Beh, direi che è ora di raccontarvi com'è andata a finire. Ne parlavo l'altro giorno con Aya... In realtà non è ancora finita, nel senso che non ho in mano il mio contratto... Ma ormai sarà così.

Beh, tra le 2 aziende, non ha vinto né l'una né l'altra. Quella del lavoro interessante con l'ambiente scarso l'ho scartata proprio per l'ambiente. Più ci pensavo e più mi convincevo che le persone che ho incontrato, e l'idea che mi hanno dato, non mi sono piaciute per niente. Va bene avere QUALCHE dubbio, ma iniziare un lavoro pensando che non mi piace, proprio no. L'altra, invece, si è rivelata una tremenda delusione dal punto di vista dell'ambito lavorativo. Essenzialmente, lavorare in questo campo vuol dire: 1) fare l'analisi di un problema; 2) sviluppare una soluzione; 3) Testare il tutto. Delle 3 parti, a me interessa soprattutto la 2°. Che è l'unica che loro non fanno. :dho:

Ne ho avuti altri, di incontri, di cui almeno 2 interessanti. Ma è successo quello che non mi aspettavo. Nel primo post avevo accennato ad una borsa di studio; si trattava di restare in università a lavorare insieme ai miei professori, continuando di fatto la tesi. La risposta è arrivata: non mi hanno preso, ma sono il primo in graduatoria tra i non presi, e considerato che altre borse (per argomenti di ricerca diversi) non sono state assegnate per mancanza di candidati, ci dovrebbe essere un ripescaggio, e allora dovrei essere preso io. Altrimenti, il prof mi ha detto che mi fa avere un assegno di ricerca, e buona notte.

Vuol dire lavorare con loro: bravissimi, molto preparati, giovani (il più vecchio ha 38 anni!), mi sono trovato molto bene. Vuol dire stare in mezzo ad altri ragazzi: tesisti, dottorandi, altri ricercatori. Molti li conosco già, e mi trovo bene. Vuol dire poter scrivere nel curriculum "Ricercatore universitario", che male non fa. Magari riesco anche a mettere il mio nome su una o due pubblicazioni. Vuol dire lavorare su un argomento che conosco e che mi piace molto. Vuol dire avere un contatto dentro l'università. Vuol dire cogliere un'occasione unica: ora o mai più. Vuol dire una paga comunque buona (volendo, avrei trovato anche di meglio, ma chissene, tanto vivo ancora coi miei, spese particolari non ne ho: a fare soldi penserò più avanti).

...Certo, tra un anno sono da capo con la ricerca del lavoro. La carriera universitaria non mi interessa, punto alle aziende. Per certi versi, potrebbe essere un boomerang: molte aziende tendono a non assumere gente con un dottorato (3 anni) perché le cose imparate col dottorato alle aziende non interessano, un neolaureato in quel senso è uguale, solo che è più giovane e va pagato meno. E' per questo che non ho voluto fare il dottorato. Ma qui si tratta di un anno solo. Per la carriera in azienda, forse si rivelerà un anno inutile. Beh, mettiamola così: c'è chi si prende un anno sabbatico e va in giro per il mondo. O chi si laurea con un anno di ritardo. Io il mio anno "fuori dagli schemi" lo faccio così.

Ho iniziato oggi. Ancora non è attivata la parte burocratica, là, quindi per ora lavoro da casa. Ma tra una settimana dovrei essere là.

Grazie di nuovo a tutti per i consigli!

...Ho iniziato oggi che è il 17: dite che porterà bene? :asd:
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Post by Maloghigno » 18/03/2008 11:58

E bbbravo Lysor.

Secondo la mia piccola esperienza ci sono cose che fanno più curriculum di altre, ma ci sono anche tante cose che dipende da noi, da te, far pesare più o meno nel curriculum. Bisogna essere in gamba ad affrontarle, e poi a venderle bene sul CV. Ma se affronti qualcosa con convinzione e passione, senza perdere tempo, di sicuro ti tornerà utile, o troverai il modo di farla tornare utile.

Hai scelto, ora dacci dentro e in bocca al lupo!!!
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