Un'interessante analisi del Dr.House.

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P-Dave
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Un'interessante analisi del Dr.House.

Post by P-Dave » 16/11/2007 10:02

Copio e incollo da un blog (non mio), e in effetti l'ideale sarabbe andarlo a leggere direttamente li'. :nod:

http://leonardo.blogspot.com/2007/11/la ... iuses.html

Per i pigroni, ecco qua il post. 8)

Discutiamone, mi pare ci siano spunti interessanti. ^^

giovedì, novembre 15, 2007

land of fucking geniuses

5 diagnosi su House
(una potrebbe anche essere corretta)

Se siete della razza che scarica i telefilm (pardon, le serie) da internet, misurandovi reciprocamente i centimetri sulla barretta di bit-torrent, alla fine House non è che il solito prodotto di nicchia che vi identifica e vi gratifica: e beati voi.

Se invece siete ancora nella fase catodica, come me, probabilmente condividete l’incredulità, l’imbarazzo, il fastidio di aver dovuto premere il pulsante 5 del telecomando in prima serata. È una cosa che non facevo più da anni - che forse non avevo mai fatto. Oddio, beh, qualche pezzo di Grande Fratello quando c’era Franco, ma… insomma, io pensavo di non avere più nulla a che fare con quel Canale, con quel target, con quel mondo. A Italia1 ci si attacca in un disperato tentativo di restar giovani, Rete4 da sempre blandisce col piacere proibito di sentirsi intelligente vedendo gli idioti al lavoro. Canale 5 è una cosa diversa, una cosa seria. È la morte che si mette in marcia. Quando il programma che ti piace di più va in onda in prima serata su C5, sei definitivamente uscito dalla nicchia. Sei un adulto medio. Sei brutto. Tra un po’ sarai anche vecchio, e andrai a dalla De Filippi a piangere e scatarrare nei fazzoletti.

Non puoi nemmeno invocare l’errore umano: House non è finito su C5 per sbaglio. Se l’è sudato tutto, il percorso verso la prima serata generalista. Se l’hanno messo lì, è perché funziona: ci sono milioni di italiani che lo guardano. Alla faccia della nicchia. Giovani, adulti, casalinghe che stirano mentre il dottore drogato trapana cervelli per mettere a fuoco un’ipotesi. Come ci si sente, ad avere gli stessi gusti di milioni di italiani? Fa un po’ senso, vero?

Non è un incidente di percorso. A un certo punto la Mediaset si è gettata anima e cuore sul dottore drogato. La copertina di TV sorrisi e canzoni, che non è mica Rolling Stone; le telepromozioni imbarazzanti (dopo aver diagnosticato una rarissima forma di cancro, il doppiatore si mette a decantare con lo stesso tono le virtù della skoda fabia). Il punto di massima speculazione l’ha toccato Mentana, che una sera per battere Vespa ha messo su una replica di House. Col dibattito. Ma il dibattito veniva dopo: in sostanza era una replica di House, e contro la Franzoni ha fatto il botto. A pensarci, è l’uovo di colombo: bisognava pensarci prima. La De Filippi non ha abbastanza casi umani da opporre alla Clerici? Proietta in studio una puntata di House! La fiction in costume fa schifo alla miseria? Titolo: La Contessina di Villapenosa stasera presenta il Doctor House! Il reality sprofonda nella noia? Costringi gli inquilini a guardare House, e piano piano zoomi sul loro televisore. E se il pubblico gradisce, perché no?

Già, ma si può sapere perché il pubblico gradisce? La reazione del pubblico generalista italiano a House contraddice tutte le conclusioni scientifiche e sperimentali degli ultimi due decenni, tra cui il primo, fondamentale postulato di Berlusconi (i programmi vanno pensati per “un bambino di 11 anni neanche tanto intelligente”). È una cosa che non può assolutamente passare liscia, così ho preso la mia lavagna e ho messo giù alcune ipotesi di lavoro.

Prima ipotesi: House è un programma stupido. Perlomeno, molto meno intelligente di come si presenta. Dietro la gratificante superficie intellettuale e specialistica, le trame sono abbastanza lineari: c’è un malato e un dottore che lo salva (quasi sempre).
Qualche anno fa fece molto rumore un libro che diceva che i telefilm fanno diventare intelligenti perché mettono al lavoro tutta una serie di abilità del tuo cervello. Alcune cose erano interessanti, ma mi colpì molto il fatto che citasse un dialogo di ER in medichese spinto: la pressione è a ottanta, quindici milligrammi di betaprozitene, stiamo perdendo la cistifellea, ecc. ecc.
Qui evidentemente c’è un equivoco: nessuno impara la medicina guardando ER, altrimenti i nostri padri sarebbero tutti diventati bovari provetti a furia di Bonanza. Di fronte a uno sfoggio di vocabolario tecnico, lo spettatore ha lo stesso atteggiamento di Linus Van Pelt quando legge i fratelli Karamazov: “Come fai a pronunciare tutti quei difficili nomi in russo?” “Mi limito a guardarli”. A parte qualche studente di medicina, nessuno è veramente in grado di seguire i percorsi diagnostici di House: noialtri ignoranti ci limitiamo a guardare quel che succede, e constatiamo che il dottore drogato sbaglia molto ma alla fine ce la fa quasi sempre, e nel frattempo produce una serie di facce spassosissime. Siccome quell’attore, prima di House, faceva il papà di Stuart Little o il cattivo della Carica dei 101, l’ipotesi non è da buttar via: ci crediamo tutti esperti di medicina, ma siamo ancora e sempre 11enni poco intelligenti, che con la scusa delle diagnosi ci esaltiamo con le smorfie.

Seconda ipotesi: Turismo ospedaliero. Ci pensavo ieri sera. House ha dei colori meravigliosi. Quell’ospedale è bellissimo. Molto spesso è autunno, e cosa c’è di più bello di un autunno nel New Jersey? È tutto meravigliosamente pulito e ordinato, un mondo a mille miglia dagli ospedali italiani. Forse House per noi italiani è pura evasione in un mondo di ospedali colore arcobaleno. Una volta non si poteva andare in Africa, e allora si andava al cinema a guardare il film coi leoni. Adesso Sharm el Sheik te lo regalano, ma una degenza in un ospedale del genere è ancora un’esperienza da mille e una notte. Va da sé che lo stato della sanità USA non è esattamente quella dipinta nel telefilm, per cui a questo punto mi viene in mente una…

…Terza ipotesi: la rimozione della politica. House la sostituisce con la natura. Per lui è naturale lavorare in un ospedale al top, dove possono entrare pazienti di qualsiasi ceto sociale: le differenze sociali sono occultate con molta eleganza. Che tu sia zingaro o miliardario, ti curano notte e giorno e non ti fanno mai vedere la parcella. L’unico tipo di politica presente in House è il dibattito tra razionalismo (di House) e sentimentalismo vagamente religioso (di tutti gli altri deficienti): un dibattito vinto in partenza da House, anche se ogni tanto i saggi sceneggiatori danno un colpo al cerchio ed ribadiscono che House è uno stronzo, che anche i sentimenti sono importanti, che le convinzioni religiose ogni tanto vanno rispettate, ecc., ecc. Tutti possono tranquillamente restare aggrappati al proprio punto di vista. Per intenderci, il super-razionalista che capisce tutto da solo può piacere a Capezzone, ma la puntata in cui la Cuddy salva il feto è perfetta per far spuntare una lacrimuccia a Bagnasco. Quindi House ci mette tutti contenti: gli unici un po’ frustrati sono i giornalisti italiani, che abituati come sono a distinguere tra doccia di sinistra e vasca da bagno di destra, di fronte a un prodotto così elaboratamente paraculo vanno in confusione. Accadono così equivoci assurdi, per cui se House cita di sfuggita il film di Michael Moore, al Corriere della Sera si convincono che House sia democratico anti-Bush, eccetera eccetera. A riprova del fatto che anche se guardiamo House, manteniamo le facoltà intellettive di un 11enne: Eh? Che ha detto? Ha citato Maicolmuùr? Ma allora è di sinistra! Sì, vabbè.

Quarta ipotesi: Il cantico del Professionista.
Se House non ha nulla di politico, qual è il suo messaggio? Il messaggio che traspare da ogni singolo fotogramma è che bisogna avere fede nei professionisti, perché anche se sono drogati e antipatici, sanno il loro mestiere.
Forse ci siamo. Gli italiani, e in particolare i teleutenti di Canale5, non sono di sinistra o di destra. Sono idraulici, avvocati, camionisti, artigiani. Gli italiani sono un popolo di professionisti, e House parla a tutti loro. E gli dice: siete grandi, siete eroi, fate bene a maltrattare i sottoposti e a snobbare i clienti, è da queste cose che si riconosce la grandezza. Attenzione, perché questo non c’entra con la Professionalità: in effetti House è tutto fuorché professionale. Mobbizza i colleghi, si droga sul luogo di lavoro, perverte il codice deontologico ogni qualvolta lo ritenga necessario, ecc. ecc. Fa quel che gli pare, perché è un fottuto genio. Ora, si dà il caso che in Italia la maggior parte dei professionisti si credano appunto fottuti geni, in grado di violare le leggi della professione, dello Stato, e a volte anche della scienza. Perché i camionisti pasteggiano a China Martini? Perché l’alcolismo non è un loro problema, loro sono più bravi! Pensate al vostro commercialista mentre irride le regole dell'algebra, pensate al dentista mentre vi martella un dente si fa beffe del dentista precedente: a sentirlo, sono tutte mezze calze tranne lui. Lui è il Professionista. Ecco, è anche il tipo che guarda House e si esalta. Ora che ci pensate, probabilmente il dottore drogato vi riuscirà meno simpatico.

Quinta ipotesi: non si può escludere a priori che House piaccia a tanti italiani perché è un prodotto scritto, interpretato e diretto molto bene. E tuttavia rimane il dubbio: se agli italiani piace House, perché tutti gli altri giorni della settimana gli date fotoromanzi tipo Rivombrosa o Rino Gaetano contro i discografici nazisti?(*) Se non è per compiacere il pubblico, perché?

A questo punto mi tocca spugnare la lavagnetta e ricominciare: perché la tv italiana è più stupida dei suoi spettatori? Stavolta però non mi viene nessuna teoria credibile. L’unica che mi viene in mente è che dietro ci sia un preciso intento diseducativo. Ma no, dai, nemmeno nei peggiori telefilm.

(*)Vincono i nazisti.

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Post by Sieg Hart » 16/11/2007 10:32

House piace perchè è un cinico zoppo onnipotente che cura cancri e trova le malattie più rare di questo pianeta e riesce persino a curarle se ci aggiungi che puntata si puntata no fa prelievi di midollo spinale come se fossero semplici analisi del sangue la faccia che ti si imprime è questa :panik:
..non esistono certezze solo opportunità..

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Post by Davilaro.Oa » 16/11/2007 11:38

Secondo me è il nuovo e diverso che piace (sempre rimanendo nel tema succulento e seducente delle tragedie e disgrazie altrui). Alla patina di buonismo melenso e anni '90 di ER si passa al luccicante (come dice il tipo la location è molto accattivante, se dovessi andare in ospedale ne vorrei uno così :nod: ) cinismo di quelli che sono i giorni nostri, o perlomeno come vorremmo che fossero. Se ne trovassi uno nella realtà di dottore che mi parla in quel modo credo che scapperei a gambe levate :macho: . Mi viene in mente un paragone... CSI. Ma voi una stazione di polizia, come ve la immaginate? Quelle sembrano loft superlussuosi... E le tizie che squartano cadaveri e prelevano campioni di corteccia cerebrale dai parafanghi sono sempre vestite in maniera impeccabile.. Io se mai dovessi raccogliere corteccia cerebrale mi metterei lo scafandro sul genere di quello dei palombari °-°.
In effetti quello che hanno in comune (oltre al successo) è che entrambi i telefilm "luccicano", hanno qualcosa di diverso rispetto agli altri.
Detto questo, che potrebbe sembrare una critica, vi dico che io guardo entrambi, anzi, di CSI non mi perdo una puntata. Il perchè non lo so ma di una cosa sono sicura. Quando li guardo di certo non stimolo il mio cervello, anzi, forse è un modo più efficace (forse proprio perchè così irreale) di metterlo in folle il cervello.
E' il dilemma della cultura di serie A e di serie B. Io sono del parere che se una cosa mi piace (nei limiti della legalità ovvio :xmas: ) la posso fare. E non me ne frega nulla se è inutile o stupida. E' come chiedersi ascoltando una canzone se l'arrangiamento è fatto da un professionista o da un peracottaro.
Evidentemente la bravura di chi crea sta nel numero di chi apprezza :smokerdevil:

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Post by mader_o.O » 16/11/2007 13:25

Mai visto House e son oltre 2 anni che non guardo la tv (non la ho) per più di 5 min di fila (solo quando sono di passaggio in camera dei miei coinquilini).

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Post by Maloghigno » 16/11/2007 15:59

Io per un lungo periodo ho seguito appassionatamente le riflessioni di quel bel programma della RAI che è TV-talk. Come Report è uno di quelli troppo belli ed intelligenti per poter essere pubblicizzati sul serio.

Di qui la prima riflessione in cui mi ritrovo, che era quella di molti dei critici e dei tecnici che partecipavano a quella trasmissione: la TV troppo spesso ci vuole stupidi, ci crede stupidi, ci propina robe stupide.

Una discussione che mi appassionò quando appunto seguivo tv-talk, fu proprio quella su House.
Ecco le considerazioni che mi ricordo di quell'analisi:
House piace perchè gli si addice l'aggettivo generalista nella sua accezione positiva. Per dirla con parole mie: l'intelligentone capisce ed apprezza tutte le sfumature dialettiche del suo linguaggio mentre alla casalinga che lo guarda distrattamente sembra di continuare a vedere ER. Inoltre Hose si avvale di uno studio davvero approfondito sulla comunicazione linguistica, non ricordo l'università che avevano citato. Si avvale anche di una sfilza di autori di grande prestigio, anzi di grandissima levatura intellettuale, tra cui lo stesso attore protagonsita. Insomma: di inventato o improvvisato non c'è davvero nulla. Questa stratificazione è in grado di soddisfare diversi livelli di attenzione e persone delle più diverse estrazioni sociali, nonostante il massiccio uso di termini tecnici.
Questo, condensato e spero non troppo mal reinterpretato, il succo di quella puntata...

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Post by Canard Favrille » 16/11/2007 16:49

Io tutte queste seghe mentali non me le faccio, il Dottor Casa me lo guardo e 'mme piace tanto quanto Futurama.......chissà come mai !? :look:

Io la ragiono così,
Prima era su itaiia1, e faceva la sua sporca figura. Allora quelli di mediaset si son fatti i conti in tasca e han pensato che se il programma reggeva sul 5 potevano avere maggiori introiti dalla pubblicità.
Insomma, una questione di soldi, un azzardo andato bene.

Piace ? certo !
Alternative ? nessuna. (senza controllare, sapete queli sono le alternative del mercoledi' sera ? :twisted: )

Eppure DH ( tie' come ER ) veniva trasmesso anche prima e nessuno ne parlava, era il solito telefilm tra i tanti che qualche d'uno guardava.
Veniva trasmesso alla domenica per contrastare NCSI sul 2 (prima del palinsesto estivo, il targhet e' lo stesso, telefilmomani ). Poi e' stato spostato il Lunedi', poi il Mercoledi' assieme all'altro telefilm medico. Lì si son resi conto che potevano trasferire e tentare la via del 5, al massimo avrebbero perso una serata. (chi si ricorda cosa c'era qualche mese fa sul 5 il mercoledì sera ? ).
Messo sul 5 "tutti" hanno notato questo telefilm e allora si son messi a fare discussioni intelletualoidi sul perche' e sul percome.....
....il telefilm non e' da buttare via; da buttare e' chi ne parla come se fosse un capolavoro d'arte, la Gioconda dei palinsesti.
Ma andate al ........ Louvre !

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Post by France » 16/11/2007 19:10

io credo che la televisione in italia non sia pensata per educare, ne mai lo e' stato. La televisione e' un intrattenimento, molto spesso viene accesa quando si arriva a casa e non la si guarda neanche, ma la si sente distrattamente facendo altro, magari in ufficio a casa, o dietro i fornelli in cucina.

In piu' mi sono anche reso conto di una cosa, dopo 3 anni ormai che lavoro tanto anche 12 ore al giorno e passa, arrivo tardi la sera, stanco e intellettualmente svogliato. Troppo stanco per leggere un libro, troppo stanco per giocare a uno strategico come facevo un tempo, e troppo stanco per seguire attivamente un discorso profondo.

Quello che voglio e' un po di svago e magari qualche risata per chiudere in bellezza la giornata se la devo passare a casa. In questo senso quasi tutti i canali vanno bene, e piu' stupidi sono meglio vanno bene.

Ultimamente mi sono messo a guardare family guy e mi diverto come un bambino. Il dottor house lo ho visto 1 o 2 volte e devo dire che mi e' piaciuto. Non lo cercherei, ma neanche lo disdegnerei nel caso mi venisse incontro.

(Poi c'e' anche da dire che personalmente odio la televisione italiana. Non mi da niente e arriva tutto molto in ritardo. I film sono vecchi, i telefilm italiani fannno schifo, le fiction pure, i talk show fanno piangere, ''roba alla domenica in'' sono peggio di una dose di stricnina, mtv e affini sono interessanti solo molto tardi la sera (alcuni anime belli ogni tanto) e rimane fondamentalmente per i miei gusti solo qualche programma scientifico stile super quark. Ma per essere onesti gli americani, inglesi e tedeschi sono molto superiori.
Ecco lo volevo dire, io ho smontato da 5 anni la televisione e non la rimpiango minimamente, e prima guardavo solo quella tedesca.)
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Post by strano » 23/11/2007 20:11

Oltre ai molti argomenti già sollevati, me ne vengono tre così su due piedi per spiegare il successo di House.

1. Un po' a tutti i livelli dell'intrattenimento generalista abbiamo assistito negli ultimi dieci anni ad una trasformazione dello "stile" e del gusto del pubblico dall' "intrattenimento morbido" (da "Un medico in famiglia" a Fabrizio Frizzi) a un intrattenimento più "acido", "cinico" (da Csi a Bonolis). La morale è: "bastardo è bello" e vale epr House, vale per Bonolis, vale per Distraction, per Veline, Velone, Amici, ecc... Ovviamente parliamo di una "finta durezza".

2. Anche il pubblico medio italiano comincia ad apprezzare la fiction di qualità: scritta bene, recitata bene, diretta bene. Insomma la migliore scuola americana. Questo cambiamento del gusto si fa sentire di conseguenza anche nelle produzioni italiane, che hanno standard più alti con cui concorrerre, e a volte i risultati sono molto buoni, come "il capo dei capi" per fare un esempio, ma anche "La squadra" di solito è scritta bene.

3. Resistenza alle turbolenze. Al contrario di molte altre serie di qualità, come Lost o Heroes, Dr. House ha quella semplciità e quella versatilità che gli permette di sopravvivere al sabotaggio sistematico che la TV italiana opera contro i telefilm: pubblicità, orari, palinsesto, doppiaggio. Lost è stato distrutto da tutto ciò. Dr House è strutturalmente più semplice e qundi più solido. Anche se ti perdi tre puntate, lo segui lo stesso.


Per quanto mi riguarda non amo Dr House perchè cmq lo considero ancora troppo poco per quel che sono i miei standard che, inevitabilmente dopo aver cannibalizzato migliaia di ore di telefilm, sitcom, libri, fumetti, film etcc, sono settati su altri parametri. Il che ovviamente non è un limite ma una precisa volontà dei produttori, perchè non sono gli spettatori come me che fanno share.

Già che cis ono, se dovessi dare un consiglio su quella che è al momento la serie scritta meglio in circolazione, direi senza dubbio "Dexter".

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