Quasi quasi non mi laureo ...

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FdD_Leviatano
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Quasi quasi non mi laureo ...

Post by FdD_Leviatano » 08/06/2007 17:24

Di recente ho sentito alla radio i risultati di un inquietante statistica ...
Un laureato, guadagna meno di un diplomato ... Voi che ne pensate ?
Io lo trovo assurdo, anche perchè scoraggia la voglia di migliorarsi, e di studiare, destinando il paese a rinunciare ad un improtante patrimonio culturale ... :tsk:
Voi che ne pensate ?[/b]

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Mano[FA]
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Post by Mano[FA] » 08/06/2007 17:53

probabilmente non e' esattamente vero o e' la solita' "verita'" tirata per i capelli tipo :"i 27enni laureati quadagnano meno dei 27enni diplomati". Il che e' ovvio perche' un diplomato ha 5 anni di esperienza lavorativa di piu'... mi chiedo se la cosa varrebbe anche per i 50enni. Riesci a postare la notizia "originale"?

Comunque e' vero che la laurea in Italia ha forse meno importanza che negli altri paesi e secondo me perche' in Italia i lavori che richiedono davvero una laurea sono pochi. Spesso i laureati vengono usati per fare i lavori dei diplomati...

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Sky79_o.O
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Re: Quasi quasi non mi laureo ...

Post by Sky79_o.O » 08/06/2007 19:31

FdD_Leviatano wrote:Di recente ho sentito alla radio i risultati di un inquietante statistica ...
Un laureato, guadagna meno di un diplomato ... Voi che ne pensate ?
Io lo trovo assurdo, anche perchè scoraggia la voglia di migliorarsi, e di studiare, destinando il paese a rinunciare ad un improtante patrimonio culturale ... :tsk:
Voi che ne pensate ?[/b]
Te lo dico da datore di lavoro:un opuò avere una supercazzutissima laurea in ingegneria spaziale con il massimo dei voti ma se sul posto di lavoro non è capace non può pretendere di avere più soldi per il pezzo di carta che ha in mano.
inoltre come dice giustamente Mano i diplomati hanno molta più esperienza dei giovani laureati...mi spiego:
nel mondo del lavoro italiano la piccola/media industria copre il 75% sul territorio nazionale quindi stiamo parlando di aziende che vanno dai 10 ai 50 dipendenti.La maggiorparte di queste aziende non ha bisogno di dottori o ingenieri ma ha bisogno di forza lavoro,preparata nel campo in cui sta operando.
Un ragazzo diplomato,ha 19 anni massimo si inserisce nel mondo del lavoro,la maggior parte delle volte parte dalla gavetta e,se dimostra le capacità,comincia ad ottenere pian piano una posizione;un laureato di solito inizia a lavorare a 27/28 anni...qui stiamo parlando di un divario di quasi 10 anni,un divario difficilmente colmabile con un pezzettino di carta.Io per ora ti sto parlando di divario come capacità lavorativa ma va logicamente paripasso con la possibilità o meno di prendere più soldi.
Se io ho un ragazzo di 27 anni che lavora per me da quasi 10 e si è fatto il mazzo dimostrando serietà e di tenerci lo premio gratificandolo sempre più con un salario adeguato.Se mi si presenta un ragazzo di 27 anni,che manco sà cos'è il mondo del lavoro(al di fuori di spizzico per arrotondare durante l'università) che non sa un mazza del lavoro che viene a fare se gli va bene parte col minimo salariale e mi dimostra quanto vale altrimenti ,per conto mio,può tranquillamente cercare un'altro posto .
Certo che se il laureato dimostra di esser davvero in gamba grazie alle nozioni che ha appreso in 5 anni di università la possibilità di fare più strada è maggiore.
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Post by Ufo_Robot_o_O » 09/06/2007 14:37

Concordo in pieno.... ho a che fare ogni giorno con architetti neolaureati che non conoscono minimamente il prodotto che vanno a progettare o gli aspetti tecnici dello stesso... non conoscendoli ti fanno di quelle cappelle incredibili, ti sfornano dal cilindro progetti veramente inrealizzabili. Pagare una persona di questo calibro d+ di un normalissimo geometra con esperienza di cantiere mi sembra assurdo. Credo però che la cosa sia un "investimento a lungo termine", nel senso che il laureato quando sarà riuscito a maturare un'esperienza discreta, di certo guadagnerà d+ di un diplomato di pari requisiti.
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Kytu
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Post by Kytu » 09/06/2007 21:53

Il problema che si possono inserire direttamente nel mondo del lavoro solo coloro che hanno fatto un professionale o chi ha una ditta d famiglia, i ragazzi che s iscrivono ad un liceo che una volta finito nn possono inserirsi direttamente x ke nn hanno nessun tipo d specializzazione x cui devono andare obbligatoriamente all'univerità e si "perdono" (che poi nn sono mai persi perchè migliori la tua cultura) 5 (se va bene) anni di lavoro. in my opinion......

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Post by France » 09/06/2007 22:29

secondo me chi ha una laurea e' un tipo di persona che deve sfornare creativita', invetare cose nuove, dare un contributo alla ricerca.

Un geometra sara' un bravo esecutore, ma non credo inventera' un nuovo sistema per costruire un ponte, o nuovi materiali eccetra.

Naturalmente esistono i lavori dove se non sei laureato non fa niente, tipo l'avvocato, il medico eccetra. Pero' quando si fa l'universita' bisogna tenere a mente che bisogna puntare molto in alto ed avere la capacita' di assorbire una notevole mole di materia, comprenderla e migliorarla se possibile.

Poi personalmente quando devo assumere qualcuno, preferisco di gran lunga prendere gente senza nessunissima esperienza, per il catering. Dai il minimo salariale e spieghi nel giro di una settimana cosa fare e come. Perche' mai dovrei assumere un cuoco diplomato per fargli fare panini e quattro insalate.
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Post by Maloghigno » 09/06/2007 23:12

Il problema sono due fatti che vengon dati per scontati, anche in questi nostri discorsi:
- la laurea "ruba" tempo, cioé non é assolutamente detto che prepari ad una professione... anzi...
- un laureato entra nel mondo del lavoro a 27 anni, cioé circa 8-9 anni dopo aver conseguito il diploma, cioé almeno 2-3 anni fuori corso...

Son sicuro che se l'università si avvicinasse al modello per esempio dei college USA ("avvicinasse" perché non sono perfetti), cioè università finanziate ed indirizzate dalle aziende, e se gli studenti la smettessero di cazzeggiare e si laureassero nei tempi... bhè, il problema non ci sarebbe.
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Post by Mano[FA] » 10/06/2007 01:12

Sky e France confermano il mio punto di vista.

In Italia a pochi servono davvero dei laureati. La maggior parte delle aziende sono piccole e medie e i lavori richiesti sono per la maggior parte "facili". Dove per facile intendo che non serve una competenza ampia e la capacità di risolvere problemi. In un Paese in cui si costruiscono quasi esclusivamente casette di 2 piani i geometri vanno bene. A chi servono ingegneri e architetti?
Inoltre, credo che le scuole superiori in italia siano migliori di quelle in alcuni paesi straniteri (tipo USA e Inghilterra) per cui spesso sono sufficienti per darti un lavoro.

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Post by Ufo_Robot_o_O » 10/06/2007 11:45

7ede_o.O wrote: cioè università finanziate ed indirizzate dalle aziende,
.. giusto perchè in Italia le aziende non influenzano già abbastanza l'aspetto economico-sociale dell'Italia... :stats:
Non credo sia una buona cosa, ti ritroveresti facoltà con dei chiari e ben mirati interessi economici, e non interessi culturali. Si trasformerebbe lo studio in una cosa a fini di lucro, ma non per la persona (lo studente), bensì per gonfiare le tasche di qualche contadinotto che si è costruito tutto con le sue mani e crede che il mondo giri tutto attorno a lui ed alle sue quattro mura aziendali. Ed in un contesto dove il vero senso dello studio è accantonato per far posto a reali risvolti economici, la laurea la prenderebbe chiunque..... allunghi qualche 100 e vedrai che non ti serve nemmeno CEPU....
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skazzo
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Post by skazzo » 10/06/2007 12:24

Ma intanto ora come ora la laurea la sta prendendo davvero chiunque, un mio ex collega ad ingegneria che dopo aver conseguito la laurea è stato assunto per un po di anni come "manager didattico" ha potuto constatare il declino dei requisiti minimi per potersi laureare (l'abolzione di alcune materie abbastanza ostiche, l'accorpamento di altre in una sola + facile, la sudduvisione degli esami un tempo blocco tipo comunicazioni elettriche in 5 o 6 sottoesami solo scritti etc etc), e di sicuro non è solo una percezione sua, quando ci siamo iscritti noi la percentuale di laureati rispetto agli iscritti al primo anno era del 10%, ora è oltre l'80%.. e non credo che la gente di oggi sia più intelligente di quella di 10 annni fa.. solo che le università hanno scoperto che se uno abbandona il corso non paga + la retta...se si laurea invece paga sempre..
quindi già oggi l'istruzione universitaria è stata stravolta per meri fattori economici, ulteriore conferma sta nel fatto che chi si è laureato in ing 5 anni fa appena uscito trovava già lavoro con un buono stipendio, chi esce ora guadagna meno di un operaio specializzato
chiaramente questo discorso lo posso fare solo epr ing prchè è l'unca facoltà di cui ho avuto esperienze e riscontri, ma non credo che dalle altre parti sia diverso

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Post by ayakuccia_o.O » 10/06/2007 12:58

Io ho scelto (forse anche senza riflettere troppo i pro e i contro..a 18 anni il futuro mi sembrava tutto rosa e fiori...) la lunga strada della laurea in Medicina.... alla soglia dei 30 anni mi ritrovo con una "borsa di studio" (non è il termine corretto, ma rende l'idea in pratica) da specializzanda... il che significa in soldoni che a 26 anni mi sono laureata (in corso), l'anno dopo sono entrata nella scuola di specializzazione (xchè ho dovuto aspettare la data del concorso) e a novembre (30 anni compiuti) mi troverò con ZERO anni di contributi, 10 anni di tasse universitarie pagate e NESSUNA agevolazione nel mondo del lavoro, NESSUNA garanzia che mi assumano da qualche parte, tenendo conto che in Liguria l'ultimo concorso pubblico di dermatologia (la specializzazione che ho scelto) lo hanno fatto + di 5 anni fa... e non ho perso tempo senza studiare o cazzeggiando troppo, mi sono sempre sbattuta e ho fatto tutto quello che potevo!
Senza contare il fatto che durante i miei 6 anni di Medicina le poche cose pratiche che ho imparato derivano solo ed esclusivamente dalla mia volontà di farmele insegnare, spesso da infermieri o da giovani specializzandi dei vari reparti... del Pronto Soccorso conosco solo la teoria e un giovane volontario della Croce Rossa ne sa di gran lunga + di me su come soccorrere un ferito.... con la differenza che IO x legge ho l'OBBLIGO di farlo, anche se nessuno me lo ha mai insegnato...

Posso dirvi una cosa?

Non lo rifarei MAI! :tsk:

...ecco...ora mi sono pure depressa.... :umpf:

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France
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Post by France » 10/06/2007 13:16

io penso che il problema e' d'altro tipo. Una volta quando tutto era piu' inguisto e solo i ricchi andavano all'universita', c'era il dottore, l'avvocato l'ingegnere e cosi via. Erano figure colte, gente da ammirare e soprattutto in classi molto piccole.

Ora tutti sono laureati, e ora come ora penso che il livello dei laureati sia infinitamente inferiore rispetto a solo 50 anni fa, per il semplice fatto che si e' standardizzato dall'alto verso il medio e dal basso verso il medio.

Poi si puo' fare benissimo un ragionamento: a che servono tutte quelle decine di migliaia di dottori? Sono semplicemente troppi. Qua in svizzera c'e' il numero chiuso esteso a tutte le universita'. Fanno calcoli precisi su quanta gente per anno puo' frequentare l'universita'. Un po' sadico da dire ma efficacie perche' elimina molta gente che e' a spasso senza trovare un lavoro, o per impedire l'emigrazione.

Non so quale sia la cosa moralmente giusta, pero' e' un dato di fatto che non tutti possono fare lo stesso lavoro o lo stesso tipo di lavoro. Perche' se succede allora una nazione di soli laureati dovra' in qualche modo poter fare anche i lavori dove non serve una laurea e allora succede quello che sta succedendo oggi un po ovunque.

Un ingegnere a fare il lavoro del geometra.

(mi hanno telefonato e ho postato un po dopo senza avere letto il tuo post aya)
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Post by Mano[FA] » 10/06/2007 15:00

Sono molto d'accordo con l'analisi di France. In effetti io cercherei di far valutare bene ad un diplomato se gli valga la pena iniziare l'univerità.
skazzo wrote:la percentuale di laureati rispetto agli iscritti al primo anno era del 10%, ora è oltre l'80%..
Questo discorso l'ho sentito un sacco di volte, ma a me non piace.
- il 90% di persone che abbandonano sono una vera PERDITA. hanno speso il loro tempo (anni) senza poter conseguire un titolo e completare il corso di studi, hanno affollato aule, sono state un COSTO per lo Stato. Non crederete davvero che la retta (qualche centinaia di euro) sia sufficiente a pagare il costo dell'università!?! Qui in Inghilterra (e lo stesso in US) dove lo stato contribuisce solo in PARTE alla spesa, le rette sono di qualche MIGLIAIO di euro. (per i master - il nostro biennio - anche decine di migliaia di euro)
- La selezione non deve essere fatta dall'università, ma dopo da chi ti assume che dovrebbe guardare dove ti sei laureato, in quanto tempo, con che voti, come affronti un colloquio, e quello che hai fatto (la tesi, precedenti lavori...) esperienze extra-scolastiche etc etc...
- La laurea deve essere un investimento su di te che ti arricchisca e che ti renda più capace che lavorare per lo stesso periodo. Se sprechi questa opportunità sono affari tuoi.
- nei paesi in cui l'innovazione e le idee davvero fanno l'economia, la laurea non è selettiva. In Grecia è molto selettiva. Ma direi che non è un modello.

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Post by Canard Favrille » 10/06/2007 17:44

Considerate che adesso l'universita' si e' adeguata alle normative europee.
Il famoso 3+2. :no:
Questo significa che usciranno piu' laureati con il triennio e che il loro titolo varra' meno.
Gli specializzati saranno di meno il loro titolo varra' di piu'.
I diplomati saranno di meno e a seconda del titolo conseguito avranno valore oppure no.

In tutto questo pero' la cosa che piu' mi angoscia e' la standardizzazione della persona. Tutti uguali :

- a 16 anni prendi il motorino
- a 18 anni prendi la patente
- a 18 anni prendi il diploma
- a 22 anni prendi la laurea in scienze del cavolo
- a 26 anni hai terminato la laurea specialistica.
- a 27 lavori (si spera)

Chi non rispetta lo schema, e io non lo rispetto, son tutti cazzi suoi !
Allo stato non gli importa, al datore di lavoro non importa !
Devi adeguarti allo standard oppure suka !

Detto questo se un laureato, dopo due anni di lavoro da schiavo, ma nel suo settore di competenza non ha gratifiche da parte del datore deve solo fare una cosa.
Cambiare posto di lavoro !

Purtroppo in Italia non vi e' nessuna politica che incentivi o favorisca l'iniziativa privata. Secondo me il laureato dovrebbe essere il primo che uscito furi dalla facolta' avvia una sua attivita' propria !
Invece no, nn puo' !
Deve fare esperienza elimosinando un posto da schiavo, dare un esame di stato, entrare nella cricca dell'albo, pagare.
Considerate solo l'idea malsana dell'esame di stato. E' proprio da ritardo mentale.
Hai frequentato un corso di studi (diploma.laurea non fa differenza) si pensa che tu, valutato nel corso degli anni, abbia raggiunto le adeguate conoscenze. Invece no !
Termini gli studi, magari fatti anche bene e scopri che il tuo tempo vale un pezzo di carta e nulla piu' !
Devi ri.prepararti e ri.dare un esame di stato !
Da malati di mente !
Questo ci deve dire una cosa soltanto che la scuola e l'universita' non preparano adeguatamente le persone che ne prendono parte se poi la stessa istituzione non puo' garantire che la persona e' pronta per lavorare in modo autonomo !

Forse ho divagato una cosa e' certa che un laureato, persona capace se non trova posto nel proprio paese o viene sottopagato per le sue capacita', saluta tutti e va do lo pagano meglio e lo gratificano in modo adeguato. All' italia rimane lo scarto e ben gli sta !

PS :
In un Paese in cui si costruiscono quasi esclusivamente casette di 2 piani i geometri vanno bene. A chi servono ingegneri e architetti?
tu non sai di cosa stai parlando ! Andremmo OT.

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snuffz
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Post by snuffz » 11/06/2007 09:38

Io non vedo laurea e laureati in maniera così negativa.
E' evidente che un diplomato 28enne rispetto a un laureato 28enne, ha dalla sua almeno 6-7anni di esperienza/formazione (contro zero del laureato) quindi risulta più bravo a svolgere il suo lavoro, e più appetibile per un datore di lavoro.
Ma il problema è un falso problema perchè in realtà diplomati e laureati dovrebbero occupare due fasce di lavoro diverse, e non farsi "concorrenza" fra loro. E' la crisi dell'occupazione (e se vogliamo l'incapacità del mercato italiano di assorbire tutti i laureati) a far sì che un laureato si presenti per un lavoro da diplomato.
E il problema dell'occupazione è legato al sistema scolastico.
Ed è proprio il nostro sistema scolastico a non-favorire l'occupazione, ad avere meccanismi obsoleti e poco formativi.
Non dico che la scuola sia la causa di tutti i mali. Ma di sicuro non favorisce, non avvia del lavoro, la nostra scuola produce diplomati / laureati poco appetibili per il mondo del lavoro.
Vi faccio un esempio.
Il mio migliore amico è uno psicologo. Finita la laurea e dato l'esame per l'iscrizione all'albo, ha deciso di prendersi anche la specializzazione come psicoterapeuta. La specializzazione dura 4 anni, costa 2000 euro all'anno, e lo "occupa" due giorni la settimana. Al di là del costo (comunque non indifferente) come fa a trovare un lavoro un ragazzo che ha 2 giorni della settimana occupati?
Questo è un sistema intelligente, funzionale? O piuttosto un modo per scoraggiare chiunque a prendere questa specializzazione?
Per contro, vi copio incollo quello che secondo me è un sistema funzionale.
Sul forum dei K) qualche mese fa, un ragazzo svizzero postava
Salve ragazzi avete in mente qll offerta ke vi ho parlato ke mi aveva fatto la mercedes,ecco! Dal primo settembre cominciol 'apprendistato(tirocinio)presso la mercedes come meccanico di autoveicoli!
Un compagno di forum gli faceva notare
A 14 anni sei assunto? ma in svizzera i minori non sono tutelati?
E lui
si ma qua è diverso io faccio i ltirocinio! faccio 2 giorni a settimana vado a scuola di meccanico e 3 lavoro capito?? cosi per 4 anni! poi quando ho finito sono mecanico! Poi siccome faccio la maaturita professionale alla fine dei 4 anni se passo sono: meccanico e maestro emccanico con la possbilita di andare a qlsiasi università(siccome farò la maturità prof.)
Vista l'attuale crisi dell'occupazione che coinvolge tutti non solo i diplomati, io vorrei una scuola più coesa col mondo del lavoro, una scuola che formi lavoratori e non studenti a vita.

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Post by Ufo_Robot_o_O » 11/06/2007 10:09

Beh, adesso in Italia alle superiori non c'è il tirocinio, ma è chiamato in modo diverso, STAGE (vi parlo per quel poco che so dai miei nipotini). Non è così impegnativo come quello di quello studento svizzero, ma comunque è presente. Infatti se non sbaglio gli studenti di isituti professionali e non (vedi vari ITIS o istituti con specializzazioni ben precise), devono fare obbligatoriamente la loro esperienza estiva presso delle aziende convenzionate, anche se dura veramente poco. Nella mia ex scuola invece, fanno degli stage molto + impegnativi, con un tot di ore annue da rispettare (cosa che è stata inventata negli ultimi anni).
Se passiamo alle facoltà universitarie invece, lo chiamano ancora tirocinio ed è veramente impegnativo per settori come infermieristica, fisioterapia, tecnico di laboratorio ecc... Qua, secondo me, impari discretamente quello che poi andrai a fare, visto che scendi realmente in campo nei vari ospedali, istituti o cliniche ed il tempo impegnato è consistente, tipo 5 pomeriggi a settimana. Preticamente un Part-time.
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Post by skazzo » 11/06/2007 10:55

Mano[FA] wrote:Sono molto d'accordo con l'analisi di France. In effetti io cercherei di far valutare bene ad un diplomato se gli valga la pena iniziare l'univerità.
skazzo wrote:la percentuale di laureati rispetto agli iscritti al primo anno era del 10%, ora è oltre l'80%..
Questo discorso l'ho sentito un sacco di volte, ma a me non piace.
- il 90% di persone che abbandonano sono una vera PERDITA. hanno speso il loro tempo (anni) senza poter conseguire un titolo e completare il corso di studi, hanno affollato aule, sono state un COSTO per lo Stato. Non crederete davvero che la retta (qualche centinaia di euro) sia sufficiente a pagare il costo dell'università!?! Qui in Inghilterra (e lo stesso in US) dove lo stato contribuisce solo in PARTE alla spesa, le rette sono di qualche MIGLIAIO di euro. (per i master - il nostro biennio - anche decine di migliaia di euro)
- La selezione non deve essere fatta dall'università, ma dopo da chi ti assume che dovrebbe guardare dove ti sei laureato, in quanto tempo, con che voti, come affronti un colloquio, e quello che hai fatto (la tesi, precedenti lavori...) esperienze extra-scolastiche etc etc...
- La laurea deve essere un investimento su di te che ti arricchisca e che ti renda più capace che lavorare per lo stesso periodo. Se sprechi questa opportunità sono affari tuoi.
- nei paesi in cui l'innovazione e le idee davvero fanno l'economia, la laurea non è selettiva. In Grecia è molto selettiva. Ma direi che non è un modello.
Non sono d'accordo, la laurea non dovrebbe essere una cosa che tutti possono prendere, ma dovrebbe essere una cosa che premia solo chi si è impegnato di più e che ha i numeri per conseguirla, come dicevo quando andavo io i laureati erano il 10% ma mica perchè i prof erano delle carogne, solo perchè erano molto esigenti e quasi tutti si ritiravano entro il terzo anno.. ma è giusto così.. mica è una scuola dell'obbligo, se dimostri che hai sia la voglia che la capacità ti laurei e il premio sarà un posto di lavoro sicuro, una volontà ferrea, la consapevolezza di essere risucito a fare qualcosa che nn tutti possono fare e la sicurezza che anche senza esperienza prima o poi riuscirai nel tuo lavoro.. ora si laureano tutti, risultato? si hai il pezzo di carta.. ma chi ti cerca? come ampiamente dimostrato dai discorsi fatti finora nn è che ci sia tutto questo bisogno di laureati in italia, meglio per te sapere che laurearsi è difficile ma quando sei laureato è fatta perchè il lavoro nn ti mancherà mai (e lo stipendio sarà pure adeguato) oppure preferisci che laurearsi sia semplice (relativamente) e che quando uscirai sarai uno dei tanti che nn sanno che fare nella vita?

Questo discorso,come il mio precedente, vale solo su ing. perchè le altre realtà non le conosco.

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Post by Ufo_Robot_o_O » 11/06/2007 11:13

Il fatto che una volta l'università era + difficile posso essere daccordo, ma sarai con me quando ti dico che la possibiltà di frequantarla si è allargata perchè le famiglie hanno chiaramente maggiori possibilità econimiche rispetto a 20anni fa. Secondo me è anche questo un dato determinate che incrementa l'affluenza.
Poi sul fatto che laurearsi in Italia non è così fondamentale non sono daccordo. Forse adesso non c'è grande bisogno di laureati, ma in un prossimo futuro (senza andare troppo in là, 10-15 anni) la matura non basterà +. Basta solo vedere alcune professioni che non si possono + fare con la sola maturità: maestra d'asilo (ed anche elementare?), infermiera, fisioterapista (parlo molto di questo ruolo perchè lo fa la mia dolce metà) e tanti altri. Prevedo che tra un pò le aziende non cercheranno + geometri ma architetti ed ingenieri, non cercheranno + ragionieri diplomati ma laureati in economia. A parità di stipendio ovviamente. :dho:
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Post by skazzo » 11/06/2007 11:55

No non hai capito ufo, io sto parlando do 10 anni fa e l'affluenza era la stessa al primo anno mio eravamo 3000 nuovi iscritti alle ing... di quei 3000 se ne sono laureati in corso 80 e altri 200 fuori corso, ora le iscrizioni sono sempre sui 3000 all'anno ma si laureano quasi tutti (e ora sono iscritte + donne che uomini... mannaggia, non poteva essere così anche allora..uff)
e il discorso che fai tu sul fatto che il diploma non basta è la diretta conseguenza di questo..se i laureati fossero pochi il diploma varrebbe ancora.. oggi ti serve la laurea pure per pulire le scale (anche perchè questo è il valore del pezzo di carta attualmente)
è stata una scelta idiota quella di rendere + facili le lauree, ci rimettono tutti e non vedo vantaggi

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Post by CuginoIt » 11/06/2007 12:23

Confontandomi con miei amici di diverse facoltà quello della "facilità della laurea" è un argomento frequente. Si nota fortemente che alcune facoltà sono estremamente poco selettive col risultato che una laurea in quelle discipline non vale nulla nè per chi l'ha conseguita studiando seriamente e lavorando sodo nè per chi l'ha conseguita magari impiegandoci due anni di più e studiando poco e male.

La mia realtà di studente di fisica è un poco (poco!) tutelata in quanto fisica è e rimane una facoltà difficile, con alto numero di abbandoni e poche persone che arrivano alla specialistica (per non parlare di chi ci arriva in corso).
La fisica, però, è una scienza pura: questo implica che essa ha difficilmente (e non si prefigge di avere in genere) delle applicazioni pratiche immediate. Ciò nonostante in uno Stato, secondo me, servono anche dei fisici veri e propri anche se il loro contributo all'economia è pressochè 0 sul breve periodo.

Le peculiarità di questa facoltà sono che vive in un periodo di contrazione: ci sono meno iscritti rispetto a 10 anni fa e ci sono anche meno sbocchi a livello di carriera accademica (le due cose vanno abbastanza di pari passo, la situazione dei ricercatori però è un po' disastrata ma non voglio dilungarmi in questo).

In soldoni molti di coloro che arrivano ad una laurea in fisica poi tentano l'ardua e poco gratificante (economicamente parlando) strada del dottorato, della ricerca e della carriera accademica; altri invece vengono assorbiti dal mondo del lavoro (tendenzialmente in grandi imprese, ovviamente non quelle da 50 dipendenti) spesso in ambito finanziario.

Fra le storture della scuola vorrei ricordare i seguenti elementi: il lavoro di insegnante (alle superiori) è spesso percepito come umiliante e se si paragonano gli stipendi italiani con quelli europei la situazione è drammatica; per diventare insegnante di fisica devi avere una laurea specialistica e poi fare la SIS (o come diavolo si chiama) per 2 anni, prima di iniziare la carriera. Questa secondo me è una vera stortura in quanto un insegnante non ha senz'altro bisogno delle conoscenze in fisica degli ultimi 2 anni di corsi e rende il percorso verso l'insegnamento lunghissimo e impervio.

Il risultato di tutto ciò è che, secondo alcune statistiche (Repubblica), nei prossimi decenni saranno sempre meno i fisici ad insegnare per esempio nei licei e sempre più gli ingegneri o altri che dovranno improvvisarsi insegnanti di fisica...

Ho esposto un po' di idee alla rinfusa... il fatto è che vedo alcuni problemi ma non le soluzioni.

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