Doping

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mirino
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Doping

Post by mirino » 02/08/2006 18:17

Cito un articolo tratto da gazzetta.it di oggi.

Sono cose che si sospettano da tempo, ma non per questo quando le scopri fa meno male. Io personalmente ho smesso di seguire e appassionarmi al ciclismo dopo i fasti (e il tracollo) di Pantani. A quanto pare è uno sport che non riesce proprio a ripulirsi, e credo sia "falsato" da decenni. Che ne pensate?

Il link è questo

"Io, infermiere del doping"

Un ex velocista racconta un anno di doping per riuscire a passare tra i professionisti. "Ero diventato un infermiere, al top è impossibile vincere senza aiuti"

MILANO, 2 agosto 2006 - Era un velocista. Ha smesso di correre quattro anni fa. Il doping l’ha conosciuto nel 2000, la sua ultima stagione tra i dilettanti. Era arrivato a un bivio: passare tra i professionisti oppure restare parcheggiato (forse per sempre) nel limbo degli Élite. La scelta di "curarsi" fu una conseguenza, per fare il salto di qualità che gli valse 6 vittorie importanti. Oggi fa il carpentiere. Col ciclismo ha chiuso, ma continua ad avere amici in quello che pure definisce "un mondo sporco, che sarà sempre così". Perciò ha deciso di raccontare alla Gazzetta la sua storia dietro anonimato. Eccola. "Mi sono dopato solo per un anno. La cura l’ho fatta in inverno, per partire forte a inizio stagione. Prendevo ormoni della crescita, Epo e testosterone. Per le punture di Epo usavo una siringa da insulina riempita con una dose minima, da iniettare per via sottocutanea. Ne facevo una ogni tre giorni, per un mese. Anche il Gh lo assumevo in quel modo, una volta ogni due giorni, per aumentare la massa muscolare".
"Facevo tutto da solo, non volevo che nessuno mi toccasse. Neppure i dottori. 'Se mi devo fare del male - pensavo - me lo faccio da solo'. Col tempo, ho acquistato una tale padronanza, che mi facevo da solo anche le flebo di vitamine, zuccheri, disintossicanti e neoton (creatina) per via endovenosa. Ero diventato un infermiere. Durante la preparazione, assumevo anche testosterone in capsule. Il risultato era che potevo allenarmi molto di più e meglio: uscite lunghe, lavori specifici, grande intensità. È così che ti costruisci quella base di lavoro che ti serve durante la stagione. Essendo un velocista non avevo bisogno di ricorrere ad aiuti esagerati, anche perché ho un ematocrito naturale del 45%, quindi piuttosto alto (il limite per regolamento è fissato al 50%, ndr. Gli scalatori ne hanno molto più bisogno. Nelle prime gare dell’anno arrivavano 'scarichi', per fare il pieno più avanti, in vista del Giro baby. Io invece puntavo alle corse di inizio stagione come la Coppa San Geo e Soprazocco. Quell’anno mi sentivo più forte, recuperavo in fretta e non mi staccavo in salita. Ma chi partiva con un ematocrito più basso del mio, intorno al 40%, con l’Epo aveva benefici enormi".
COME LA DROGA - "Umanamente è possibile pedalare per 70.000 chilometri all’anno e finire le corse senza l’ausilio di sostanze vietate. Ma non vincere. Se vai avanti a pane e acqua, puoi mantenere la condizione per un mese o due al massimo. Raggiungere tre picchi durante l’anno è inimmaginabile. Io ero un velocista e non avevo bisogno di spinte eccessive, per cui non ho mai avvertito malessere o sintomi preoccupanti. E la mia salute non ha subìto conseguenze. Ma nell’ambiente ho sentito parlare di tutto, dall’emoglobina sintetica ai ritrovati più strani. Parlare di doping nel ciclismo è come parlare della droga in strada. Sai che fa male, ma sei accecato. Qualcuno, tra i dilettanti, ne faceva uso anche prima delle gare, giocando sul fatto che a volte non si facevano i controlli. Così riuscivano a cavarsela. Nel mio caso, non mi sono mai fatto seguire da un preparatore. Era la squadra che mi procurava quello che mi serviva, sulla base dei test a cui mi sottoponevo. Tutto avveniva sotto controllo medico, il che riduceva i rischi per la salute, anche se rimaneva la frode sportiva".
L’INIZIAZIONE - "Nessuno ti costringe. Sei consapevole di quello che fai. Chi si giustifica dicendo 'non è colpa mia', sta mentendo. Quando arrivi in una squadra, c’è qualcuno di dovere che ti prende da parte, a quattr’occhi, e ti spiega: 'le cose stanno così, questa è la realtà, se vuoi andare avanti hai bisogno di aiuti'. Tocca a te, poi, decidere. Se accetti, bene. Se ti rifiuti, vai avanti per un po’ e poi smetti perché non trovi più contratto. Nessuno ti emargina, però. Tantomeno i tuoi compagni".
DOPATI PER VINCERE - "Non sono d’accordo con chi dà tutta la colpa alle società e ai preparatori. I corridori non si dopano per fare meno fatica, ma per vincere. E questa è una cosa che riguarda tutto lo sport professionistico. Ti ci trovi dentro e ti adegui, sapendo che altrimenti non puoi stare al passo. Quando sputi sangue per anni, ripensi a tutti i sacrifici e scendi a compromessi. Se uno ha davanti la possibilità di cambiare la propria vita e decide di doparsi lo capisco, anche se non lo giustifico. Mi sembra invece una follia che facciano lo stesso persone che non hanno le qualità per emergere. Eppure succede".
LO FANNO TUTTI - "Da dentro sembra quasi impossibile che la verità non si sappia in giro. Ma la realtà è questa. Tra i professionisti non puoi vincere senza prendere qualcosa. Da dilettante puoi scordarti di vincere le gare di alto livello. Ho dovuto lasciare il ciclismo per un problema fisico, ma se avessi corso qualche anno in più tra i pro’ penso che avei dovuto continuare a doparmi. Non sono pentito, perché ho vissuto momenti indimenticabili. Ero felice. Le vittorie ai miei occhi non valevano meno, perché sapevo che anche gli altri si dopavano, dal primo al decimo della classifica. E mi bastava essere al 90 per cento per battere molti miei compagni che invece erano al 120%. Se tutti fossero puliti, gli ordini d’arrivo sarebbero gli stessi. E questo è il rammarico più grande. Perché è vero, come dicono, che un somaro non sarà mai un cavallo da corsa. Anche se alla fine diventa un alibi. Se conosco corridori puliti che vincono? Neanche uno. Nessuno può vincere un Giro d’Italia o una Sanremo senza il doping. Non ci crederò mai, perché è impossibile".
E' qua che dovrei scrivere qualcosa di furbo... ?

Mat.o_O
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Post by Mat.o_O » 03/08/2006 01:47

Io sono un grande appassionato di ciclismo, purtroppo queste son cose che si sanno e che son vecchie quasi quanto il ciclismo stesso, difficilmente si riuscirà a depurare l'ambiente.

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Maloghigno
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Post by Maloghigno » 03/08/2006 08:28

Se tutti fossero puliti, gli ordini d’arrivo sarebbero gli stessi
Forse é vero. E' il ragionamento che hanno fatto nella NFL: doping libero per tutti, e maggior spettacolo perché tutti sono più in forma e più kamikaze. Ma almeno la NFL viene venduta come uno spettacolo, un poco più organizzato e tattico del Wrestling, non come lo sport più nobile e pulito del mondo.

Io un pochino di sport l'ho fatto, e ricordo bene all'ultimo anno di Atletica (avevo 18 anni) che il mio compagno, quello forte, cominciava a prendere qualcosa per potersi allenare di più. Io finivo stremato, spesso vomitavo a bordo pista perché puntavo a superare il mio limite, lui correva ancora un'ora ed alla fine non era stremato. Un mio grande amico invece faceva gare di bici, mountain bike. Quando decise di provare a vincere qualcosa trasformò 5 kili di massa grassa in muscoli nel giro di una sola estate. Sembrava un Exogino. Smise dopo un anno, schifato. In quell'anno mi portò a fare una gara di mountain bike sopra Oulx, aperta anche ai cicloamatori. Bhè, per accodarmi alla massa già pronta al Via passai davanti a quelli piazzati proprio sulla linea di partenza. Facce da zombie, nervi tesi, occhi pallati, gambe e braccia che tremavano. Erano 42 Km di gara e questi partirono sprintando come pazzi.

Secondo me é impossibile ripulire gli sport di pura fatica dal doping, dove conta solo andar dritto e veloce, senza mettere in campo talento o colpi di classe la tentazione di farsi aiutare é troppo grande, soprattutto se c'é un minimo di ambizione ed agonismo... e se fai gare non puoi immaginare di non giocartela proprio mai ed abbonarti all'ultimo posto solo perché non ti droghi.
Se tutti fossero puliti, gli ordini d’arrivo sarebbero gli stessi
Forse é vero... o anche no: vince chi ha la "bomba" migliore, chi é o ha il farmacista più scaltro, chi trova quell'astuzia per aggirare gli esami...
Ho passato anni a perdere ore di studio dietro al giro e al tour... me ne pento, ma non per lo studio.
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Post by Mat.o_O » 03/08/2006 11:21

Adesso non segui più, 7ede?

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Post by mirino » 03/08/2006 11:28

Se mio fratello non fosse in vacanza ne avrebbe di cose da raccontare sull'argomento, visto che fece il servizio militare a Bologna, alla Compagnia Atleti.

Citando Blade Runner "ha visto cose"..... :borg: :no:

PS: a scanso di equivoci, non si dopava lui......poi mi querela, magari!
E' qua che dovrei scrivere qualcosa di furbo... ?

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Post by Hells_o_O » 05/08/2006 23:30

Mat.o_O wrote:Io sono un grande appassionato di ciclismo, purtroppo queste son cose che si sanno e che son vecchie quasi quanto il ciclismo stesso, difficilmente si riuscirà a depurare l'ambiente.
Anche io seguo oramai il ciclismo da un pò di tempo (tour del 98 :sisisi: ) ed anche io posso definirmi un appassionato di questo sport.

Io sull'argomento doping ho sempre spezzato una lancia a favore del ciclismo, infatti questo sport è l'unico (adesso anche altri si stanno accodando) o meglio dire è stato il primo a denunciare il doping, sospendendo corridori, squadre (vedi caso festina) e facendo questo spesso ne ha rimesso la propria immagine, infatti adesso uno dei luoghi + comuni ke si sente dire in giro è ciclismo = doping, ma in fin dei conti erano provvedimenti giusti da fare e quindi nel bene o nel male seguirò ancora questo sport :nod:

E allora dove mettiamo ad esempio le accuse di Zeman alla Juve ? Vialli quando giokava da noi alla sampdoria ( :ola: :ola: :ola: ) era magretto, è andato alla Juve e... tiè ci esce un bel toro con 10 kg in + di muscoli :fazz: .... Ma nel calcio girano + soldi ke nel ciclismo quindi tutto viene messo a tacere...

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Post by mirino » 06/08/2006 12:54

il ciclismo è stato il primo sport a denunciare il doping, sospendendo corridori, squadre (vedi caso festina)
Se non ricordo male, ma potrei anche sbagliare, il primo colpo al doping lo hanno inferto le procure, che mediante frequentissimi blitz di polizia e carabinieri a gare in corso hanno scosso le fondamenta del Giro d'Italia e di altre gare.

Poi è vero, le squadre per salvare la faccia hanno dovuto licenziare i giocatori coinvolti negli scandali, ma senza la legge che ha dichiarato reato la somministrazione illecita di farmaci non sarebbe emerso nulla, almeno secondo me.
E' qua che dovrei scrivere qualcosa di furbo... ?

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Post by Mat.o_O » 06/08/2006 18:06

Vero quello che dice mirino, anzi le squadre credo siano coinvolte nella somministrazione di sostanze dopanti ai corridori.

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Re: Doping

Post by Maloghigno » 14/06/2010 23:31

Non ho più seguito il ciclismo, come raccontai tempo fà.
Il doping è palese, il risultato compromesso.
Poi un'ulteriore, terribile conferma.
Stasera sono rimasto basito dalla lettura di questo articolo:
Repubblica.it wrote:'Doping meccanico'
Guariniello indaga

Il pm ha ascoltato l'ex ciclista, ora commentatore Rai, Davide Cassani sulla famigerata bicicletta a motore che tanto sta facendo discutere. Intanto spuntano testimonianze contro Cancellara, sotto accusa per il presunto uso del mezzo
:arrow: http://www.repubblica.it/sport/ciclismo ... ef=HRERO-1

e dalla visione di questo filmato:
[youtube]G0NXGTKnwGY[/youtube]

Doping meccanico...

Nel filmato viene spiegato come funziona (incredibile... sto motore è piccolissimo!) e soprattutto vengono mostrate alcune progressioni davvero disarmanti.
Posso solo immaginare la grandissima frustrazione di chi ha visto il proprio avversario dileguarsi con tanta facilità.
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Re: Doping

Post by FdD_Leviatano » 15/06/2010 08:50

Premetto che non amo assolutamente il ciclismo ma sono cmq un amante dello sport ...

Il fatto è che si è innescato un meccanismo tale che gli onesti non possono fare a meno di doparsi perchè sarebbe sconfitta certa vista che tutti si bombardano ... vaglielo poi a spiegare alla federazione che quello che vince si dopa ecc.. ecc...

La realtà è che la soluzione è una ed è pure semplicissima!

SQUALIFICA A VITA SE TI BECCO E CONTROLLO AUTOMATICO AI PRIMI 3 CHE ARRIVANO.

Doping finito e atleti dimezzati nel giro di 1 anno ...

Ti sei bombardato e ti ho beccato? La bicicletta da oggi in poi la usi solo per andare al prato a mungere le mucche! La gara veditela in televisione!

In questo modo si tutela anche chi è onesto ...

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Re: Doping

Post by Beavis » 15/06/2010 10:38

Leviatano ha ragione, il problema è che bisognerebbe cancelllare il mondo del ciclismo e ricominciare da capo... quindi nessuno lo farà mai, anche perchè buona parte dei dirigenti delle federazioni sono ex-ciclisti e dovrebbero ammettere che si bombavano pure loro.
Cmq non è semplice beccarli perchè ci sono sempre nuovi doping sempre più difficili da trovare.

Sorprendente la cosa del doping meccanico... e piuttosto che rovinarsi la salute...

Anche mia moglie conosceva un ciclista amatoriale che ha provato a fare gare professionistiche... risultato ultimissimo staccato di una vita, trovandosi di fronte alla scelta "o ti dopi o vai a lavorare" ha scelto la seconda, ma chissà quanti scelgono la prima!
Monologhista doc :teach:

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Re: Doping

Post by FdD_Leviatano » 16/06/2010 08:38

Beavis wrote: non è semplice beccarli perchè ci sono sempre nuovi doping sempre più difficili da trovare.
Verissimo, ma il rischio è altissimo ... prima o poi anche la tecnologia dei controlli migliora ... e se ti becco => a mungere le mucche!

Vista la semplicità della soluzione, è chiaro che non si vuole applicarla.
E' la stessa ragione della mancata moviola a fondo campo ...

Inutile starne a discutere ...

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Re: Doping

Post by Claymore » 06/02/2013 16:41

Best To.Opic Selection

Forse dovreste aggiornare il forum con le ultime di Armstrong e Alex Schwazer.
Bevi la coca cola che ti fa digerireeeeeeeee
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Re: Doping

Post by France » 11/02/2013 17:09

a mio parere o doping per tutti alla luce del giorno o per nessuno. E se è alla luce del giorno possibilmente qualcosa che non rovina la salute.
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