Drogati di wow!

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Mano[FA]
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Post by Mano[FA] » 16/06/2006 17:37

pot wrote:Mano, è molto semplice: i Lego, il Big Jim e il Monopoly li usi in casa, al massimo con due o tre persone assieme a te, e comunque di una cerchia di persone a te familiari.

Il resto dell'elenco è roba "di società". Un po' come il caffè o la birra, li bevi anche se non ti piacciono veramente, ma è per integrazione. Perché così tanti ragazzini iniziano a fumare? Per il gusto del tabacco?
mhh... no. Se vuoi parliamo di calcio, pallavolo e bridge. Magic ha qualcosa per come è fatto che lo rende diverso dagli altri giochi. Probabilemente anche WoW che è diverso da questo forum. entrambi sono "sociali", ma il forum non crea dipendenza o effatti collaterali
almeno credo :look:

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snuffz
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Post by snuffz » 16/06/2006 17:59

Inciso
Naturalmente parliamo di Magic ma sono sottintesi tutti i giochi partoriti da Magic , ossia il gioco di carte dei Pokemon e Yughi-Ho, che contano più consumatori proprio fra i giovanissimi.

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Shogun_o.O
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Post by Shogun_o.O » 16/06/2006 22:34

snuffz4lorda wrote:Inciso
Naturalmente parliamo di Magic ma sono sottintesi tutti i giochi partoriti da Magic , ossia il gioco di carte dei Pokemon e Yughi-Ho, che contano più consumatori proprio fra i giovanissimi.
Così come parliamo di WoW e non di Ultima, DaoC o NWN :wink:
Credo che il discorso sia il medesimo per tutti. Non sono i giochi a provocare dipendenza (anche se su questo potrei anche non essere d'accordo al 100%, ma tralasciamo ora), ma è anche vero che i MMORPG, rispetto ad altri videogames, aiutano il fenomeno della dipendenza (che poi io la definirei più come una "estraneazione dalla realtà").
E questo, proprio perchè siamo veri appassionati di videogames, e certamente siamo più esperti del giornalista del Corriere, dovremmo essere i primi a riconoscerlo.

Come ho già detto, così come i giornalisti non dovrebbero criticare i videogiochi a priori, così noi videogiocatori non dovremmo difenderli a priori.
Qui non parliamo del videogiocatore medio, qui si parla di persone che hanno reali problemi, e che siano provocati o meno da un MMORPG questo non importa. Meglio un videogames che un'endovena dirà qualcuno. Sicuramente sì, ma non sminuiamo troppo il primo problema. La dipendenza da videogames esiste, ed è più diffusa di quello che si pensa. Noi siamo fortunati perchè riusciamo a incastrare la nostra passione tra i tanti impegni della nostra giornata. Ma ci sono ragazzini (e non solo), che invece organizzano la loro giornata in base agli impegni in game. Non escono con gli amici perchè devono killare Onyxia. La mattina non vanno a lezione perchè passano le nottate a fare PvP in DaoC e sono stanchi. E questo avviene a prescindere che un giornalista faccia o meno un articolo pieno di bugie sul tipo che prima di schiantarsi in auto aveva giocato a Need for Speed.
Quindi lasciamo perdere i giornali, ma non chiudiamo gli occhi davanti alla realtà...
Se poi quella schifezza di articolo, per quanto privo di fondamento, serve a farci discutere, ben venga il giornalista ignorante che fa un'articoletto contro i videogames giusto per riempire una colonna che era rimasta vuota :wink:

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CuginoIt
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Post by CuginoIt » 16/06/2006 23:50

Io non ho mai giocato a WoW.
Però ne sono stato fortemente tentato... e mi conosco: so che avrebbe assorbito una buona parte delle risorse in termini di tempo libero e, in un certo senso, in termini di pensieri.

Un MMORPG combina due elementi in maniera magistrale: è un videogioco e il computer per me, e per molte altre persone che conosco, ha un che di magnetico, un certo fascino che lo rende ottimale per l'intrattenimento: un'ottima capacità di attirare l'attenzione. In secondo luogo un MMORPG è un RPG, gioco di ruolo. Esiste il "ruolo": è richiesta una certa estraneazione della realtà, è quello l'obiettivo che ci si prefigge... pensare come farebbe un personaggio eroico in una situazione epica; agire come non sio potrebbe mai fare nella realtà, prendere decisioni ed assumere un comportamento che, nella vera vita, non potremmo contemplare.

In definitiva è il misto di questi due elementi che rende un MMORPG così eccezionale e diverso dai videogiochi in genere.

Per Wow c'è un terzo elemento: si paga un abbonamento.
Per questo, una volta che l'hai pagato, lo devi sfruttare il più possibile.

Questi tre elementi rendono un gioco come WoW da una parte infinitamente coinvolgente con il rischio di essere "totalizzante" (in termini di pensieri... quando non gioco penso comunque a cosa farò la successiva volta che gioco)... dall'altra lo rendono una miniera d'oro per la Blizzard.

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France
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Post by France » 17/06/2006 10:00

io credo che wow in particolare ha questo aspetto magico che tu dici finche' non sei nella fase di esplorazione del mondo. Una volta fatto il livello 60 e inizzi a ripetere a catena tutte le instance, per andere a prendere gli oggettoni li il gioco muore.

Dopo che la magia muore rimane soltanto una cosa, la voglia di prendere l'oggetto, e il gruppo di persone che ti spinge a rimanere. Quando un bel giorno realizzi che stai perdendo tonnellate di tempo per fare una cosa che in fin dei conti neanche ti diverte, anzi sarebbe piu' vario andare a lavorare in fabbrica, forse WOW non sembrera' piu' tanto magico, ne tanto interessante.

Peccato che non tutti lo riconoscono e ci spendono il tempo giusto, o meglio ancora non ci giocano per niente, perche' come anche Potto ha riconosciuto giocarci un po e' solo una perdita di tempo, giocarci come andrebbe fatto per fare quello che si vuole sarebbe una perdita di tempo maggiore.
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Sky79_o.O
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Post by Sky79_o.O » 17/06/2006 10:48

Concordo con France ma vorrei puntualizzare:dopo il 60 devi fare sempre le stesse cose per evolvere sempre più il tuo personaggio ma da come lio fai e da come lo prendi dipende tutto da te.

Mi spiego:io posso fare MC tutte le volte che mi collego ma il mio scopo principale deve essere il divertimento e la compagnia,se questi 2 punti sono "rispettati"posso dire che ha un senso.Se devo andare a Mc e non divertirmi ma solo perchè voglio il pezzo viola alloora diventa peggio di un lavoro e non ha più senso giocare.
come ho già detto gioco a WoW da + di un anno,ho vissuto queste cose e specialmente ultimamente mi sono potuto rendere conto di cosa un gioco può fare ad alcuni.
Wow per me è un divertimento,ci posso passare sopra ore a settimana oppure manco un giorno in un mese.Da cosa dipende questa variabilità?Il mio tempo libero:io gioco quando posso,non trascuro il lavoro,la ragazza,gli amici per un gioco on line.Se nell'arco di una settimana (specialmente l'inverno)ho più ore libero piuttosto che guardarmi Pippo Baudo in mutande in televisione gioco con i miei soci online.Se questo tempo non ce l'ho perchè ho i miei azzacci vari il pc rimane spento(è quello che mi sta succedendo ultimamente in pratica ^^ ).Questo penso sia il modo di vivere il gioco normalmente .
Molti giocatori che ho conosciuto online invece passano tutto il loro tempo libero online,serate,nottate e week end a tirar su il proprio personaggio.la maggior parte di loro sono scolari o unuiversitari,hanno molto tempo libero e passano su WoW ma pure i più "grandicelli" che lavorano riescono a passare online ore su ore(in alcuni casi pure collegandosi a lavoro).Così è chiaro che hai una sorta di dipendenza dal gioco,la prima cosa che fai appena hai tempo è accendere il pc e collegarti.penso che non sia manco più un divertimento ma una sorta di vita parallela e come dice giustamente Sho è una vera e propria dipendenza
E' chiaro che un gioco come WoW ha bisogno di molto tempo,questo è innegabile e non si può certo definire un tossico di game uno che sta più ore online;io credo che la migliore distinzione l'ha fatta Sho quando dice:
La dipendenza da videogames esiste, ed è più diffusa di quello che si pensa. Noi siamo fortunati perchè riusciamo a incastrare la nostra passione tra i tanti impegni della nostra giornata. Ma ci sono ragazzini (e non solo), che invece organizzano la loro giornata in base agli impegni in game. Non escono con gli amici perchè devono killare Onyxia. La mattina non vanno a lezione perchè passano le nottate a fare PvP in DaoC e sono stanchi. E questo avviene a prescindere che un giornalista faccia o meno un articolo pieno di bugie sul tipo che prima di schiantarsi in auto aveva giocato a Need for Speed.
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pot
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Post by pot » 17/06/2006 12:05

Uhm uhm uhm...

Che male c'è a porre un WoW come passatempo principale? O anche unico, se non ci sono alternative valide.

Il famoso "uscire con gli amici" come Divertimento, è abbastanza blando. Mi spiego. Cos'è l'unica cosa che viene proposta? Rinchiudersi in un bar, e bere. Serate di questo tipo... Una va bene, magari due. Ma diventa ripetitivo. Vacuo. Nullo. Due chiacchiere, saluti con questo o l'altro che incontri, e quando la cosa è esaurita, a casuccia. E almeno sai che ti sei goduto il momento. Però se ti poni il Dovere di uscire, perché quello è il Divertimento, allora c'è qualcosa di strano, tanto quanto il Dovere fare raid e giocare a WoW.

Adesso, una persona che non ha voglia di uscire spesso, dato che si trova meglio su internet, magari con le medesime persone con cui sarebbe uscito, per un qualche gioco, è un malato? Un estraniato? Uno senza "vita sociale"? Non è socializzazione quella che avviene su internet? Fra tre settimane passerò un po' di tempo a Modena, con alcuni ex compagni di gilda, che ho incontrato, dal vivo, solamente due volte. Non è socializzazione e allargamento di orizzonti? Lo è, e grazie al gioco, o meglio, alla vicinanza di interessi.

Sto deviando dal discorso. Il punto è questo: eviterei di fare il solito fascio di tutte le erbe. Un qualsiasi gioco online, primo tra tutti un mmorpg, lega le persone, anche solo per motivi di tempo investito. E trovarsi con queste persone è un piacere. O una dipendenza? Uhm... Io voglio fare una grigliata in compagnia questa sera. È un piacere. Ma lo faccio praticamente sempre. Devo trovarmi quasi ogni week end, fare 4 ore di viaggio per andare e altrettante per tornare a Zurigo, solo per gli amici. Sono dipendente dagli amici? Uhm...

Meglio stare molto accorti nell'uso di parole pesanti, come dipendenza appunto. Tornando a WoW: uno che gioca e pensa principalmente, o quasi solo, a WoW, è dipendente? No. Di per sé no. Poi, se una persona è psicolabile, avrà problemi a prescindere. È il discorso del sintomo e della malattia. La malattia è WoW che tiene attaccati, o è solamente il sintomo, ovvero quanto si vede della malattia mentale che ha una persona? Sempre sul tema malattia/sintomo: quei due ragazzi che sono entrati sparando nella scuola statunitense, qualche anno fa, l'hanno fatto perché affetti dai malanni Doom e Marilyn Manson, o erano deviati psicologicamente per altre profonde ragioni? Attenzione, attenzione a non confondere la causa con l'effetto.

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Post by Shogun_o.O » 17/06/2006 12:15

pot wrote:Uhm uhm uhm...

Che male c'è a porre un WoW come passatempo principale? O anche unico, se non ci sono alternative valide.
Niente di male. Il problema nasce quando WoW sostituisce non solo gli altri passatempi, ma altri momenti importanti della giornata. :wink:

E' quello che cerco di dire dal mio primo post. Quin non parliamo di un videogiocatore medio, ma di persone che passane realmente tutto il loro tempo (e non solo il tempo libero) davanti a un PC, piuttosto che un videopoker, la tv, un mazzo di carte e quant'altro.

Se rinunci a una birra con gli amici per giocare a WoW è un conto... se rinunci a farti una doccia è un problema di ordine diverso, ed è a queste persone che io mi riferisco.

Finita la mia pausa sigaretta (che da buon forumista ho impiegato per postare, anzichè parlare con i miei colleghi d'ufficio :asd: ). Torno a lavoro :arcanoid:

pot
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Post by pot » 18/06/2006 11:48

Shogun_o.O wrote:Se rinunci a una birra con gli amici per giocare a WoW è un conto... se rinunci a farti una doccia è un problema di ordine diverso, ed è a queste persone che io mi riferisco.
Mi vien da sorridere pensando a un gruppetto in fase di ranking pvp, nel momento di CP doppi. Quello che doveva fare il rank12 afferma: "Questa settimana non dobbiamo fare neanche la doccia, ce li farmiamo come porci da pista."

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snuffz
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Post by snuffz » 21/06/2006 09:22

Shogun wrote
Qui non parliamo del videogiocatore medio, qui si parla di persone che hanno reali problemi, e che siano provocati o meno da un MMORPG questo non importa. Meglio un videogames che un'endovena dirà qualcuno. Sicuramente sì, ma non sminuiamo troppo il primo problema. La dipendenza da videogames esiste, ed è più diffusa di quello che si pensa. Noi siamo fortunati perchè riusciamo a incastrare la nostra passione tra i tanti impegni della nostra giornata. Ma ci sono ragazzini (e non solo), che invece organizzano la loro giornata in base agli impegni in game. Non escono con gli amici perchè devono killare Onyxia. La mattina non vanno a lezione perchè passano le nottate a fare PvP in DaoC e sono stanchi. E questo avviene a prescindere che un giornalista faccia o meno un articolo pieno di bugie sul tipo che prima di schiantarsi in auto aveva giocato a Need for Speed.
Quindi lasciamo perdere i giornali, ma non chiudiamo gli occhi davanti alla realtà
Sho: meno male che non lavori come giornalista, perchè questo è proprio il genere di allarmismo (e terrorismo) da evitare.

Numeri. Percentuali. Quello conta. Perchè se un bambino canadese si strangola ingoiando un osso di pesca, non ci mettiamo a vietare la vendita delle pesche sull'intero pianeta terra. Neanche se DUE ragazzini si strozzano con i noccioli di pesca.
Quante sono le persone che giocano ai videogiochi nel mondo? Videogiochi da bar, da computer, playstation-xbox-gamecube, consolle portatili...? Milioni? Quanti milioni? Incalcolabile. Quante sono quelle che traggono dai videogiochi semplice divertimento e conducono una vita normale, una volta estratto il cd dal lettore? E quante, invece, quelle che ne rimangono, per così dire, intossicate? E ancora: quanto dura la loro "intossicazione"? Sì, perchè sicuramente fra gli abuser, ci sono quelli che si comprano wow e per un mese ci giocano mattina mezzogiorno sera, e dopo un mese si rompono i cabasisi e mettono il cd nel cassetto. Quante volte l'abbiamo fatto anche noi, con un gioco nuovo?

Io dico vietiamo il pesce, perchè ogni volta che consumiamo un'orata, una trota, una carpa, et simili, rischiamo che qualche spina sfuggita alla masticazione si pianti in gola fra conati di sangue (tracheotomia salvaci tu!)
Vietiamo la frutta col nocciolo, perchè i bambini possono strozzarsi.
Vietiamo le patatine fritte visto che dati statistici alla mano un italiano su tre è in sovrappeso.
Vietiamo gli asciugacapelli, perchè sapete quante persone sono morte folgorate per un phon caduto nella vasca?
Vietiamo internet. Lo sapete che è pieno di pedofili, virus, hacker che ti svuotano il conto in banca, spammatori, flammers, ....!!!

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Post by Shogun_o.O » 21/06/2006 11:45

snuffz4lorda wrote:Sho: meno male che non lavori come giornalista, perchè questo è proprio il genere di allarmismo (e terrorismo) da evitare.
A dirla tutta sono consulente per 3 comunità di recupero e in più mi occupo della comunicazione per diverse cooperative sociali che lavorano con minori. Una di queste (e a breve seguiranno altre 2) ha aperto un servizio di assistenza per dipendenze dal gioco (lotto e poker prevalentemente, ma iniziano a presentarsi anche diverse persone che hanno problemi con internet). Non ti parlo della casalinga che punta 1 euro alla settimana sui numeri della sua data di nascita. Parlo di persone che a causa del gioco hanno perso tutto e che nonostante ciò non riescono a smettere.
E qui so già che mi risponderai che me la tiro e sono saccente :asd: Bhè, so che a nessuno frega niente del lavoro che faccio, volevo solo chiarire che so di cosa parlo. Certe cose non le ho (solo) lette sui libri, le vedo tutti i giorni (purtroppo).

Non ho mai detto che la soluzione a questi problemi è vietare il gioco (e mai lo dirò). Però un'ottimo punto di partenza è parlarne. Dire alla gente che questi problemi esistono.
Se un bambino muore soffocato per una lisca di pesce, non vietiamo di dare del pesce ai minori di 10 anni... però diciamo ai genitori di stare attenti nel pulirlo. Lascia perdere i giornalisti che scrivono che i ragazzi di Columbine prima della strage hanno giocato a DooM, sappiamo entrambi che quelle sono solo cazzate. Dico solo di non partire prevenuti. Non consideriamo cazzate tutto quello che scrivono i giornali. Saranno esagerate, ma non tappiamoci gli occhi solo per "fare un dispetto" alla stampa.
Una cosa che invece proprio non sopporto sono quelli che non considerano un problema come tale, solo perchè "le vittime sono poche".
Al mondo siamo 10 miliardi; 1 milione muoiono per overdose; è una percentuale bassa, quindi buchiamoci senza problemi. In autostrada circolano 5 milioni di auto al giorno, ma solo 10 sono coinvolte in un incidente mortale; corriamo pure a 250km/h e speriamo di non essere uno di quei 10 s*****i.

Giocate ai MMORPG quanto vi pare, semplicemente evitate di abusarne.
Se non lo diciamo noi che siamo appassionati di videogames, chi dovrebbe dirlo?

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Post by snuffz » 21/06/2006 12:59

Una cosa che invece proprio non sopporto sono quelli che non considerano un problema come tale, solo perchè "le vittime sono poche".
Non sto dicendo "sono pochi quindi chi se ne fotte"
Numeri e percentuali statistiche servono per stabilire COSA CREA DIPENDENZA e cosa no.
Se 1000 persone consumano eroina e 999 ne diventano schiave, vuol dire che l'eroina crea dipendenza.
Se 1000 persone giocano ai videogiochi e 1 ne diventa schiava, non sono i videogiochi ma è la persona ad avere qualche problema.

Ma nn è questa l'informazione che viene passata, meglio il sensazionalismo:
"Rissa in discoteca. I teppisti giocavano a GTA".
:mad:

Qui nessuno, credo, difende i videogiochi a spada tratta. Si tratta di analizzare l'informazione che ci viene passata (COME ci viene passata) e razionalizzare. Se domani al telegiornale dicessero NOCCIOLO DI PESCA KILLER, interverrei allo stesso modo sostenendo che le pesche non sono pericolose.

E quando scrivo
Sho: meno male che non lavori come giornalista, perchè questo è proprio il genere di allarmismo (e terrorismo) da evitare.
intendo che proprio noi che conosciamo i videogiochi dovremmo spiegare a chi ne sa poco niente e si fa terrorizzare dalla disinformazione, quali sono i RISCHI REALI, percentuale di possibilità che un videogioco porti alla dipendenza.
Signora: c'è una possibilità su cinquemila che suo figlio diventi drogato di WoW, ci pensi bene prima di comprare il cd. Però tenga presente quante probabilità di incidente mortale ci sono, tornando a casa il sabato sera dopo un paio di birre in discoteca.
Questo dovremmo dire.


Sho: il tuo curricula è ammirevole ma non era necessario.

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Post by Shogun_o.O » 21/06/2006 17:57

snuffz4lorda wrote:Non sto dicendo "sono pochi quindi chi se ne fotte"
Numeri e percentuali statistiche servono per stabilire COSA CREA DIPENDENZA e cosa no.
Se 1000 persone consumano eroina e 999 ne diventano schiave, vuol dire che l'eroina crea dipendenza.
Se 1000 persone giocano ai videogiochi e 1 ne diventa schiava, non sono i videogiochi ma è la persona ad avere qualche problema.
Riprendo il discorso fatto nel mio primo intervento.
L'eroina è una droga. Il principio chimico dell'eroina è una sostanza chimica, che entra nel tuo organismo è lo rende dipendente. La tua stima è sbagliata: su 1000 persone che consumano eroina regolarmente, 1000 (e non 999) diventano dipendenti. E' un processo chimico a cui nessuno fa eccezione e da lì non si scappa. Se mai esiste qualcuno che fa eccezione, allora non sentirà nemmeno l'effetto della sostanza, e di conseguenza eviterà pure di farne uso.
Il discorso sui videogiochi è un tantino diverso. Io non ho mai detto che i videogiochi provocano dipendenza, o meglio, non da soli. Ho sempre parlato di persone portate a questo genere di problemi.
E dico in parte perchè comunque esistono (e non ti parlo di 1 su 1000) persone che non hanno mai avuto il minimo problema ma dopo aver iniziato a giocare a un MMORPG (ma potrei anche parlarti del lotto o del poker) si sono estraniati a tal punto dalla realtà che non pensano ad altro. Ci sono un sacco di persone che appena si svegliano avviano WoW, anche se sono le 7 del mattino, nessuno dei loro amici virtuali è connesso, e non hanno niente da fare (nel gioco). In ogni caso, oltre a tutte queste persone ci sono anche quelle che tu definiresti facilmente influenzabili (e sono la maggior parte), che comunque passano le loro giornate attaccati a un PC, e seppure questo problema non è da attribuire direttamente al PC, non mi sembra comunque una ragione per non considerarlo tale.
Ci sono centinaia di ragazzetti con la metà dei tuoi anni che trascorrono le loro giornate davanti a un PC. Che dipenda o meno dai videogiochi è un problema reale, e da appassionati di videogames dovremmo essere i primi a riconoscere che sbagliano. Che poi dipenda dal fatto che il padre è un alcolista e si rifugiano in un mondo virtuale pur di non vederlo sul divano a bere, questo non sminuisce il problema. Non devono comunque rifugiarsi dietro a uno schermo, ci sono altri modi per risolvere i problemi.
E certamente noi non li aiutiamo dicendogli il contrario... perchè tu dici proprio questo: passare 12 ore al giorno davanti al PC non è male, visto che tu l'hai fatto qualche volta (come me) e non ti è successo niente.
Immagina che in questo momento un ragazzo con problemi di dipendenza stia leggendo questo topic (quante probabilità ci sono che l'unico italiano affetto da dipendenza da MMORPG stia leggendo questo forum?). Tu gli diresti che i videogiochi non fanno male, ma che è lui che ha problemi di vita sociale, e che si rifugia dietro a uno schermo perchè non è in grado di affrontare da solo il mondo che lo circonda?.

Io critico il tuo ragionamento quando dici che i giornali fanno terrorismo, e per questo ogni cosa che dicono è una cazzata e di conseguenza i videogiochi fanno bene.

snuffz4lorda wrote:Ma nn è questa l'informazione che viene passata, meglio il sensazionalismo:
"Rissa in discoteca. I teppisti giocavano a GTA".
:mad:
Su questo siamo d'accordo e io non ho mai detto il contrario :roll:
snuffz4lorda wrote:Qui nessuno, credo, difende i videogiochi a spada tratta. Si tratta di analizzare l'informazione che ci viene passata (COME ci viene passata) e razionalizzare. Se domani al telegiornale dicessero NOCCIOLO DI PESCA KILLER, interverrei allo stesso modo sostenendo che le pesche non sono pericolose.
E io ti ripeto che sono d'accordo. Ma non è vero che le pesche non sono pericolose... poi magari i bambini di 3 anni che conosci tu mangiano pesche col nocciolo tutti i giorni senza che gli vada di traverso o senza che restino soffocati. Se io avessi un bambino piccolo gli taglierei la pesca a pezzetti.
I videogiochi non sono pericolosi... certo che se passi davanti al monitor 14 ore al giorno per 6 mesi, a me qualche dubbio verrebbe :roll:

snuffz4lorda wrote:E quando scrivo
Sho: meno male che non lavori come giornalista, perchè questo è proprio il genere di allarmismo (e terrorismo) da evitare.
intendo che proprio noi che conosciamo i videogiochi dovremmo spiegare a chi ne sa poco niente e si fa terrorizzare dalla disinformazione, quali sono i RISCHI REALI, percentuale di possibilità che un videogioco porti alla dipendenza.
Signora: c'è una possibilità su cinquemila che suo figlio diventi drogato di WoW, ci pensi bene prima di comprare il cd. Però tenga presente quante probabilità di incidente mortale ci sono, tornando a casa il sabato sera dopo un paio di birre in discoteca.
Questo dovremmo dire.
Non capisco perchè una cosa debba escludere l'altra. Se non gioco a WoW devo per forza morire di incidente d'auto. Quante possibilità ci sono che la sedia sulla quale sono seduto si rompa, e io cadendo sbatta la testa al mobiletto del fax rompendomi l'osso del collo?
Ci sono milioni di casi al mondo di persone che sono schiave delle proprie passioni. I videogiocatori non fanno eccezione. Vogliamo non vedere il problema solo perchè sono pochi?
Io sono un appassionato di videogames. Non dirò mai a una signora di non comprare GTA a suo figlio perchè sennò diventa un teppista. Ma è anche vero che non dirò mai a una signora di non preoccuparsi se suo figlio di 13 anni non esce con gli amici e passa 12 ore al giorno davanti al PC perchè sta solo giocando, ed è meglio che stia a casa a rincoglionirsi davanti al PC che in discoteca a drogarsi. Le cose non sono o tutte bianche o tutte nere. Puoi giocare al PC, ma puoi anche trovare il tempo di fare altro. Nel momento in cui una cosa esclude l'altra allora evidentemente c'è un problema... e ripeto non parlo di qualche giorno in cui uno vuol farsi i cavoli suoi e restare a casa a giocare parlo di mesi e anni. E' tanto difficile da capire?


snuffz4lorda wrote:Sho: il tuo curricula è ammirevole ma non era necessario.
Avrei scommesso l'auto che l'avresti detto :asd:
Deformazione professionale... quando lavori 10 ore al giorno a stretto contatto con persone che hanno seri problemi (e quelli nelle comunità sono ragazzi fortunati, perchè hanno la possibilità di risolvere i loro problemi... le persone che mi preoccupano sono quelle che non hanno la possibilità di farsi aiutare), capisci in che razza di mondo viviamo, e leggere di persone che sminuiscono il problema un po' ti fa girare le balle.
Parlo dei giornalisti, che pur di fare notizia venderebbero la madre, e che in questo modo peggiorano solo la situazione. E questa discussione ne è la prova. I videogiochi non fanno male. Perchè? Perchè i casi di dipendenza da MMORPG sono invenzioni della stampa per vendere.

Insomma: le notizie date dai media sono cazzate, perchè i giornalisti non capiscono niente di videogames e scrivono solo fesserei per fare notizia (bhè a dire il vero in buona parte ti do ragione).
Le notizie che do io sono cazzate. Il mio curriculum lavorativo e le mie esperienze a contatto con persone che hanno problemi di questo tipo sono cazzate.
Quello che conta sono le statistiche. Miliardi di persone al mondo hanno una consolle, quindi i videogiochi non fanno male. Parola di appassionato di videogames che non ha mai avuto problemi di dipendenza.

Bhè che dire? Sono contento per te. E credimi, sarei davvero felice di darti ragione. Purtroppo per contratto, devo dirti che ti sbagli :cry:
O meglio... fai troppa confusione e mischi le cose. Parliamo di dipendenza e tu scrivi della strage di Columbine. Sono cose diverse. O parliamo delle fregnacce dei giornalisti (e qui ne avrei a migliaia da raccontare), o parliamo di problemi reali (e qui c'è poco da scherzare).

Non so... proviamo a metterci d'accordo?
Partiamo da qui:
- giocare a GTA non ti trasforma in un teppista
- giocare 12 ore al giorno per 6 mesi a qualsiasi videogames, fa male.
Su questi due punti siamo d'accordo? Il succo sta tutto qui.

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Post by France » 21/06/2006 18:16

io aggiungerei che
-Hai una crisi/stai male/sei depresso
-quindi giochi 12 ore al giorno per anche piu' di 6 mesi

E non e' che fa male giocare 12 ore al giorno o le si giocano cosi' tanto per fare ma perche' hai altri problemi. Gli svaghi sono appunto degli strumenti per svagarsi, quando se ne fa un uso non corretto e morboso allora diventano semplicemente lo specchio di quello che una persona sta passando/ha passato.
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Post by Mano[FA] » 21/06/2006 20:33

Io mi trovo abbastanza d'accordo con Sho.

Noi siamo videogiocatori, sappiamo cosa si prova o cosa si può provare quando trovi un gioco che ti "piace".
IO credo che WoW, W3, Magic e tetris sono diversi dalla pallavolo, il cricket, gli scacchi o il nuoto. Possono essere il sintomo di un disagio, magari incrementarlo...
poi possono anche avere un ruolo educativo, stimolante, formativo (proprio WoW, W3, magic e tetris ...)
Noi non dobbiamo commettere "al contrario" lo stesso errore del giornalista che non sa niente di un argomento e spara giudizi e valori secondo quello che "sente" o che "vende". Dovremmo essere in grado di riflettere e capire quale sia l'entità del "problema" se un problema c'è.

L'apertura del centro per "disintossicare" videogiocatori lo capisco. Non mi risulta ce ne siano per ex nuotatori. Poi so che proibire i videogiochi sarebbe 'na minchiata galattica, come lo sarebbe proibire i centri d'abbronzatura... eppure c'è gente che si scotta o si fa venire i tumori.
Forse per i videogiochi serve un "livello d'allarme" simile a quello dei centri d'abbronzatura.
Sho: il tuo curricula è ammirevole ma non era necessario.
secondo me invece è necessario. Sapere il vissuto di una persona e sapere come potrebbe aver maturato le sue idee è rilevante.
Se a dirti "La qualità più importante per un avvocato è saper mentire" lo dice un pilota di F1 o un giudice della Cassazione... fa differenza.

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Post by pot » 22/06/2006 13:09

Mano, c'è una semplice ragione per cui con pallavolo, cricket e nuoto non puoi diventare dipendente: perché è uno sforzo fisico. Il videogioco, o anche il gioco in genere, è semplice, facile, alla portata di tutti, comodo.

C'è un punto fermo su cui non ci intendiamo, però: una persona si lega a un videogioco in maniera totale, morbosa, per il videogioco stesso, o ci si rifugia per problemi che ne prescindono? Uno diventa alcolista solo perché gli piace la birra?

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Post by Mano[FA] » 22/06/2006 14:04

pot wrote: Uno diventa alcolista solo perché gli piace la birra?
certo che no! Ma sarai d'accordo che rispetto all'alchool bisogna (giustamente) avere un atteggiamento diverso rispetto ai succhi di frutta!!!
Io credo di fare un uso corretto degli alcolici e considererei un peccato vietarli. Ciononostante so che POSSONO essere sintomo e a volte concausa di un problema. Considero giusto che sia vietata la vendita ai minori di 14 anni, che siano tassati e capisco perchè esistono i centri di recupero. Mi chiedo se il livello d'attenzione verso i videogames non debba essere simile
Forse direi così:

Succhi frutta : alcolici = briscola chiamata : WoW

La tua spiegazione del perchè la pallavolo non crea dipendenza non regge perchè allora la briscola, gli scacchi, le parole crociate, il quindici e monopoli dovrebbero essere come WoW o magic.

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Post by pot » 23/06/2006 17:53

Mano[FA] wrote:La tua spiegazione del perchè la pallavolo non crea dipendenza non regge perchè allora la briscola, gli scacchi, le parole crociate, il quindici e monopoli dovrebbero essere come WoW o magic.
È una delle ragioni...

Avanzo un'ipotesi per focalizzare meglio il pensiero: monopoly e compagnia non danno questo senso di "dipendenza" perché hanno un inizio e una fine. A WoW puoi continuare e continuare a giocare incessantemente alla stessa partita. A scala quaranta qualcuno prima o poi chiude. Questo solo per un sentimento di chiara delineazione dei limiti di un gioco come quello delle carte.
Altra cosa è l'apporto di stimoli. Un videogioco ha suoni, colori, movimenti. Cattura l'attenzione di tutto il cervello. Un po' la ragione per cui è assolutamente più guardata la televisione anziché letti i giornali. E qui la scelta preferenziale del videogioco al posto del gioco da tavolo. È più, a livello di percezioni, completo. Soprattutto nell'interazione.
Cito di nuovo il libro cui ho accennato qualche post fa: Schachnovelle. Un uomo è tenuto in isolamento dalla Gestapo. Non essendo uno qualunque, è rinchiuso in una stanza d'hotel, solo, solo, solo. Senza nulla. Dopo mesi, già sul rischio dello sbando mentale, riesce a rubare da una giacca un libro delle cento migliori partite di scacchi. E comincia a leggerlo, impararlo, riformularlo, finché non arriva a una specie di schizofrenia in cui due parti del proprio cervello si dividono e giocano a scacchi tra loro riprendendo le mosse dei campioni. A un certo momento è talmente in delirio e impazzito che devono portarlo via, in ospedale. Dipendente da... gli scacchi!
Mi riallaccio alla questione stimoli: l'unico che può sviluppare, così in prigionia, è quello della logica, e come mezzo sceglie gli scacchi. Se avesse avuto una consolina con Tetris, sarebbe finita alla stessa maniera. Ma se ci fossero stati i due, Tetris e Scacchi, al confronto... Sarebbe sicuramente cascato nella Tetris-mania, perché più forte a livello percettivo.

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Post by Mano[FA] » 17/07/2006 12:28

Anche Punto Informatico tratta l'agomento dipendenza da videogame. Secondo me non in maniera ancora "professionale", ma meglio di repubblica.

in particolare in questo articolo afferma
"È molto più facile rifugiarsi dentro un videogioco online", dice DeVries, "piuttosto che affrontare i problemi della propria esistenza personale, lavorativa e sociale". Invece di risolvere i problemi, molti dei soggetti che si sottopongono al programma di recupero di DeVries e colleghi "si affidano ciecamente al proprio videogioco preferito".

Il vero problema insorge quando il videogioco crea il cosiddetto "rinforzo psicologico": il ludomane trova piacere nel gioco ed ogni volta che si trova in situazioni difficili, proprio come spesso accade nelle tossicodipendenze, torna immediatamente al proprio intrattenimento digitale.
credo che l'argomento "piuttosto che affrontare..." e il "rinforzo psicologico" siano questioni importanti da affrontare e forse ben ricapitolano alcuni dei miei interventi (nel senso che qualora un videogioco causasse questi 2 fenomeni sarebbe da considerare diversamente da tutti gli altri tipo pallavolo, briscola...)

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Post by France » 18/07/2006 01:26

io ti posso fare questo parallelo mano: Qualche mese fa avevo iniziato a correre tutti i giorni per circa 2-3 settimane, e mi sentivo benissimo poi ho dovuto interrompere per maldischiena. Dopo avere interrotto mi sono sentito depresso per la semplice ragione che la corsa mi faceva produrre endorfine e queste endorfine ho smesso di produrle e cosi' mi sono depresso. Quindi anche lo sport puo' essere considerato al pari di qualsiasi altra droga.
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