Capire gli impatti di FACEBOOK

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Capire gli impatti di FACEBOOK

Post by Maloghigno » 07/05/2013 14:40

Ovviamente di idee personali su Facebook ne ho parecchie, ed ho letto anche molto. Molti spiegano il fenomeno, alcuni essendone pesantemente compromessi, in pochissimi riescono secondo me a dare un giudizio OGGETTIVO sugli IMPATTI di questo fenomeno.

Ho trovato per esempio questo articolo: The Old Internet Neighborhoods del New York Times. L'autrice racconta in modo abbastanza personale la sua esperienza del declino di alcuni forum tematici.

Un altro articolo era intitolato "Facebook è il male assoluto"... alcune tesi sembravano interessanti, ma l'atteggiamento dell'autore era fin troppo palese ed il risultato fin troppo anticipato.

Ci sono poi altri che scrivono PRO Facebook cercando solo di raccogliere piogge di LIKE.

Prima di provare a dare le nostre di conclusioni, c'è qualcuno che ha trovato qualcosa di interessante e ben scritto sull'argomento?
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Re: Capire gli impatti di FACEBOOK

Post by Mano[FA] » 07/05/2013 15:36

Per aumentare la possibilita' di un post interessante, potresti esplicitare meglio a quali "impatti" ti rifersci? L'impatto sulla saute fisica? Quella mentale? Sui videogiochi? Sulla vita del FoOrum? Credo di immaginare cosa intendi, dopo aver letto l'articolo e conoscendo un poco le tue proccupazioni, ma temo le risposte potrebbero divergere dal tuo intento.

Io non ho un account di facciabuco, ma se trovo un articolo bilanciato che analizzail fenomeno, postero'. Anch'io ho idee a riguardo.

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Re: Capire gli impatti di FACEBOOK

Post by Maloghigno » 07/05/2013 16:24

Escluderei i problemi di privacy, sui quali la letteratura è mastodontica e le preoccupazioni fondate e inquietanti. Soprattutto l'atteggiamento verso questi problemi è lo stesso che hanno i fumatori nei confronti del fumo: "di qualcosa bisogna pur morire"... quindi le possibilità dialettiche stanno a zero.

Escluderei anche macro impatti sulla società ed i costumi, qui l'argomento sarebbe troppo vasto e richiederebbe forse una preparazione che io di sicuro non ho. Inoltre sarebbe difficile identificare fonti "autorevoli" e finiremmo col fare discorsi da bar.

Gli aspetti su cui secondo me potremmo concentrarci sono:
:arrow: gli impatti di Facebook sul mondo delle community e dei forum, sia come dinamiche che come strumenti.
:arrow: secondo aspetto, interessantissimo: Facebook come "ombelico del mondo e del marketing", quindi Facebook come BATTAGLIA tutti contro tutti a suon di "mi piace" e interazioni: voglio interazioni sulla mia bacheca, concedo interazioni ad amici e giochi e pagine, resisto a migliaia di richieste commerciali e non di "mi piace".

Questo quello che mi gironzola per la testa, poi ovviamente la discussione è liberissima :bepi:

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Re: Capire gli impatti di FACEBOOK

Post by Bubillus » 07/05/2013 19:44

A me era rimasta impressa la considerazione di Assange sulla differenza di considerazione pubblica che passava tra lui e Zukerberg:
"Io vi svelo gratis i segreti delle multinazionali e dicono che sono un bandito, lui vende i vostri dati personali alle multinazionali ed è l'uomo dell'anno".
Ogni considerazione a proposito di faccialibro o Twitter (che meriterebbe un topic apposta) deve partire da lì. Lo scopo reale per cui è stato creato lo strumento. Poi ovviamente come quasi tutto quello che ha diffusione globale ed è stato studiato per esserlo, è un passo ulteriore verso l'Homo Demens, deve soddisfare i bisogni basilari di una massa giovane o mal cresciuta che sta gradatamente perdendo l'uso di quegli strumenti intellettuali che l'evoluzione aveva sviluppato a gran fatica. Omologazione verso il basso, in pratica. L'impatto è devastante sotto molti aspetti.
"Secondo le leggi della fisica e dell'aerodinamica, la struttura alare del calabrone in relazione al suo peso non è adatta al volo. Ma lui non conosce queste leggi e vola"

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Re: Capire gli impatti di FACEBOOK

Post by snuffz » 27/05/2013 15:42

Vorrei mettere a confronto due episodi.

Nel 2007 ho messo in vendita il mio Nintendo DS per comprarmi la PSP (*).
Ho messo un annuncio online, dopo un paio di settimane sono stato contattato da un tizio della mia città, palleggiato qualche mail per capire dove incontrarci, e ci siamo dati un gancio. Ci siamo scambiati i numeri di cellulare (“Casomai succedesse un imprevisto dell’ultimo minuto”) ma non li abbiamo usati: ci siamo trovati la sera prefissata e concluso la vendita.

A gennaio di quest’anno (2013) ho risposto a un annuncio online per un gioco da tavolo usato.
Ho mandato una mail al tizio dell’annuncio, solito palleggio per capire dove beccarci, finchè lui mi ha chiesto “Hai facebook? Così ci avvertiamo se dovesse capitare qualche imprevisto dell’ultimo minuto”.
Gli ho risposto che non ce l’avevo così ci siamo scambiati i cellulari (anche questa volta non li abbiamo usati), beccati all’appuntamento e concluso la vendita.

L’episodio comunque mi ha fatto riflettere.
Mi stupisce come facebook sia entrato nella nostra cultura e nel nostro quotidiano fino a diventare un automatismo mentale, il primo strumento che viene in mente per tenersi in contatto con una persona, per comunicare.
Mi ha stupito che Tizio abbia pensato a facebook e non invece a un cellulare, per avvertirci l'un l'altro in caso di imprevisti dell’ultimo minuto.
Non era uno stupido: ha detto facebook per abitudine, perché è diventato normale usare facebook per gestire qualunque tipo di contatto.

E l’uso abitudinario di fb per qualunque rapporto\contatto porta a una condivisione di informazioni completamente superflua.
Perché devo aggiungere come amico a facebook una persona dalla quale compro una bici di seconda mano, uno che non rivedrò più in vita mia? Perché, a quale pro, devo condividergli di che squadra sono, che sono sposato, che vado al mare al villasimius?
Attenzione: non parlo della pericolosità di dare certe informazioni.
Quanto della totale inutilità.
Perché?
Secondo me c'è uno spamming di informazioni personali non richieste, ottenute per caso (magari per la condivisione di una foto) e totalmente inutile.



Ps: E’ vero: fb consente di settare un certo grado di privacy e livello di condivisione. Io nutro forti dubbi sull’uso “consapevole” dello strumento. Ma forse è solo una questione di tempo.

(*) stronzata epocale della quale mi sono pentito mille volte…e infatti è finita che mi sono ripreso il DS.

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Re: Capire gli impatti di FACEBOOK

Post by France » 27/05/2013 15:55

devo dire che anche io mi trovo molto perplesso, quando mi si chiede di usare facebook oltre al fatto di condividere link. Per esempio trovo mille volte meglio organizzare una chat specifica per un evento su whatsapp. Così una volta passato l'evento si esce dalla chat e gg.

Mentre su facebook, c'è semplicemente troppa condivisione, e non è specifico per qualcosa.

Penso semplicemente che facebook, come altri media prima di lui è usato da tot persone, che non rappresentano la totalità in un'era che ha diversi metodi di comunicazione. Semplicemente si stanno formando tanti gruppetti che condividono informazioni attraverso i propri canali preferiti.
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Re: Capire gli impatti di FACEBOOK

Post by Maloghigno » 27/05/2013 16:48

Provo a presentarvi le due idee su cui ogni tanto mi soffermo pensando a Fb.

La prima è legata al mondo delle community online come la nostra (no, siamo inimitabili): alcune per sopravvivere, o magari semplicemente per opportunità, si sono spostate su Fb. Chiuso il forum, aperta la pagina su Fb, e via. Sicuramente chiudere un forum è un'operazione ipotizzabile se non si è molto legati a quel forum, e non intendo solo sentimentalmente. Se un forum diventa semplicemente una chat ma più lenta e brutta, uno spamming insensato, Facebook è assolutamente migliorativo. Se invece, come facciamo noi, il Fo.Orum viene usato bene, per raccontare, condividere, portare avanti discussioni anche attraverso gli anni, scrivere guide articolate o resoconti avvanturosi... Facebook non è lo strumento giusto. Facebook asciuga i contenuti, non li organizza e li storicizza verticalmente sulle persone, non per argomenti. L'unica cosa che un forum qualsiasi ha da invidiare a FB è il caricamento di immagini a prova di stupido... ma non è detto che qualcuno non si inventi qualcosa. C'è poi da pensare a tutti gli aspetti della privacy e connessi: non tutti hanno FB, non tutti vorrebbero comunicare al mondo di far parte di un gruppo di nerd sfigati che videogiocano, non tutti vorrebbero far sapere alla mamma ed alla fidanzata che in gioco hanno nick: "armonia", "guardone" o "palaminchia". L'anonimato non fà per Facebook, se ti ci iscrivi con un nome inventato rimani ai margini, sei (giustamente, per le premesse accettate in fase di registrazione) fuori dal gioco.

La seconda considerazione riguarda la voracità di Facebook, alimentata dall'arrendevolezza delle persone, del marketing e forse anche dalla crisi. Ci rimasi malissimo quando per la prima volta vidi la pubblicità di e su History Channel finire con un "seguici su Facebook". E che minchia ci sarà mai da leggere su Facebook che History non mi fa vedere in tv? Pensano davvero di guadagnare spettatori o di strappare contratti pubblicitari migliori? Evidentemente si:
14.102.243 "Mi piace" · 106.302 ne parlano
Pazzesco. Non si punta più sul proprio sito o sulla propria immagine, sul proprio carisma o sulla propria autorevolezza. C'è il bisogno di essere su Fb, di contare lì i propri mi piace. Per i piccoli si tratta di provare a farsi pubblicità a basso costo, sempre che riescano a convincere piangendo miseria i propri amici a cliccare su "mi piace" e condividere la propria pubblcità autoprodotta. Per i grandi c'è il bisogno di quantificare la propria grandezza, e qui sia i grandi marchi che i pubblicitari si sono piegati all'uso di Fb come unità di misura. Facebook così diventa internet. Prende tutto, prende il posto di internet. E' triste, riduttivo ed avvilente, sia generalizzando di società, relazioni ecc. sia rimanendo in un contesto più informatico/digitale. Secondo me, nella battaglia pro o contro Facebook, c'è in gioco la propria (e non solo la propria) libertà digitale: lo strumento è diventato insieme strumento e contenuto, interessato e controllore, misurato e unità di misura, cliente e fornitore, organo di governo e di controllo, pubblicizzato e pubblicitario. In questo senso mi preoccupa esattamente come google.

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Re: Capire gli impatti di FACEBOOK

Post by Code159 » 27/05/2013 18:01

France wrote:Penso semplicemente che facebook, come altri media prima di lui è usato da tot persone, che non rappresentano la totalità in un'era che ha diversi metodi di comunicazione. Semplicemente si stanno formando tanti gruppetti che condividono informazioni attraverso i propri canali preferiti.
Magari non tutti, ma gli utenti di facebook sono abbastanza da creare la cosiddetta "massa critica", che con il tempo si impone sui gruppi più piccoli.
Google+ rincorre, con buone idee come gli hangout, ma è poco usato e non è una novità tale da scatenare una migrazione di massa dell'utenza come invece è avvenuto per messenger, che si è ritrovato praticamente deserto in pochissimo tempo. Twitter invece mi sembra un mondo a parte, lo uso poco e non ne conosco i meccanismi, e poi il solo fatto di vedere l'hashtag #belibers e simili in prima posizione mi mette i brividi :coltello: .

Alla fine comunque il succo è sempre lo stesso, gli utenti vogliono comunicare e tenersi in contatto, messenger era il posto dove trovare tutti quando avevo 16 anni, facebook lo ha sostituito un paio di anni fa quando ne avevo 18. Ciò che è cambiato sono i "servizi aggiuntivi". E' qualcosa che scatta a livello psicologico secondo me in alcune persone, che vogliono dire al mondo "io ci sono", e il loro modo per farlo è condividere con il loro mondo una foto, un video, o un pensiero sotto forma di stato, link o quello che è.

Tempo fa ho visto un grafico che mostrava i tipi di connessione che si instaurano tra gli utenti dei vari social network.
Facebook sostanzialmente crea una rete chiusa, le prime persone che ti viene in mente di aggiungere sono i tuoi amici più stretti, per poi passare ai conoscenti, per poi allargarsi ai volti noti del proprio paese/città (tenete conto che vivo in un paesino di 15.000 abitanti, quindi magari ho una visione diversa rispetto agli abitanti di grandi città), per arrivare infine a chi conosci occasionalmente e che aggiungi per comodità o perchè in futuro potrebbe capitare di risentirsi. Non è una piattaforma che incoraggia l'interazione con gente sconosciuta, scartando casi eccezionali non ti verrebbe mai in mente di aggiungere alle tue amicizie una persona che magari sta commentando insieme a te qualcosa su una pagina. In una realtà come la mia quindi, si viene a creare una specie di paese parallelo, dove tutti o quasi sono interconnessi con tutti, ma senza la possibilità di ampliare questa rete. La mia rete di "amicizie" ad esempio ha un raggio medio di circa 10 km, e gli unici casi di "amicizie" fuori da questo raggio sono le persone che ho conosciuto su altre piattaforme come i forum. Ci tengo a sottolineare che la maggior parte della gente che è nella mia rete di amici in realtà non l'ho cercata io, semplicemente sono stato aggiunto perchè "volto noto" del paese (suonavo in una cover band dei Led Zeppelin :mano: ). Sottolineerei anche che di tutti i miei 279 amici, mi stanno sulle balle in circa 269, ma siccome è ritenuto scortese rifiutare un'amicizia nel nuovo protocollo sociale venutosi a creare, sono stato "costretto" ad accettare questa gente fra i contatti. Facebook quindi, sempre secondo il mio punto di vista, crea semplicemente una rete parallela e alternativa a quella sociale e reale già esistente, e da questo quindi se ne deduce la sua inutilità. Purtroppo però la massa critica (utenti capre senza un minimo di cervello che si spostano dove l'erba sembra più verde) è su facebook, e quindi su facebook si deve stare anche solo per "esistere".
Magari per chi è più grande è diverso, ma per un adolescente o chi ha poco più di 20 anni è davvero obbligatorio esserci. Non lo dico così per dire, potrei raccontare almeno 3 storie di 3 persone diverse che per diversi motivi non sono su facebook e che di fatto non esistono, quasi nessuno sa di loro, e che continuano a perdersi "pezzi di vita" degli altri. Ormai mi è quasi impossibile partecipare ad una conversazione (in real) in cui non si menzionino cose lette o viste su facebook. E' degradante ma è così.
Potrei citare anche la mia esperienza personale: tempo fa disattivai il mio account, continuavo a sentirmi con la mia ormai ex comitiva via cellulare, ma pian piano i contatti si sono fatti sempre meno frequenti visto che mandare un sms costa mentre scrivere su un gruppo di fb no, fino a quando sono stato letteralmente "dimenticato" :umpf: . Ho letto anche di un giornalista americano che ha fatto ciò che ho fatto io come esperimento, e dopo quasi un anno è stato "dimenticato" anche lui, spero di riuscire a ritrovare l'articolo.

Tornando alle interconnessioni fra utenti, possiamo riassumere facebook come una rete inutile e ridondante, che collega gente che condivide solo la posizione geografica nel 90% dei casi e che genera contenuto inutile e insignificante per il 90% dei contatti (ad essere buoni). Un forum invece è l'esatto opposto.
La rete creata da un forum è una rete aperta, che collegherà gente in punti geografici casuali, e visto che per natura si divide in categorie, esso collegherà persone che condividono davvero qualcosa, e genererà contenuto utile alla maggior parte dei contatti. Ecco perchè quindi preferisco un forum, o un sito come reddit a facebook.

Facebook ha distrutto le community? Secondo me si, perchè facebook non è un posto per le community.
Spiego meglio, l'approccio che la piattaforma offre per la fruizione dei contenuti è di tipo "stream", che premia quindi il contenuto attivo temporalmente più vicino alla presenza dell'utente sulla piattaforma. Questo sistema però genera caos, ridondanza, e smarrimento dei contenuti.
In una community è invece proprio la storia interna al gruppo stesso che genera coesione e senso di appartenenza, sentimento che su facebook non viene stimolato, anzi, viene distrutto per premiare l'individualità (ho più possibilità di leggere un contenuto pubblicato quando IO sono online). E' un sistema perverso che obbliga ad essere connessi per più tempo di quanto effettivamente ne valga la pena, ed essere quindi esposti a banner pubblicitari e track vari da parte dei dannatissimi bottoni "mi piace" sparsi in qualunque sito web, e a generare continuamente nuovo contenuto, non importa che sia di qualità o che sia ripetitivo, l'importante è che lo stream sia sempre alimentato.

Purtroppo la maggior parte della gente, la "massa critica", ormai trova noioso anche il solo registrarsi su una piattaforma che non sia facebook, per non parlare del postare su una piattaforma che non sia facebook, cosa che rende i forum una specie ormai in via di estinzione. E' molto più comodo, mentre si guarda l'oceano di cazzate che scorre su facebook, clickare sull'iconcina di un gruppo x, scrivere "we come state?", ricevere si e no due risposte e 5 mi piace per poi sparire di nuovo sommersi da altra immondizia.
Se avete letto tutto il text wall siete delle brave persone :pc: .

(Questa considerazione mi ha portato a riflettere su una cosa di cui non ho parlato, e cioè la lunghezza massima dei post, per niente paragonabile a quella di un forum, ma penso che lo farò nel prossimo post :klap: )
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Re: Capire gli impatti di FACEBOOK

Post by Mano[FA] » 27/05/2013 18:36

Quando io mi sono collegato a internet, principalmente c'erano il web (quello aperto e pubblico) l'emai e la chat. Si faceva tutto con quello. i "forum" erano mailinglists in cui seguire un topic era un'impresa. Chi aveva una pagina personale su geocities era un semi-hacker. Poi con il tempo sono arrivati i gruppi, i forum, skype, myspace, i blog, facciabuco e i siti di domande e risposte. Ciascuno ha sostituito email, web e chat per alcuni scopi, ma email, chat e siti web esistono ancora. Ed esisteranno per un bel po'.

Facciabuco altro non e' che un sito personale tipo wordpress con RSS feeds. Solo che e' gia' tutto pronto, tutto molto semplice e a un clic. Ti dice lui cosa devi cliccare. Anche le nonne possono avere una pagina di facciabuco.

Ma non credo che tutto confluira' in facciabuco anche se "loro" vorrebbero. Per la mail si continuera' ad usare la mail. La BBC avra' sempre il suo sito e la Nasa pure. Poi magari anche un account ben curato su facciabuco.

Su facciabuco parli di te e ti fai un paio di forchettate di affari degli altri. Ma non e' il luogo per conversare, discutere. Difficilmente ci sara' qualcosa meglio di un forum per discutere. Difficilmente qualcosa meglio dell'email per mandare una lettera elettronica.

Facciabuco ha liberato questo Foorum da tanto spam abusivo, non perche' i mod hanno istruito gli utenti, ma perche' facciabuco da' piu' soddisfazioni. Dai forum sono quasi scomparse le pagine "Guarda che figo che sono" perche' non puoi contare i "mi piace".

Ma se vuoi discutere e confrontarti, se hai bisogno di qualcun altro per dialogare, di un luogo comune nello spazio e nel tempo e non un'emittente, un forum e' cio' che serve. E dubito facciabuco lo sostituira'.

Quindi, pensando alla community, facciabuco "purifica" l'esperienza. Certo, se scopri che il 90% di quello che teneva su un forum sono interventi che meglio si addicono a un blog o a faciabuco, quel forum collassera'.

E i forum ci saranno anche quando, per sapere cos'e' facciabuco, dovremo cercare una pagina web che ne parli.

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Re: Capire gli impatti di FACEBOOK

Post by CuginoIt » 27/05/2013 19:19

Trovo molto molto interessante quello che ha scritto Code. In effetti è vero che Facebook tende ad aggregare persone che già si conoscono e che quindi, geograficamente, sono in un luogo o lo sono stati in un certo tempo della propria vita.

Quello su cui vorrei riflettere, ed è uno dei principali motivi per cui non ho mai aperto un account sul Feccialibro, è che, mi sembra, Facebook non consenta una definita separazione fra sfere di interesse all'interno della propria vita.

Se ci pensate nella nostra vita abbiamo una famiglia, un luogo di lavoro e quindi un gruppo di colleghi, poi ci sono gli amici stretti, quelli con cui gioco di ruolo e quelli con cui gioco a Starcraft.
In genere però io non voglio che i miei colleghi condividano esperienze che invece vorrei condividere con gli amici di starcraft... su facebook invece tutto è dominio di tutti (almeno stando all'utilizzo medio che se ne fa).
Ad un certo punto però è bello avere faccie diverse in occasioni diverse: questo però richiede che io indossi maschere un poco diverse a seconda dei luoghi e dei tempi. Su facebook le distinzioni di luogo e tempo invece non ci sono e questo provoca un appiattimento per cui, in un certo senso, devi sempre mostrare lo stesso lato di te stesso a tutti. A seconda delle persone poi questo lato che traspare da fecebook sarà realistico o meno, sarà un appiattimento oppure no. Per questo ritengo che facebook sia il motore principale del conformismo e dell'appiattimento in questo decennio.

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Re: Capire gli impatti di FACEBOOK

Post by Bubillus » 27/05/2013 20:45

Ma non si stanno caricando troppi significati sul groppone di Facebook? Non dovrebbe essere una specie di rubrica comunitaria con funzioni di condivisione di contenuti (risposta vera: no, è solo un formidabile strumento in mano al marketing, ma passo oltre)? La mia passione per la controcultura mi spinge a fare paragoni e constato che 50 e 60 anni fa le community erano basate su scambi di esperienze che trovavano vie di comunicazione in un'epoca a tecnologia dell'informazione pari zero se paragonata ad oggi. Ma funzionava. Facebook cosa ha aggiunto? L'immediatezza e l'integrazione con altri strumenti (fisici e non). Puoi dare un " mi piace" ad un articolo di giornale e i tuoi contatti lo sanno in tempo reale. Questo è positivo. Meno positivo è il mezzo sorrisetto che ispirano i video ridicoli o le perle di banale saggezza da salone di bellezza che vengono condivisi a largo raggio manco fossero aforismi di Oscar Wilde. Se qualcuno mi condivide un appuntamento per un concerto o per una pizza su FB mi sta bene, se scopro un articolo interessante o un sito meritevole di attenzione, lo apprezzo. Il problema è che il 90% è cercare di difendersi dalla monnezza e il resto un continuo tentativo di non apparire, mentre alcuni invece cercano esattamente l'opposto, sovraesporsi, diffondere la propria rappresentazione sociale.
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Re: Capire gli impatti di FACEBOOK

Post by France » 28/05/2013 03:47

trovo molto interessanti gli ultimi punti, di code, mano e cugino. Ma penso di potere difendere con successo la mia ipotesi che FB non è il mezzo per eccellenza di comunicazione e scambio di informazioni.

Andamento delle azioni di Facebook degli ultimi 2 anni, da 38.23$ a 24.31$.
http://finance.yahoo.com/echarts?s=FB+I ... =undefined;

Le ragioni in parte vengono spiegate qua, ma fondamentalmente gli investitori e le compagnie che pagano gli spazzi publicitari a facebook, non sono contente visto che ci sono problemi di fake account, bots che generano click fake, e user che non sono inattivi ma vengono contanti come attivi.
http://www.searchenginejournal.com/face ... ues/47047/

Chiaramente facebook dipende molto dal genere di amici che si frequenta da che mezzi di informazioni essi usano. Quindi un gruppetto che usa facebook, costringerà gli altri ad usare facebook per non essere tagliati fuori, come anche è vero il contrario. Uno che usa facebook, ma è in un giro di gente che usa whatsapp per l'organizzazione della comunicazioni, sarà costretto ad adeguarsi.

Detto questo bisogna anche analizzare che genere di informazioni vengono scambiate. Per esempio informazioni di servizio che servono ad organizzare una serata sono sicuramente diverse dall'annuncio solenne del fatto che caio si è misurato il pene ed è lungo ben 19cm! Quindi probabilmente bisogna differenziare. Per esempio io ho notato che dove facebook, come già scritto sopra eccelle sono proprio negli annunci fini a se stessi. Ho anche notato che c'è gente che usa FB anche organizzare una festa, una serata, un evento etc, ma a mio avviso esistono strumenti infinitamente più comodi e veloci tramite smartphone.

Come anche una comunicazione incentrata sulla discussione e lo scambio di idee che va oltre al fatto che quel sushi bar fa schifo e quello è buono, non può esistere su FB. Semplicemente è una piattaforma che mal si addice alla cosa, mentre un forum invece permette la stessa cosa con molta più comodità.

Secondo me FB è molto più interessante da un punto di vista sociale per osservare i comportamenti delle persone. Per esempio mi ha fatto capire che esiste tanta gente che ha bisogno di essere al centro dell'attenzione, non cerca neanche uno scambio di idee, basta dire la propria, senza curarsi delle risposte interessanti o meno, e andare per la propria strada. E penso che FB per questo è una piattaforma sensazionale.

In conclusione, direi che FB come dimensione per me e in generale nell'ambiente germanofono è meno sentito specie dalla gente giovane, perchè già nel 2003-2004, esisteva il social network studivz che sostanzialmente era la stessa cosa prima che FB diventasse famoso mi sono corso ad iscrivere li, come poi appena è aprito FB mi sono corso ad iscrivere la, ma alla fine esistono parecchi concorrenti sia in qualità che quantità per lo scambio di informazioni.
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Re: Capire gli impatti di FACEBOOK

Post by ayakuccia_o.O » 28/05/2013 09:23

Mah...secondo me siete troppo dietrologi, non è poi così complicata la cosa secondo me :ok:

Io sono facebook addicted, semplicemente perchè sono un'egocentrica maledetta e mi piace condividere tutto quello che mi piace o che mi accade con più gente possibile e inoltre riesco a comunicare con gente che non vedo spesso...oltre agli o.O infatti su facebook trovo le mie amiche conigliare e gattare, le mie compagne di liceo, le mie cugine di Bergamo e Milano, la gente con cui ho lavorato a La Spezia, i miei compagni di università....insomma tutta gente di cui non avevo il cellulare o comunque non a livelli di confidenza da fare una telefonata così spesso :ok:

Di certo non sono una che condivide link tipo "essere mamma oggi" o "ferma la vivisezione" e neanche metto foto di mia figlia...non scrivo dell'immortalità dell'anima ma magari condivido con tutta questa gente la torta che ho fatto per farmi dire quanto sono brava :)

E comunque conosco tutte le persone che ho aggiunto agli amici, magari non tutti personalmente (qualcuno di quelli con cui giocavo a wow e i gattari ancora non li ho visti di persona :arcanoid: ) e in ogni caso ho creato un gruppo più ristretto di amici tra quelli che ho su fb con cui condivido più cose (ci sono un sacco di opzioni per la privacy)...tipo tra le mie foto solo gli album con la gatta o i conigli sono pubbliche :laugh:

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Re: Capire gli impatti di FACEBOOK

Post by ayakuccia_o.O » 28/05/2013 09:44

Ah, dimenticavo...è anche un ottimo strumento x farsi i c....i degli altri! :bellali:

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