Il computer quantistico

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Re: Il computer quantistico

Post by Bubillus » 05/07/2012 08:40

CuginoIt wrote:Questo salta fuori dalle equazioni del modello standard per via delle caratteristiche particolari del bosone di Higgs, con un fenomeno che viene chiamato "rottura di simmetria" (perchè il fotone no e gli altri 3 sì? questa è una rottura di simmetria)
E infatti non spiega il principio su cui si basa il ponte ologrammi dell'Enterprise. Comunque 'sto bosone mi sembra veramente importante. Diciamo che anche il CERN non ci va leggero:
Image
... quando si dice mantenere un profilo scientifico sobrio e distaccato...
Però in effetti al di là delle dimostrazioni matematiche per un profano figurarsi un campo con cui le diverse particelle interagiscono per diventare quello che sperimentalmente siamo in grado di percepire è un concetto ... uao ... rende l'idea del tutto quanto perché mi immagino come un ipotetico spettatore del momento in cui l'universo ha acquistato massa e ha iniziato a prendere forma. Chissà perché me lo immagino come una superficie a zero dimensioni (ahahah affermazione quanto meno contraddittoria :lol: forse il "lato esterno" di un altro universo? Tipo Flatlandia...) che inizia ad avere una forma e a curvarsi e a causa di questa curvatura si creano e iniziano a muoversi la materia, la luce, il tempo... santi numi che concetto. Nutro una invidia sfrenata per chi poi riesce a capire veramente tutto ciò perché ha gli strumenti matematici per farlo.
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Re: Il computer quantistico

Post by Bubillus » 09/07/2012 13:50

Il sito del MIT a noi ci fa un baffo
Physicist Christoph Paus discusses newly discovered particle
Q. What are the implications of this newly discovered particle? Why should non-physicists care about this?
A. The search for the Higgs boson at the Large Hadron Collider is the culmination of research over the last half-century. This particle is inextricably intertwined with an incredibly mundane-sounding question: “What is the physics of motion?”
Motion ties together the fundamental concepts of space, time and mass: Space and time are linked through velocity, while mass is the resistance to changes in velocity. Explaining motion was important enough that Aristotle sought to do so, and his answer stood for almost 2,000 years. But penetrating more deeply into the mysteries of motion led to the revolutions of Galileo, Newton and Einstein.
In this same tradition, the Higgs boson holds the promise of beginning to finally elucidate the fundamental origins of mass. We cannot yet say whether the phenomenon we are reporting today is indeed the Higgs; that will take much more data to determine. But so far it fulfills our search criteria, and if confirmed, will set an important milestone in our understanding of nature. Should we be observing something other than the Higgs — well, that may be even more important.
in confronto al forum o.O un "domanda e risposta" così è robetta. Dilettanti.
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Re: Il computer quantistico

Post by Bubillus » 23/07/2012 13:07

L’universo cesserà di esistere tra 16,7 miliardi di anni a causa del ‘Big Rip’, ossia il grande strappo determinato dall'energia oscura, e cioè quella criptica forma di energia che rappresenta il fondamento dell’espansione dell’universo. La catastrofica ed inquietante notizia è stata resa nota dai fisici teorici dell’Accademia cinese delle scienze, sulla base di alcuni calcoli pubblicati sulla rivista Science China. A quanto pare, l’energia oscura provocherà dapprima un’espansione dell’universo e poi determinerà strappi che lo faranno frantumare.
Gli scienziati orientali sostengono che Via Lattea si disgregherà 32,9 milioni di anni prima della fine, e la Terra verrà in principio allontanata dalla sua orbita, 16 minuti prima della fine dell’universo, e poi letteralmente polverizzata.
Grande notizia, i cinesi addirittura già sanno che tra 16.700.000.000 di anni la Terra verrà polverizzata 16 minuti prima della fine dell'universo. Devo smetterla di dare appuntamenti "più o meno" per una certa ora e cercare di essere più preciso. Tipo: ci vediamo alle 20:03:17 e 874.336.244 miliardesimi di secondo, vedi di essere puntuale. E cambia l'atomo di cesio del tuo orologio che l'ultima volta mi è toccato aspettarti per 7 miliardesimi di secondo.
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Re: Il computer quantistico

Post by Bubillus » 21/01/2013 14:18

Rispolvero il topic perché oggi sulla stampa è apparso questo articolo
Prove tecniche di teletrasporto il cui l'argomento è assolutamente in tema.
Essendo io un pendolare cronico mi prenoto per l'acquisto di una apparecchiatura atta a fiondarmi al lavoro in maniera istantanea. Metterei il mio gatto alla console: "Pepito, energia!"
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Re: Il computer quantistico

Post by Bubillus » 28/03/2013 20:48

Posso fare una domanda stupida? Come funziona il fatto per cui una fonte luminosa è visibile da qualunque posizione allo stesso modo per un osservatore diciamo in quiete rispetto ad essa? Cioè ok la natura di onda / particella (onda che ha caratteri da particella) per cui è come se io buttassi un sasso in una pozza d'acqua, le increspature si espandono in tutte le direzioni a partire dal punto di caduta del sasso, ma c'è un motivo per il quale la luce è uguale da qualunque lato io osservi la fonte luminosa? E poi, "l'onda" in assenza di moto della sorgente parte a arriva sempre con la stessa lunghezza d'onda? In assenza di ostacoli io vedrei la fonte luminosa identica a prescindere dalla distanza? E' una domanda scema, lo ammetto, ma mi è venuta in mente guardando i fari delle macchine e non riesco ad arrivarci ragionandoci su.
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Re: Il computer quantistico

Post by CuginoIt » 29/03/2013 12:56

In generale non è per nulla vero che una sorgente di luce è uguale dalle diverse direzioni in cui la guardi. E questo non c'entra nemmeno tanto con la natura di onda/particella dei fotoni. Anche classicamente una sorgente di luce ha, per esempio, una polarizzazione che può variare in funzione della direzione. Questo è il motivo per cui gli occhiali polaroid ti "eliminano" i riflessi dell'asfalto, o del mare, o del cielo in una quantità che varia con la direzione.
In sostanza la maggior parte delle onde di luce riflesse hanno una polarizzazione che dipende dalla direzione: per esempio, sull'acqua, ad un angolo chiamato angolo di Brewster (se non ricordo male è sui 50 gradi) la polarizzazione è orizzontale. Questo vuol dire che se i tuoi occhiali da sole fanno passare solo luce polarizzata verticalmente cancelli il riflesso a quell'angolo (prova a guardare il mare con e senza occhiali da sole polarizzati un poco dall'alto: con gli occhiali vedi il fondo, senza vedi il riflesso del sole).

A parte questo la frequenza della luce subisce un effetto doppler simile a quello dell'ambulanza quando passa se la sorgente è in moto rispetto a te oppure se tu sei in moto rispetto alla sorgente. La velocità della luce rimane la stessa, ma il suo colore cambia: più blu se vai verso la luce, più rossa se ti allontani. Fortunatamente però questo effetto alle velocità cui ci muoviamo in genere è trascurabile (perchè sono velocità trascurabili rispetto a quella della luce). Quindi la radio, i cellulari e i semafori funzionano uguali anche se siamo in macchina o in treno.

La luce poi cambia colore anche spostandosi verso l'alto. Questo effetto può essere "capito" in modo ingenuo come conservazione dell'energia. Un fotone ha una energia che è proporzionale alla sua frequenza. Se si sposta verso l'alto deve perdere energia: continuerà ad andare alla velocità della luce ma diminuirà un poco la sua frequenza. Quindi anche il questo caso la frequenza dipende un pochino dalla direzione in cui osservi la luce.

Infine, in generale, quando hai che la luce passa da un mezzo (per esempio aria) ad un altro (per esempio vetro o acqua), mantiene la sua frequenza ma varia la sua lunghezza d'onda. Bada che non sto dicendo che la lunghezza d'onda è diversa prima e dopo la finestra, ma ti sto dicendo che è diversa nell'aria e dentro il vetro della finestra. Questo causa la rifrazione e, in particolare, l'indice di rifrazione dipende dalla frequenza, quindi dentro il vetro colori diversi si muovono in direzioni lievemente diverse e questo fa funzionare i prismi alla "Dark side of the Moon" dei Pink Floyd.

Quindi, riassumendo, una sorgente, tipicamente, emette alla stessa frequenza in tutte le direzioni ma con altre differenze (tipo polarizzazione). Nella maggior parte dei casi però emette in uno spettro di frequenze assai ampio. In qualche caso invece si ha luce quasi monocromatica. In genere, quando la luce propaga, se aumenta o diminuisce la sua energia gravitazionale cambia frequenza (ma è un effetto difficile da rivelare). Se invece procede in piano non perde energia. Però la luce nell'aria subisce assorbimenti che dipendono dalla frequenza... per esempio l'aria assorbe e diffonde meno il rosso del blu, quindi al tramonto, quando la luce deve attraversare tanta atmosfera, noi vediamo la frazione rossa rimanente, mentre di giorno il cielo è azzurro (o almeno i nostri occhi la percepiscono tale...). Se guardiamo montagne in lontananza in situazione di foschia le percepiamo più blu poichè l'aria nel mezzo diffonde in maniera disordinata il blu (e Leonardo lo rappresenta bene nei suoi dipinti). Se una sorgente di luce si muove esiste un effetto doppler anche per la luce (che ha una componente classica e una relativistica). L'effetto doppler è però difficile da rilevare poichè in genere le velocità coinvolte sono troppo basse ripetto alla luce. Infine nei mezzi tipo vetro o acqua la luce propaga più lentamente della velocità della luce. In generale la frequenza rimane la stessa ma la lunghezza d'onda nei mezzi varia e varia in funzione della frequenza, da cui la rifrazione...

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Re: Il computer quantistico

Post by Bubillus » 29/03/2013 19:13

Sì ma immagina una stella la cui luce si propaga in un universo dove non ci sono campi gravitazionali, ad osservatori che sono a varie distanza e che non hanno differenze di moto tra loro e con la sorgente la luce apparirà sempre Identica? Cioè il quanto di luce parte e non cambia di una virgola finchè non viene assorbito o non subisce l'influenza dei fattori che hai citato?
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Re: Il computer quantistico

Post by CuginoIt » 30/03/2013 12:46

Se non ci sono effetti gravitazionali e non ci sono effetti di espansione dell'universo, allora il fotone che parte e viene misurato da un osservatore in quiete rispetto alla sorgente, viene misurato con la stessa frequenza che aveva in origine.
Se il fotone urta qualcosa (polvere?, un pianeta?) nel percorso invece viene assorbito e non arriva...
Quindi se partono 10 fotoni, 5 blu e 5 rossi, e, per qualche motivo, i fotoni rossi vengono assorbiti nel percorso ma i blu no, tu rivelerai solo i fotoni blu e ti sembrerà che la sorgente sia blu, quando all'inizio non era così.
Ma il singolo fotone viene modificato solo per effetti gravitazionali, relativistici o di doppler, quindi se escludi il primo e sei in quiete con la sorgente, non te ne accorgi.

In genere però si usa fare il contrario: io vedo a che frequenza mi arrivano i fotoni, vedo che lo spettro dell'idrogeno è spostato rispetto al valore di quiete e mi faccio un'idea della velocità della stessa ripetto a me...

EDIT: tornando nel topic "computer quantistico", col mio gruppo stiamo pubblicando un articolo dove inventiamo la RAMM, Random Access Majorana Memory :D

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Re: Il computer quantistico

Post by France » 30/03/2013 14:30

Che è?
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Re: Il computer quantistico

Post by Bubillus » 30/03/2013 20:29

Yum yum mi associo alla curiosità ...

Tornando alla luce non riesco proprio ad afferrare il concetto. È un campo elettromagnetico no? Cioè la sorgente genera il campo il quale si propaga alla velocità della luce in tutte le direzioni. È qui ora e sarà a 3.000.000 di chilometri da qui tra 10 secondi circa. Ok. Quindi se io sono immerso nel campo "vedo" la luce perchè i miei occhi sono tarati su quello specifico range di lunghezze d'onda. Però tale campo, mettiamo dopo 1 minuto da che la stella si è accesa, sarà lo stesso a 1 metro dalla stella come a 18.000.000 di chilometri? E l'eventualità dell'assorbimento di parte di questo campo (un fotone viene assorbito da un granello di polvere e cede il suo quanto di energia sparendo) cambia il campo che gli sta attorno? Cioè in pratica esiste un bilanciamento di fattori che fa sì che io veda la luce di una stella lontana un fantastiliardo di chilometri?
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Re: Il computer quantistico

Post by CuginoIt » 30/03/2013 23:13

Riguardo la luce immagina di emettere TOT fotoni in tutte le direzioni per secondo; ora mettiti ad una distanza R dalla sorgente, la densità di fotoni al secondo che osservi ad una distanza R sarà TOT/(4 Pi R^2) [Pi sta per pi greco]. Quindi è ovvio che più sei distante meno fotoni al secondo becchi, la luce è più fioca e la potenza per superficie che ricevi diminuisce come 1/R^2. Questo vuol dire che sulla Terra la temperatura è accettabile, mentre su Nettuno no: fa molto più freddo.
Bada bene però che questo è dovuto al fatto che ti arrivano meno fotoni al secondo al centimetro quadrato, non al fatto che i fotoni che ti arrivano hanno perso energia nel frattempo. Se guardi coi tuoi occhi una sorgente di luce, più è lontana e più la vedrai fioca, ma il suo colore rimane tale.
Quindi, se guardiamo il fotone come un pacchetto di campo, tale pacchetto sarà identito alla sorgente anche quando verrà visto nella galassia di fianco (sempre a meno di effetti relativistici, gravitazionali o di Doppler). Però al posto che avere Miliardi di pacchetti che ti entrano nell'occhio al secondo, magari ne becchi uno ogni due minuti...
Per l'assorbimento il discorso è invece complicato. Nella maggior parte dei casi, il fotone assorbito è diverso da quello riemesso: in genere cambia direzione, ma può cambiare anche energia, se magari, un atomo assorbe un fotone e ne emette due in due tempi diversi (in genere qui si parla di assorbimento seguito da emissione spontanea). Esistono però anche forme di assorbimento e riemissione coerenti, come quelle che usiamo per fare i Laser. Ma non avvengono nella polvere (c'è bisogno che ci siano tanti fotoni in giro). Inoltre, in genere, se un fascio di fotoni viene assorbito da un gas, il gas ha una temperatura diversa da zero, e quindi un moto disordinato degli atomi. Questo disordine viene trasferito in parte ai fotoni riemessi che quindi avranno un allargamento del loro spettro di frequenze proporzionale alla temperatura. Quindi, in generale, guardando in maniera accurata lo spettro di una stella, si possono carpire molte informazioni sulla sua pressione interna e temperatura...
Però il fatto che noi vediamo le stelle è in generale dovuto al fatto che del botto di fotoni che emettono un numero sufficienti di essi becca la nostra retina. Questo numero scende come 1/R^2 in funzione della distanza delle stelle e sono pochi i fattori che modificano questo e, se lo modificano, lo fanno in peggio.

La RAMM invece è un altro discorso :)
Stiamo studiando come costruire con fermioni di Majorana in superconduttori una memoria composta da svariati qubit (diciamo con la tecnologia attuale, se i Majorana esistono come suggeriscono gli esperimenti, dovrebbe essere attuabile (nel giro di qualche anno) disporre di una decina di qubit fatti da Majorana in una struttura fatta da superconduttori lunga diciamo un millimetro). Il vantaggio di usare Majorana è che la teoria suggerisce che dovrebbero essere molto stabili, il che vuol dire che registrandovi informazione quantistica sopra, questa dovrebbe (speriamo!) sopravvivere per qualche millesimo di secondo.
Siccome le operazioni che si fanno sui Majorana, secondo le nostre stime, dovrebbero richiedere dell'ordine di un 100 nano secondi, possiamo arrivare a credere che la nostra memoria possa applicare circa 1000 operazioni su quei 10 qubit prima di essere compromessa. Con 1000 operazioni però uno può fare in modo da correggere eventuali errori e quindi ad avere una memoria piuttosto stabile.

La potenza del nostro setup è che possiamo fare tutte le operazioni che vogliamo su questi 10 qubit (computazione quantistica universale) semplicemente variando delle "manopole" esterne al nostro sistema che influenzano elementi facilmente controllabili (correnti e campi magnetici) limitando in modo molto efficace gli errori su questi Majorana. Tutto questo è la visione ottimista di un teorico come me, ma anche gli sperimentali pensano non sia un'idea del tutto folle e, un pezzo alla volta, a Delft potrebbero costruire questa cosa...
Una volta che si ha un computer quantistico a 10 qubit, universale e stabile, non dico che abbiamo un personal computer quantistico... ma un computer quantistico a valvole direi di sì :D

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Re: Il computer quantistico

Post by Bubillus » 31/03/2013 12:14

CuginoIt wrote:Bada bene però che questo è dovuto al fatto che ti arrivano meno fotoni al secondo al centimetro quadrato, non al fatto che i fotoni che ti arrivano hanno perso energia nel frattempo. Se guardi coi tuoi occhi una sorgente di luce, più è lontana e più la vedrai fioca, ma il suo colore rimane tale.
Quindi, se guardiamo il fotone come un pacchetto di campo, tale pacchetto sarà identito alla sorgente anche quando verrà visto nella galassia di fianco (sempre a meno di effetti relativistici, gravitazionali o di Doppler). Però al posto che avere Miliardi di pacchetti che ti entrano nell'occhio al secondo, magari ne becchi uno ogni due minuti
.....
Però il fatto che noi vediamo le stelle è in generale dovuto al fatto che del botto di fotoni che emettono un numero sufficienti di essi becca la nostra retina
Ok ora ce l'ho :-) riesco a visualizzare la cosa. In pratica quindi il singolo fotone contiene informazioni sufficienti, la nostra taratura è ben studiata.
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Re: Il computer quantistico

Post by Bubillus » 02/04/2013 19:40

CuginoIt wrote:La RAMM invece è un altro discorso :)
Stiamo studiando come costruire con fermioni di Majorana in superconduttori una memoria composta da svariati qubit (diciamo con la tecnologia attuale, se i Majorana esistono come suggeriscono gli esperimenti, dovrebbe essere attuabile (nel giro di qualche anno) disporre di una decina di qubit fatti da Majorana in una struttura fatta da superconduttori lunga diciamo un millimetro). Il vantaggio di usare Majorana è che la teoria suggerisce che dovrebbero essere molto stabili, il che vuol dire che registrandovi informazione quantistica sopra, questa dovrebbe (speriamo!) sopravvivere per qualche millesimo di secondo.
Siccome le operazioni che si fanno sui Majorana, secondo le nostre stime, dovrebbero richiedere dell'ordine di un 100 nano secondi, possiamo arrivare a credere che la nostra memoria possa applicare circa 1000 operazioni su quei 10 qubit prima di essere compromessa. Con 1000 operazioni però uno può fare in modo da correggere eventuali errori e quindi ad avere una memoria piuttosto stabile.

La potenza del nostro setup è che possiamo fare tutte le operazioni che vogliamo su questi 10 qubit (computazione quantistica universale) semplicemente variando delle "manopole" esterne al nostro sistema che influenzano elementi facilmente controllabili (correnti e campi magnetici) limitando in modo molto efficace gli errori su questi Majorana. Tutto questo è la visione ottimista di un teorico come me, ma anche gli sperimentali pensano non sia un'idea del tutto folle e, un pezzo alla volta, a Delft potrebbero costruire questa cosa...
Una volta che si ha un computer quantistico a 10 qubit, universale e stabile, non dico che abbiamo un personal computer quantistico... ma un computer quantistico a valvole direi di sì :D
La mia 'gnuranza è direttamente proporzionale alla mia curiosità... Mettendo che i vostri studi procedano spediti, di cosa devo fare incetta speculativa? Il vecchio e inutile silicio lo metto da parte che tanto non servirà più al limite lo mischierò al terriccio per le piante grasse, ma hai parlato di superconduttori... uhm uhm... il mio PC quantistico oltre a darmi risultati imprevedibili ( :D ) dovrà essere anche raffreddato parecchio...
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Re: Il computer quantistico

Post by CuginoIt » 03/04/2013 15:19

Sì, questo è uno dei problemi di tutti i computer quantistici: devono essere raffreddati PARECCHIO!
Le architetture a superconduttori devono lavorare, per i nostri fini, a temperature non superiori a 50 mK, chq vuole dire 50 millesimi di grado sopra lo zero assoluto: questo vuol dire che ci vogliono frigoriferi grossi (alto circa 2m) e costosi. La chiave di questi ultimi progetti nel mio gruppo, poi, è utilizzare dei nanowire particolari, che devono essere cresciuti in forni apposta e fatti cadere sui superconduttori, in sostanza.

In altri progetti invece ragiono su semiconduttori più comuni (che comunque devono lavorare a temperature di quel tipo), oppure ad atomi "ultrafreddi", che costituiscono gas ultrarerefatti e sospesi in trappole magnetiche. In quest'ultimo caso le temperature sono ordini di grandezza più basse (fino a 10 nK, 10 miliardesimi di grado) e, per questo, si dice che questi gas ultrafreddi e ultradiluiti siano le cose più fredde dell'universo (ben più fredde dello spazio intergalattico). In questo caso però il trucco è il vuoto...

In sostanza i superconduttori sono la cosa più calda con cui lavoro.

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Re: Il computer quantistico

Post by Bubillus » 03/04/2013 15:44

Tu dirai: ma al mattino non potrebbe ascoltare la radio come tutti gli altri? E' che in questo periodo di carenza di buone notizie e di mancanza assoluta di esempi di buon senso preferisco limitarmi alle previsioni del tempo e così durante i 30 km del tragitto da casa al lavoro mi concentro su pensieri più generali. Un paio di post fa consideravo che la nostra taratura ci consente di ottenere diverse informazioni tramite le varie caratteristiche della luce in particolare la lunghezza d'onda e l'intensità come hai spiegato. Poi immagino che il resto lo faccia la testa, ora a noi quando guardiamo il cielo di notte non passerebbe per l'anticamera del cervello pensare che stiamo osservando degli angioletti che svolazzano intorno alla terra ma sappiamo che si tratta di stelle, degli oggetti tipo il nostro sole che sono però a grande distanza da noi. Però in effetti non le possiamo riconoscere a vista, se io dicessi ad un bambino sufficientemente piccolo che si tratta di fanali di bicicletta appesi a mezzo chilometro di altezza lui non avrebbe mezzi per contraddirmi.
Però se prendessi un telescopio abbastanza potente riuscirei a vederle nella loro forma e allora non ci sarebbero dubbi che si tratta di palle influocate e non di fanalini.
E lì mi fermo perché il resto non lo riesco a capire. Non so se è il tuo campo, si tratta di ottica immagino, ma perché con il telescopio vedo gli anelli di saturno e ad occhio nudo no? Cioè cosa cambia dal punto di vista fisico? Più fotoni = più informazioni? Tanti fotoni insieme fanno un oggetto, pochi fotoni no? Come viaggia l'informazione nel campo elettromagnetico che noi chiamiamo luce? Ehm... esiste un "effetto telescopio" anche per altri tipi di campi?
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Re: Il computer quantistico

Post by Bubillus » 19/04/2013 21:24

7 euri e 76 centesimi dannatamente ben spesi! Il prezzo in realtà è 10 euri ma avevo 2,24 da scontare sulla tessera della Feltrinelli.
Ho comprato QED di Richard Feynman dove QED sta per elettrodinamica quantistica. Troverò tutte le risposte ai miei dubbi, ne sono certo. E poi magari cercherò di approfondire, ma l'inizio già promette bene... Sono solo a pagina 32 e già parla del comportamento dei fotoni! Santi numi come mi piace!
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Re: Il computer quantistico

Post by CuginoIt » 22/04/2013 09:43

Quello è proprio un bel libro. Anche io lo avevo trovato a prezzo scontato da Feltrinelli ed è stato molto interessante leggerlo.
Feynman è un genio e uno degli ultimi pochissimi fisici ad avere una visione completa sulla fisica, su tutto.

Decisamente quello è il posto giusto per guardare le risposte alle domande che mi hai fatto. Non è però un libro da prendere sotto gamba: veramente cerca di spiegare l'elettrodinamica quantistica! Quello che voglio dire è che, in genere, i divulgatori semplificano le cose di cui parlano. Feynman no: ti spiega la sua elettrodinamica con le idee più semplici che ha avuto lui, ma senza approssimazioni. Quindi ti fa impazzire con orologetti che girano per segnare la fase dei fotoni, fotoni che vanno in tutti i possibili percorsi (con a caso chiamati Feynman path) e le cui fasi si annullano in fretta, riflessione e diffrazione da un punto di vista quantistico...

Poi, se non ricordo male, la seconda parte era addirittura su rinormalizzazione ma ammetto di non averla letta tutta :)

E' un libro notevole e scritto bene.

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Re: Il computer quantistico

Post by Bubillus » 25/07/2013 14:04

Alla fine ho letto quello e anche altri libri, ho imparato molte cose ma ancora non ho capito come i fotoni portano le informazioni relative alla sorgente. Continuo a cercare letture sul tema.
Piuttosto, spesso ho incontrato i concetti di campo, dualità onda-particella, equivalenza massa-energia etc etc e la mia mente poco educata ed estremamente schematica mi fa pensare che io in effetti non sono reale come si potrebbe pensare, ma sono il risultato di una infinita serie di interazioni tra campi che miracolosamente stanno insieme e formano il me stesso con tutti i suoi atomi di roba varia più o meno nobile.
I chimici ed i fisici oggi riescono ad arrivare a manipolare lo stato della materia fino a tale livello o sono come qualcuno che ha a che fare con microscopici mattoncini del lego, ci puoi fare un mucchio di cose ma non sai come si fanno i mattoncini stessi?
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Re: Il computer quantistico

Post by CuginoIt » 25/07/2013 17:09

Beh, al momento, da un punto di vista fisico, ci sono tante tecniche per lavorare con singoli atomi, spostarli, costruire fili di atomi o strati di singoli atomi come li si vuole. Si possono alternare strati di atomi diversi etc... Questo però avviene in sistemi piuttosto piccoli, molto freddi ed estremamente controllati.
Se vuoi vedere qualche foto, guarda queste:
http://www.quantum-munich.de/media/sing ... insulator/

(io a ottobre vado a lavorare là...)

Se però vuoi arrivare alla complessità della vita questo ancora è molto difficile e, da un punto di vista fisico, non riesci a mettere un atomo dietro l'altro fino a fare una molecola di DNA (faccio questo esempio per considerare la base di qualcosa di vivo). Per quello occorre imbrogliare e sfruttare virus e altre cellule ingannandole e facendo produrre loro ciò che tu vuoi.

Di fatto non c'è un limite scientifico al fatto di voler costruire un atomo alla volta il DNA... il limite è tecnologico e dato dalla convenienza di creare DNA con cose già vive. Un po' come quando usi un computer non vuoi lavorare in binario, ma vuoi qualche linguaggio di programmazione un po' più avanzato.

Invece continuo a non capire bene perchè sei dubbioso sui fotoni che portano informazioni della sorgente da cui sono emessi.
Un fotone ha una energia (un colore), una polarizzazione e una direzione... non c'è molto altro che un fotone ti dice.

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Re: Il computer quantistico

Post by Bubillus » 25/07/2013 21:30

CuginoIt wrote:Invece continuo a non capire bene perchè sei dubbioso sui fotoni che portano informazioni della sorgente da cui sono emessi. Un fotone ha una energia (un colore), una polarizzazione e una direzione... non c'è molto altro che un fotone ti dice.
E infatti il problema è quello. Il mio è un limite mentale, lo so. Ma metti la stella X che sta a tot fantastilioni di milioni di chilometri da me che la osservo. Parte un fotone e per puro caso è indirizzato più o meno verso di me, anche se lui non lo sa perchè quando parte qui ci sono ancora i brontosauri. Fa il suo viaggio di 150 milioni di anni luce zigzagando tra buchi neri e campi gravitazionali in un viaggio che assomiglia a quello di una pallina in un flipper, e miracolosamente arriva sparato a morire nella mia retina... Ecco perchè io non dico "spegni la luce del bagno" ma invece dico "è la stella X che sta a 150 milioni di anni luce da qui"? Quanti altri fotoni avrà incocciato nel suo viaggio e insieme a quanti altri è entrato nel mio occhio nello stesso istante? Perchè di quelli non ho informazioni mentre di lui sì?
"Secondo le leggi della fisica e dell'aerodinamica, la struttura alare del calabrone in relazione al suo peso non è adatta al volo. Ma lui non conosce queste leggi e vola"

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