Consultazione pubblica - valore legale della laurea

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Consultazione pubblica - valore legale della laurea

Post by Mano[FA] » 22/03/2012 13:22

A quanto pare il governo apre la prima (che io sappia) consultazione pubblica su un argomento piuttosto importate: il valore legale della laurea.

Per prima cosa voglio mostrare il mio apprezzamento per il metodo. Aprire una consultazione pubblica significa fare dei "sondaggi" in maniera aperta e trasparente e dare a tutti gli interessati la possibilita' di dire la propria. Quindi pollice su.

Apro il topic per discuterne. Non so esattamente quali siano i valori legali della laure, i pro e i contro. Raccogliendo le informazioni sara' piu' difficile farsi un'idea (si si, voglio proprio dire difficile) ma poi la decisione e' meglio ponderata e non basata su chi urla di piu' o chi riesce a disegnare gli scenari piu' apocalittici.

Consultazione aperta fino al 24 Aprile, quindi non imminente, ma il tempo passa in fretta.

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Re: Consultazione pubblica - valore legale della laurea

Post by France » 22/03/2012 13:32

che bello che si torna a sistemi già comprovati da 2500 anni, come quello della consultazione pubblica. Prima si fa un disegno di legge, poi una consultazione, poi una votazione e infine si passa la legge oppure no :)
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Re: Consultazione pubblica - valore legale della laurea

Post by CuginoIt » 25/03/2012 17:47

Mi sono iscritto al sito del ministero e ho iniziato a compilare il questionario.

Il questionario è molto tecnico e distingue diverse aree (se non capisco male). La prima riguarda "professioni regolamentate", attualmente caratterizzate da un albo; la seconda il pubblico impiego e la terza la valutazione dei titoli di studio.

Francamente io penso che ci siano casi molto diversi in cui la laurea deve o non deve avere valore legale.
Il mio esempio è fisica. I concorsi cui ho partecipato sono stati, per esempio, ammissioni al dottorato o postdoc. In questo caso di concorsi accademici sono favorevole al fatto che la laurea non abbia valore legale: sarà la commissione a giudicare il curriculum dei candidati valorizzando o meno il loro percorso di studi e la loro laurea anche in funzione di dove è stata presa oppure confrontando altri elementi del curriculum che portano a stabilire se una persona, pur non avendo la laurea, è adatta alla posizione offerta.
Anche per questo io sono assolutamente contrario all'istituzione di un albo dei fisici: non ne vedo il motivo se non quello di dare più potere politico a pochi noti a capo della società di fisica italiana. Inoltre l'iscrizione ad un albo comporterebbe costi per i giovani neolaureati ma, secondo me, nessun vantaggio.

Un caso diverso invece reputo sia quello di un chirurgo (che magari mi dovrà operare in ospedale) oppure di un ingegnere civile che deve progettare un ponte. In questi casi mi sembra ovvio che la laurea sia un requisito indispensabile a fronte di oggettive responsabilità molto maggiori di quella di un ricercatore in fisica...

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Re: Consultazione pubblica - valore legale della laurea

Post by Mano[FA] » 25/03/2012 22:59

Ma, secondo me non e' che senza valore legale, un analfabeta puo' disegnare un ponte e prendersi le responsabilita'. Secondo me, la questione che si cerca di risolvere e' quella legata ai posti pubblici e al valore dell'esperienza formativa.

Da quel che ne so io, per molti posti pubblici e' richiesta una laurea. Spesso non si specifica neppure cosa. Ma uno deve essere laureato. Non importa dove, magari neppure il voto. In Italia, tutte le lauree sono, per il settore pubblico, uguali. Il settore privato puo' distinguere tra una laurea del Politecnico di Torino e una del CEPU e preferire l'una all'altra, ma rimane il fatto, che, complessivamente, c'e' poca differenza tra le diverse universita' in Italia. Le universita' non sono particolramente incentivate a fare meglio, non c'e' nessun riconoscimento ufficiale. Credo che in buona parte sia una questione culturale non risolvibile cambiando una legge (difficilmente uno "sceglie" l'universita'. Di solito disponibilita' dei corsi e localizzazione fanno decidere), ma se diventasse piu' importante il dove, se i concorsi pubblici potessero tenere in conto una "classifica" di universita', magari queste sarebbero incentivate a fare di meglio.

Paradossalmente, se uno puo' scegliere tra due universita', rischia di scegliere quella piu' facile o con il voto medio piu' alto, dato che entrambe producono una laurea con lo stesso valore legale.
Se la laurea perdesse valore legale, sarebbe un motivo in meno per studiare se uno non e' motivato. Credo che studiare per "il pezzo di carta" sia pessimo, ma non cosi' raro. Uno deve studiare per imparare. Quando hai finito sei avvantaggiato per quello che hai imparato, non perche' hai un pezzo di carta.

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Re: Consultazione pubblica - valore legale della laurea

Post by France » 26/03/2012 01:25

una piccola riflessione sugli albi. A mio avviso tutte la associazioni di professionisti dovrebbero essere tolte. Servono solo a consolidare il potere di una parte della società a svantaggio di tutto il resto della società. Questo non crea vantaggi ma svantaggi a livello globale.

Infatti se per esempio un avvocato neolaureato deve sottostare ai principi dell'albo per potere lavorare, vuole dire che non potrà fare prezzi minori per fare concorrenza agli studi legali grandi. Questo ha il problema enorme che cosi tutto viene tenuto artificialmente ad un prezzo alto, incentivando la creazioni di albi per ogni professione, cosi da controbilanciare i vantaggi di una "casta" rispetto all'altra.
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Re: Consultazione pubblica - valore legale della laurea

Post by CuginoIt » 26/03/2012 21:48

Quello che dice Mano, secondo me, sottointende un altro fattore importante. Per poter veramente fare dei distinguo fra le università e dare un peso diverso a sedi diverse, occorre, di pari passo, fornire degli incentivi meritocratici allo studio. Occorrono borse di studio che consentano agli studenti più meritevoli di spostarsi non in base ai costi ma in base a dove veramente vogliono andare.
Io di questo me ne sono accorto di persona studiando in Normale: la Normale ti fornisce vitto e alloggio e il rimborso delle tasse universitarie, in questo modo, chi vuole veramente fare la scelta tosta di provare a studiare là e riesce a passare l'esame di ammissione, poi non ha preoccupazioni economiche e non deve contare sui genitori per i propri studi...
Questo è un caso limite, ma dare incentivi economici in base a reddito e merito è un prerequisito per non avere discriminazioni una volta che l'università di Messina dovesse valere molto meno di quella di Camerino... La cosa buona è che in Italia le tasse universitarie sono in base al reddito... la cosa cattiva è che le fasce di reddito sono troppo appiattite verso l'alto (ceto medio e straricchi pagano quasi lo stesso; per avere esenzioni forti uno deve veramente essere in una condizione familiare triste.) ed è poi facile fare carte false. La cosa pessima è che le borse di studio sono rarissime.

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