Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

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France
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Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by France » 04/11/2010 09:03

Volevo proporvi questa tematica visto che stamattina alle 5 di buona ora mi sono sorbito un saggio sul femminismo. Senza stare a fare subito discorsi accademici vi voglio proporre alcune tematiche.

Fondamentalmente il femminismo come movimento culturale si propone di definire la donna come entità separata dall'uomo, dal suo monopolio del sapere e del potere, dalla visione logicofallica della realtà. Insomma una aspirazione di trovare una identità libera dai condizionamenti sociali.

Per fare questo si appoggia a svariate scuole di pensiero fra cui la psicanalisi, lo strutturalismo, il post strutturalismo, il decostruzionismo, post decostruzionismo e così via. Tutte aggiungono qualcosa, e la visione cambia sempre di più, ma la somma del pensiero è che alla fine non si può definire esattamente l'individuo donna. Infatti essa subisce un influsso culturale dalla società, ma a sua volta influisce sulla società. Ma anche non si può ridurre il discorso da un punto di vista biologico e capire che le donne sono diverse dall'uomo per via di certi attributi femminili. Quindi si tende ad andare sulla logica di pensiero che parte dal corpo e dalla società intesa come culturale, ma anche li non si riesce a dare una definizione che soddisfa tutti. Per finire si è abbandonata l'ipotesi di definire l'insieme per concentrarsi sulle differenze, riuscendo a capire così implicitamente come definire la femminilità.

Ma quello che è importante è che tutto questa diatriba è nata per dare un fondamento teorico a qualcosa di pratico, il cambiamento politico e sociale della donna. E qua voglio proprio la vostra esperienza, cosa è cambiato secondo voi in tutti questi anni? Quali sono le differenze se ci sono da riguardo agli anni settanta a oggi e che impressioni avete?
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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by Beavis » 04/11/2010 21:15

France wrote:Ma quello che è importante è che tutto questa diatriba è nata per dare un fondamento teorico a qualcosa di pratico, il cambiamento politico e sociale della donna. E qua voglio proprio la vostra esperienza, cosa è cambiato secondo voi in tutti questi anni? Quali sono le differenze se ci sono da riguardo agli anni settanta a oggi e che impressioni avete?
Che adesso comandano le donne, almeno in famiglia :D
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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by FdD_Leviatano » 05/11/2010 15:07

Secondo me la situazione si è (almeno in parte) ribaltata.
Credo non si possa più parlare di sesso debole.

Sempre più donne occupano posizioni di potere. Si veda la cancelliera tedesca Merkel, la Marcegaglia in confindustria, Susanna Camusso a capo della CGIL e così via ...

Sono mediamente molto ambiziose e non hanno paura di usare il loro corpo per ottenere quello che vogliono (penso sia capitato un po a tutti di vedere ciò che succede in TV ma credo anche che tutti noi abbiamo presente il caso della solita
"bella" di turno che in azienda fa carriera in tempi lampo ...)

Sono stradifese dall'opinione pubblica e dalla legge:

- in caso di separazione vincono loro, i figli vanno affidati a loro per default;
- se le ammolli un ceffone sei un animale, ma se loro ti spaccano in testa un piatto vanno comprese;
- in discoteca entrano gratis
- ci sono feste dedicate a loro (la festa della mamma, la festa della donna)
- continue iniziative sociali a loro favore

Altra cosa che ho notato è che molte attività tradizionalmente di competenza femminile non vengono più svolte.
Quante donne (parlo della nostra generazione, le più giovani ovviamente) sanno ad esempio cucire o fare a maglia?

Per carità bisogna anche ammettere, e sono il primo a farlo, che in moltissime cose sono più brave di noi, ultimamente anche nello sport.

Quello che voglio dire è un tempo avevate ragione a lamentarvi. Ora però basta.


E FATE LA CALZETTA !!! :gnegne: AHAHAH

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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by Mano[FA] » 05/11/2010 15:48

Oddio…
Scusa se mi distacco profondamente dal discorso che fai, ma mi fa un po' paura che il maschilismo sia ancora così' radicato e inconscio.
Sempre più donne occupano posizioni di potere. Si veda la cancelliera tedesca Merkel, la Marcegaglia in confindustria, Susanna Camusso a capo della CGIL e così via …
Ok. Facciamo un gioco. Per ogni posizione "a capo di" per una donna, io te ne riporto due analoghe di uomini. Pensiamo ai dirigenti d'azienda, ai ministri, ai rettori universitari... Viediamo chi finisce prima coi nomi?
Sono convinto potrei vincere anche con 1:10, almeno in italia.
Sono mediamente molto ambiziose e non hanno paura di usare il loro corpo per ottenere quello che vogliono
Questo dimostra quanto ingiusto e ineguale sia il mondo it Italia per le donne. Per fare carriera non devono essere più' intelligenti/brillanti/capaci del collega maschio. Devono essere fighe e darla al capo (ovviamente maschio, vedi punto di cui sopra).

Dubito la Merkel si sia "prostituita". Qualche dubbio in più' per le ministre Carfagna o Brambilla.
- in discoteca entrano gratis
- ci sono feste dedicate a loro (la festa della mamma, la festa della donna)
quella della discoteca e' ancora una dimostrazione del fatto che la donna e' un oggetto fatto per attirare i clienti che pagano per due. Lo stesso per le feste dedicate. Quella della donna dovrebbe essere un momento per riflettere sulla tragedia dello sfruttamento e imparata' delle donne, invece diventa un giorno per SOTTOLINEARE l'imparita delle donne. "Sei trattata ingiustamente per 364 giorni l'anno. Oggi ti regalo un mazzo di fiori puzzolenti e bruttini per pareggiare..."
Altra cosa che ho notato è che molte attività tradizionalmente di competenza femminile non vengono più svolte.
Quante donne (parlo della nostra generazione, le più giovani ovviamente) sanno ad esempio cucire o fare a maglia?
odio… E quanti uomini vanno a spaccar legna per il camino? E non e' forse che le donne che non sanno più' cucire o fare la maglia comunque hanno un lavoro a tempo pieno, lavano, stirano, cucinano, seguono i figli, la casa e chi più' ne ha più' ne metta?

In Italia la situazione e' probabilmente migliore che in molti altri Paesi del mondo, ma siamo anni luce indietro rispetto a tutti gli altri europei (forse in Grecia e Portogallo ce la giochiamo) e la donna e' sicuramente svantaggiata e non trattata alla pari.

La politica (triste) ne e' la piu' evidente conferma.

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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by Shauron_o.O » 05/11/2010 16:24

Più rifletto sul tema è più lo trovo complesso.
Trovo in parte giusto quanto detto da Mano e in parte giusto quanto detto da Leviatano ( a tal proposito, che caso, avete 3 lettere uguali a fine nick :asd: ).
Le donne probabilmente ci superano per competenza e predisposizione su alcune cose, se non erro è stato anche dimostrato che sono mediamente più intelligenti di noi.
Ma quanti, se fossero nei pani di un dirigente d´azienda, assumerebbero a pari abilità una donna invece che un uomo? Obbiettivamente l´uomo può rendere di più, non ha alcuna possibilità di ingravidarsi ( :eek: almeno si spera) ed è "più forte".
Per quanto riguardo la feste quoto Mano, non si da l´ingresso o la consumazione gratis per gentilezza nei loro confronti ma solo perchè più ragazze ci sono e più la festa diventa "interessante". Detta rozza, più f**a c´è e più ci si diverte.
Quoto invece Levi per il discorso rissa, ma credo che noi uomini siamo quasi sempre capaci di allontanare semplicemente una donna o evitare qualche "piatto volante" senza dover per forza rispondere con i suoi stessi mezzi.

Poi vabbe, bisogna avere solo pazienza. Abbiamo vissuto per 1900 anni con il totale controllo su ogni cosa, donna inclusa, quindi qualcuno non riesce ancora ad immaginarsele capo di stato o manager importanti.
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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by Beavis » 05/11/2010 16:34

Io invece sono in parte d'accordo con quello che dice Leviatano.
Mano[FA] wrote:Oddio…
Scusa se mi distacco profondamente dal discorso che fai, ma mi fa un po' paura che il maschilismo sia ancora così' radicato e inconscio.
Anche questa non la capisco, se uno è maschilista è un troglodita retrogrado, se una è femminista è un eroina della società... è vogliono dire la stessa cosa :king:
Questa idea ha fatto si che molte volte per difendere i diritti delle donne si sono calpestati quelli degli uomini (vedi faccenda divorzio) e se qualcuno ha provato a far notare la cosa è stato automaticamente bollato come manesco medioevale.

Secondo me cmq socialmente c'è ancora qualche problema, come dice Mano anche se molte donne ricoprono cariche importanti sono sempre 1 su 10 rispetto agli uomini, ma dal punto di vista legislativo hanno più vantaggi degli uomini come diceva Leviatano (se ti sposi e divorzi a lei va tutto e lui va a vivere sotto i ponti solo come uno stronzo)
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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by FdD_Leviatano » 05/11/2010 17:02

Mano[FA] wrote:Oddio…
Scusa se mi distacco profondamente dal discorso che fai, ma mi fa un po' paura che il maschilismo sia ancora così' radicato e inconscio.
Sempre più donne occupano posizioni di potere. Si veda la cancelliera tedesca Merkel, la Marcegaglia in confindustria, Susanna Camusso a capo della CGIL e così via …
Ok. Facciamo un gioco. Per ogni posizione "a capo di" per una donna, io te ne riporto due analoghe di uomini. Pensiamo ai dirigenti d'azienda, ai ministri, ai rettori universitari... Viediamo chi finisce prima coi nomi?
Sono convinto potrei vincere anche con 1:10, almeno in italia.


Mai detto che le donne al potere sono più degli uomini. Ho semplicemente affermato che la percentuale è aumentata notevolmente rispetto ad es. a 20 anni fa.

Sono mediamente molto ambiziose e non hanno paura di usare il loro corpo per ottenere quello che vogliono
Questo dimostra quanto ingiusto e ineguale sia il mondo in Italia per le donne. Per fare carriera non devono essere più' intelligenti/brillanti/capaci del collega maschio. Devono essere fighe e darla al capo (ovviamente maschio, vedi punto di cui sopra).

E' brutta e triste come cosa, sono d'accordo, ma è pur sempre un'opportunità a cui secondo me non sono neanche obbligate. Tu uomo potresti fare carriera andando a letto con il tuo capo? Ne dubito.

Dubito la Merkel si sia "prostituita". Qualche dubbio in più' per le ministre Carfagna o Brambilla.

Come vedi per fare carriera non sono per forza abbligate ad andare a letto con qualcuno. Se sono brave alla fine la spuntano.
- in discoteca entrano gratis
- ci sono feste dedicate a loro (la festa della mamma, la festa della donna)
quella della discoteca e' ancora una dimostrazione del fatto che la donna e' un oggetto fatto per attirare i clienti che pagano per due. Lo stesso per le feste dedicate. Quella della donna dovrebbe essere un momento per riflettere sulla tragedia dello sfruttamento e imparata' delle donne, invece diventa un giorno per SOTTOLINEARE l'imparita delle donne. "Sei trattata ingiustamente per 364 giorni l'anno. Oggi ti regalo un mazzo di fiori puzzolenti e bruttini per pareggiare..."

Se loro entrano gratis e io uomo pago dove sta l'imaprità delle donne? Al massimo sono io che devo incazzarmi!
Forse qualcuna ha mai detto "io sono uguale voglio pagare anch'io?" Mi sembra che quando ci sia da sfruttare colgono l'occasione e non si lamentano.

Altra cosa che ho notato è che molte attività tradizionalmente di competenza femminile non vengono più svolte.
Quante donne (parlo della nostra generazione, le più giovani ovviamente) sanno ad esempio cucire o fare a maglia?
odio… E quanti uomini vanno a spaccar legna per il camino? E non e' forse che le donne che non sanno più' cucire o fare la maglia comunque hanno un lavoro a tempo pieno, lavano, stirano, cucinano, seguono i figli, la casa e chi più' ne ha più' ne metta?

Pochi uomini vanno a spaccare la legna (io sono uno di quelli che la spacca ancora :klap: ) ma è innegabile che il ruolo della donna è altrettanto cambiato (mi sembra che il tema di questo post sia proprio discutere com'è cambiato il suo ruolo) e, giustamente, vogliono anche loro aspirare a qualcosa di più del fare la calzetta a casa.

Per quanto riguarda i lavori domestici è vero e innegabile che ancora oggi la donna dentro casa fa più dell'uomo. E' (solo se ha anche un lavoro fuori casa) una profonda ingiustizia. Cmq anche in questo campo vedo miglioramenti (almeno nella mia piccola realtà).

Se la donna lavora e l'uomo lavora è giusto che l'uomo svolga il 50 % dei lavori dentro casa.
Ma se uno dei due sta a casa mi sembra normale che svolga le attività casalinghe. Fermo restando che nessuno (almeno io non lo farei mai) ti obbliga a starci. Se non ti sta bene vatti a cercare un lavoro.


In Italia la situazione e' probabilmente migliore che in molti altri Paesi del mondo, ma siamo anni luce indietro rispetto a tutti gli altri europei (forse in Grecia e Portogallo ce la giochiamo) e la donna e' sicuramente svantaggiata e non trattata alla pari.

La politica (triste) ne e' la piu' evidente conferma.

La politica fa mondo a se, fa schifo a prescindere e cmq riguarda una percentuale irrilevante di persone quindi non la prenderei ad esempio (almeno numericamente).

E’ cmq innegabile che in alcune cose, per prassi o motivi vari, hanno più ostacoli di noi.
Tuttavia anche noi siamo discriminati per alcune cose ... una per esempio è l'affidamento dei figli.

Come vedi anche qui c'è parità. Un’ingiustizia a me e una a te.


Non sono maschilista, riconosco perfettamente il valore delle donne e, anzi, riconosco che sono migliori di noi da moltissimi punti di vista.

Mi da semplicemente fastidio il vittimismo.
Sembra che gli uomini le tengano prigioniere e le picchino dalla mattina alla sera.

Di sicuro non costituisce la realtà ma tutte le donne che conosco sono:

laureate
in carriera
rispettate
intelligenti
aiutate in casa
non maltrattate

Non so che gente conoscete voi …[/u][/color][/u]

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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by Beavis » 05/11/2010 18:11

Cmq quando vedrò una donna muratore, una imbianchino e una idraulico comincerò a credere nella parità dei sessi... troppo comodo voler fare l'avvocato e il manager e sentirsi pari agli uomini :asd:

Poi anche quelle che fanno il nostro medesimo lavoro ad ogni minima cosa complicata arrivano da noi e sbattendo le ciglia "mi aiuti?" e tu devi aiutarle, non tanto perchè è gnocca e ti fa effetto lo sbattimento di ciglia, ma perchè se non lo fai tutti pensano "ma guarda che stronzo che non aiuta una donna" :grrr:
Last edited by Beavis on 05/11/2010 18:19, edited 1 time in total.
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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by Mano[FA] » 05/11/2010 18:13

Beavis wrote: Anche questa non la capisco, se uno è maschilista è un troglodita retrogrado, se una è femminista è un eroina della società... è vogliono dire la stessa cosa :king:
Personalmente do un valore di giudizio negativo a un maschilista, e, a seconda dell'accezione, anche a una femminista. Se femminista significa "maschilista al contrario". Pero', lo sappiamo, spesso per femminista si intende una perosna che si batte per la parita' dei sessi. E quindi ha un significato diverso.

quello che non condivido nel post di Leviatano e' la visione della questione parita' uomo-donna
Secondo me la situazione si è (almeno in parte) ribaltata.
Credo non si possa più parlare di sesso debole.
In Italia c'e', secondo me, CHIARAMENTE un sesso debole. C'e' in tutto il mondo (occidentale), in Italia molto piu' marcato che in Svezia o Germania. Non c'e' parita' di trattamenti di diritti (di fatto) tra uomo e donna. Io non voglio dire che uomo e donna siano UGUALI, ma che dovrebero essere paritari dal punto di vista dei diritti e della visione che la societa' ha. Quando una discoteca fa entrare le donne aggratis, evidentemente vede in maniera profondamente diversa i due sessi. E la cosa funziona perche' la societa' vede in maniera diversa i due sessi. Quando "per gentilezza" fai passare per prima una donna che sta salendo sul treno, di fatto stai dichiarando che lei e' in qualche modo "inferiore" a un uomo e quindi ha diritto a questa "extra gentilezza". Perche' quando dovrai assumerla, sceglierai il collega maschio anche se piu' stupido.
Dubito la Merkel si sia "prostituita". Qualche dubbio in più' per le ministre Carfagna o Brambilla.
Come vedi per fare carriera non sono per forza abbligate ad andare a letto con qualcuno. Se sono brave alla fine la spuntano.
Pero' la Merkel e' tedesca. Li la parita' quasi ce l'hanno. E le persone vengono giudicate per quello che sanno/fanno/dicono (quasi) indipendentemente dal sesso. In Italia se sei donna e' spesso piu' importante essere fika. Almeno se vuoi diventare ministro.
Mai detto che le donne al potere sono più degli uomini. Ho semplicemente affermato che la percentuale è aumentata notevolmente rispetto ad es. a 20 anni fa.
Pero' hai detto che la situazione e' "almeno in parte" ribaltata. Il che significa raggiunta la parita' e andati oltre. Invece si e' andati da 100:1 a 20:1

Sono d'accordo che le cose siano un po' migliorate, ma e' ancora una societa' maschio-centrica.
La politica fa mondo a se, fa schifo a prescindere e cmq riguarda una percentuale irrilevante di persone quindi non la prenderei ad esempio (almeno numericamente).
No, no. La politica e' lo specchio della societa' ed e' pubblica e visibile a tutti. Ma se non ti piace la politica pernsa alle aziende, o alle scuole dove il 90% degli insegnanti e' femmina ma il 60% dei presidi e' maschio (se qualcuno da le percentuali esatte lo ringrazio) o agli ospedali, alle universita', agli enti pubblici (poste, ferrovie, comuni...)
Tuttavia anche noi siamo discriminati per alcune cose ... una per esempio è l'affidamento dei figli.
Dai, facciamo il gioco di prima. Per ogni siatuazione in cui gli uomini sono discriminati te ne trovo 2 in cui le donne sono discriminate.

Tempo fa sentivo una trasmissione qui in Inghilterra (certo non uno dei paesi piu' egalitari sul sesso, ma meno maschiocentrici che in Italia) in cui dicevano: Che ce ne frega di avere che il 50% delle aziende abbiano un capo donna? Ce ne frega eccome! Perche' se maschi e femmine sono intelligenti/capaci/produttivi uguali, vogliamo che le nostre aziende (ministri/direttori/presidi...) siano guidate dai migliori, non da quello che rimane dopo che meta' dei migliori vengono "tagliati fuori" perche' femmine.
Ma quanti, se fossero nei pani di un dirigente d´azienda, assumerebbero a pari abilità una donna invece che un uomo?
Non critico un dirigente che, "a pari abilita'" sceglie un uomo invece che una donna. Lui deve far fare soldi alla sua azienda e, egoisticamente, la possibilita' di una gravidanza e' potenzialmente a sfavore. Critico chi sceglie un uomo decisamente meno abile del collega femmina perche'... boh. Metti che poi sta donna sia addirittura piu' abile di lui. Che figura ci fa? Fosse un uomo ancora ancora, ma una donna...
Cmq quando vedrò una donna muratore, una imbianchino e una idraulico comincerò a credere nella parità dei sessi... troppo comodo voler fare l'avvocato e il manager e sentirsi pari agli uomini
Io sono dell'idea che se le donne non fanno l'imbianchino o l'idraulico e' perche' temono il giudizio della societa' che ha un ruolo ben definito a seconda dei sessi. Esempio lampante e' l'autista di autobus. Quando ero in Danimarca (10 anni fa ormai) ero rimasto stupito nell'osservare che una notevole percentuale degli autisti di autobus erano donne. Ma poi ho capito che il mio "stupore" era solo il risultato della mia cultura (inconsciamente) sessista.

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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by France » 06/11/2010 02:03

Io vorrei ricollegarmi con il discorso che hanno iniziato mano e leviatano. Infatti i sessi e i ruoli sono due punti fondamentali. Il femminismo come movimento è distaccato dalla teoria dei gender o teoria di genere. Infatti per la teoria di genere si è arrivati a dire che il ruolo "donna" e "uomo" sono dei costrutti sociali in cui vengono identificati il corpo, il comportamento, la moda, il pensiero eccetera. Questo vuole dire che uomini che sono effeminati o il contrario vanno contro al costrutto sociale "donna" o "uomo". Un'altra implicazione di questa visione è che per definire una persona non basta più fare un discorso puramente di corpo (è una femmina allora è una "donna") per identificare completamente un essere umano.

La cosa interessante è che probabilmente questi costrutti sociali come li conosciamo oggi stanno vacillando sempre di più. Cosa è la definizione di "uomo" e di "donna"? Un esempio molto interessante se prendiamo i maschi, è la progressiva effeminanzione dell'uomo che va a prendere comportamenti che fino a qualche decina di anni fa erano considerati esclusivamente femminili come per esempio l'interesse sempre maggiore per l'industria cosmetica o della moda. Per le femmine la progressiva presa di ruoli maschili come quello di capo, capofamiglia eccetera che essendo ruoli patriarcali erano considerati dominio maschile. Ma anche tornando indietro a temi più immediati come la conquista e il corteggiamento in ambito sessuale: Nei paesi dove le donne hanno un ruolo più maturo nella società abbiamo anche donne che fanno avance con lo stesso stile "spregiudicato" degli uomini.

Quindi dove andiamo esattamente e cosa vorrà dire essere "uomo" e "donna" fra 20 anni?
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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by skazzo » 06/11/2010 10:49

Nei paesi dove le donne hanno un ruolo più maturo nella società abbiamo anche donne che fanno avance con lo stesso stile "spregiudicato" degli uomini
ecco, questa è la cosa che invece ha colpito più me negli ultimi anni, nel senso che le giovani donne attuali, soprattutto quando formano gruppi, si stanno sempre più avvicinando al comportamento maschile, fanno le bulle, sono rozze e spregiudicate perdendo completamente il modo tipico di comportarsi delle ormai non più giovani donne della mia epoca perdendo quindi quello che più contribuiva a differenziare uomo e donna nella mia testa
io ho sempre visto l'essere donna come un essere profondamente diverso nei comportamenti e nel modo di pensare, ed ho sempre sperato che quindi quando al situazione al potere si sarebbe invertita (e succederà, avete mai fatto un salto nelle università italiane negli ultimi anni, quante donne ci sono e si laureano e quanti uomini?) il mondo sarebbe stato differente, non so se migliore o peggiore ma sicuramente differente, però ora sembra che le donne forse per eccesso di reazione stiano pigliando tutti i comportamenti negativi degli uomini senza perdere i loro (avete mai avuto a che fare con una donna manager? in gamba sicuramente dal punto di vista produttivo ma dal punto di vista umano in genere insopportabili)
Spero che questo sia solo un periodo di transizione in cui il nuovo essere donna sta ancora facendo i capricci , magari per senso di rivalsa, per poi accettare il fatto che le donne NON sono uomini e scimiottarli non porterebbe a nulla di buono maturando così in un essere finalmente non più influenzato e penalizzato dalla sua controparte

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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by France » 06/11/2010 12:15

io penso che proprio questo che hai toccato te skazzo è il punto fondamentale, infatti il tuo pensiero alla base ha l'idea che la donna è diversa nel modo di pensare dall'uomo. Ma il punto secondo me e la teoria del gender è che la questione non è legata al sesso ma al carattere, alla società, ai bisogni dell'economia e alla cultura. Quindi un manager deve per forza avere comportamenti che sono considerati maschili indipendentemente dal sesso. Mentre una infermiere per esempio non può comportarsi in questo modo e deve avere un comportamento più empatico, come potrebbe averlo un'insegnate dell'asilo.
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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by Magentino » 07/11/2010 10:49

ahahaha
ma il femminismo non esiste più....

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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by snuffz » 17/11/2010 10:58

Shauron
Ma quanti, se fossero nei pani di un dirigente d´azienda, assumerebbero a pari abilità una donna invece che un uomo?
Obbiettivamente l´uomo può rendere di più, non ha alcuna possibilità di ingravidarsi ( almeno si spera) ed è "più forte".
Dalla mia esperienza personale, le donne rendono MOLTO più degli uomini, nei lavori di ufficio. Le impiegate sono più precise, ordinate e puntuali e cazzeggiano MOLTO meno. Se devo sostituire il pc di un uomo, sul vecchio pc trovo filmati porno, giochi e giochini, software non autorizzato e che comunque poco ha a che vedere col lavoro, e una cronologia di internet pari a…. internet. Sul pc di una donna trovo veramente pochissima roba non lavorativa, al massimo qualche cartella di foto del nipotino, mail e Facebook.
Poi le segretarie: dietro ogni grande manager c’è una segretaria con le palle che gli organizza la giornata dalle otto del mattino a mezzanotte, occupandosi di TUTTO, anche della consegna della biancheria pulita.
Per contro le donne sembrano avere più problemi a lavorare in team. Metti otto uomini a lavorare insieme in una stanza e te li trovi che escono insieme anche la sera per una birra, otto donne in una stanza e via di pettegolezzi, ripicche, critiche, quando non si prendono per i capelli.
E ai posti di comando (ritrovandosi in mezzo agli uomini) soffrono della sindrome del “devo dimostrare”, con risultati del tutto opposti.

Sono comunque sicuro che se la nostra classe politica fosse composta al 90% di donne (politiche vere, non igieniste dentali) la politica funzionerebbe molto meglio.
Beavis
Cmq quando vedrò una donna muratore, una imbianchino e una idraulico comincerò a credere nella parità dei sessi... troppo comodo voler fare l'avvocato e il manager e sentirsi pari agli uomini
Poi anche quelle che fanno il nostro medesimo lavoro ad ogni minima cosa complicata arrivano da noi e sbattendo le ciglia "mi aiuti?" e tu devi aiutarle, non tanto perchè è gnocca e ti fa effetto lo sbattimento di ciglia, ma perchè se non lo fai tutti pensano "ma guarda che stronzo che non aiuta una donna"
Ma dai! Mi unisco a Mano: davvero credi che le donne siano in condizione di parità?
Davvero ritieni che adesso “siamo noi il sesso debole” ?
Lungi da me dall'apparire un femminista ma la disparità è tale che se io fossi una donna sarei incazzata dal mattino alla sera.

Ciò che rovina la lotta alla parità, purtroppo, sono le donne stesse, con atteggiamenti che danneggiano tutta la categoria e polverizzano ogni piccolo passo avanti.
Pensa solo alla televisione italiana, al ruolo che le donne hanno accettato e poi sposato a tutti gli effetti.

Mi ricollego a un articolo di Lidia Ravera.
Lidia Ravera è una scrittrice tosta, di quelle che non accettano compromessi.
Ecco un suo vecchio editoriale
Velone?
Ravera | Lavori in corso | 18 Settembre 2010 | 701 letture
Le ho viste soltanto e sempre a Blob, le “velone”. Sono donne anziane e invecchiate male. Stereotipi viventi del peggio dell’età. Ballano e si atteggiano come veline. Grate di far ridere,forse inconsapevoli di far sentire chi guarda superiore a chi è guardato. Si sentono superiori tutti e tutte, alle Velone. Quelle giovani e brutte. Quelle vecchie e belle. Quelle dignitose. Quelle intelligenti che se ne fregano. Quelle che non cedono all’esibizionismo, al bisogno di farsi vedere.. Curiosamente Antonio Ricci, che non è uno stupido, mi ha chiesto, la settimana scorsa, attraverso il mio agente, di partecipare alla finale della trasmissione, in qualità di giurata. Non so perchè l’abbia chiesto a me. Deve avermi letta, di tanto in tanto…
Ha detto che mi stima.Io ho, ovviamente, rifiutato. Anche se mi concedeva una posizione critica. Anche se offriva una cifra, per me, molto alta.
Vorrei che quella trasmissione fosse oscurata. Provo pena per le signore che partecipano a quel piccolo gioco crudele. Pena. Penso che Antonio Ricci, che è una persona parecchio creativa, dovrebbe inventarsi qualcos’altro. Magari una sfilata di uomini buffi o tristi o vecchi o grassi …che ballano e fanno pernacchie…ridere un po’ anche su di loro? O magari niente di quel genere. Altro… Qualcosa che non ispiri, alla fine, soltanto pena e vergogna. Qualcosa di umoristico. Che non rimandi con questa violenza alla miseria del nostro tempo.
Ed ecco il suo articolo di ieri su Il Fatto Quotidiano
Parlare di sesso non è scabroso
Oggi, ed è un uggioso martedì di novembre, verrà qui, a casa mia, una certa Katiuscia, con un operatore e una telecamera. Dalla voce nel telefono direi che è giovane giovane. Deve registrare, con me, una lunga intervista per una nuova trasmissione de La7:
“Maleducaxxion”. Donne in sala, donne in salotto. Talkshow femminile. Il tema mette i brividi: la sessualità. Dice: mi parli del sesso e della sessualità in generale (la Katiuscia). Chiede: perché parlare di sesso è ancora scabroso? Perché le donne non riescono a dire la parola orgasmo? Perché dicono: ho fatto l’amore invece di dire ho fatto sesso? Com’è che una donna realizzata e sicura di sè è inorgasmica? E’ colpa degli uomini? Vorrei prepararmi, perché la televisione mi costa e mi pesa, ma quando accetto preferisco fare le cose bene che arronzare. Però…
Dopo Freud non è tanto facile dire sesso a cuor leggero. La vita sessuale non è soltanto una attività cosciente, la nozione di vita sessuale, di vita libidica, ha anche una dimensione inconscia, che risale all’infanzia. Siamo tutti, uomini e donne, condizionati profondamente da occulte geometrie, da desideri inconsci, da vissuti infantili e forse addirittura prenatali.
Certo: il fine originario della sessualità è un fine di godimento, e Lacan dettaglia: “ciò a cui il godimento conduce non ha nulla a che fare con la copulazione nella sua finalità di riproduzione”, ma non si può farla troppo facile.
Le donne l’hanno conquistato con grande ritardo il diritto ad una sessualità intesa come godimento.
Grazie al dottor Pinkus che, inventandosi una certa pillolina, ha sdoganato il sesso dalla procreazione.
Come potevano aver voglia di fare sesso esseri umani che, ad ogni relazione sessuale, rischiavano una gravidanza? Soltanto quando si sono emancipate dall’obbligo riproduttivo le donne hanno incominciato a non considerare più il rapporto sessuale come un obbligo, un azzardo, una fatica, una catena che le legava al loro destino.
Il femminismo è stato il primo movimento culturale e politico a riflettere sulla sessualità. Femminile e non.
Scrive Carla Lonzi: il sesso femminile è la clitoride. Il sesso maschile è il pene. Scrive che l’orgasmo le donne non lo raggiungono attraverso la vagina, che la vagina è deputata a raccogliere il seme maschile e, eventualmente, esserne fecondate. La donna non gode procreando, l’uomo sì: il momento in cui il pene dell’uomo emette lo sperma, è il momento del suo orgasmo. La vagina è quella cavità del corpo femminile in cui, contemporaneamente all’orgasmo dell’uomo, si mettono le basi per il processo di fecondazione. Sarebbe bastato, caro Padreterno, sistemare la clitoride dentro la vagina e non fuori. L’orgasmo sarebbe stato incluso nell’atto sempre e comunque, per le donne come per gli uomini.
Ma non è stato così.
Nulla avviene per caso. Le donne, oggetto in certe culture, alla tortura dell’infibulazione, evidentemente, non lo devono provare il piacere. Per il loro piacere dipendono dall’abilità e tenerezze e empatia dell’uomo che può decidere di carezzarle in un certo modo e non semplicemente di dare l’assalto alla preziosa cavità.
Si è cercato di far credere che le donne capaci di raggiungere l’apice del godimento senza la partecipazione della clitoride sono donne mature e le altre immature, o (peggio) maschili. Ed è stato un altro modo sottile di colpevolizzare la ricerca del piacere da parte delle femmine della specie.
Parlare di sesso, cara Katiuscia, non è scabroso.
E’ difficile. Perché sono duri a morire certi stereotipi.
Il sesso, oggi, te lo tirano dietro a casse.
Non si riesce neanche a pubblicizzare un’utilitaria senza utilizzare cosce nude e richiami sessuali e doppi sensi.
Una sessualità libera e serena, invece, è lontana anni luce dal nostro vissuto quotidiano. Dalla vita reale.
Una sessualità libera e serena presuppone che le donne non siano funzioni del desiderio maschile, ma soggetti del proprio.
Era questa l’educazione sessuale delle ragazzine degli anni ’70, una educazione al protagonismo femminile.
In piazza, all’epoca, fra migliaia di donne, si scandivano slogan come “col dito, col dito, orgasmo garantito”, si intendeva legittimare la masturbazione come una delle pratiche possibili del piacere sessuale.
Si intendeva darsi il diritto al godimento…
Un rivoluzione culturale capillare.
Il diritto femminile al piacere. 40 anni dopo ci ritroviamo circondate da signorine piacenti che si danno in cambio di soldi, carriere, status sociale, provini in tivvù. E’ in atto una regressione spaventosa.
L’unica differenza fra l’inibita ragazza di ieri e la spregiudicata ragazza di oggi, è che la ragazza di oggi ha cresciuto dentro di sé una pars maschile (anche grazie al femminismo) e può usarla per investire l’altra parte, quella femminile, la sua bellezza/giovinezza, e farla fruttare. Alcune veline e affini sono il magnaccia di sé stesse, hanno incorporato il loro protettore.
Le donne continuano a dire “fare l’amore” invece che fare sesso? Meno male. Le donne, così dicendo, non intendono vergognarsi del sesso, ma includerlo in una relazione. Se, come diceva Lacan, non c’è che l’atto sessuale per stabilire un rapporto fra i due sessi, diciamo che le donne sono interessate anche all’uomo, alla persona, e non soltanto al suo fallo.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11 ... ore/77176/

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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by ayakuccia_o.O » 17/11/2010 11:47

Ho letto per un po' questo topic non volendo entrare in merito...ma mi sento tirata in causa in quanto donna lavoratrice e per giunta medico, un mestiere che fino a qualche anno fa era prerogativa maschile :roll:

Non mi ritengo una femminista, anzi...se avessi un uomo ricco che mi mantiene ne sarei + che felice (chiamami scema :) ), ma oggi è davvero molto difficile sopravvivere con uno stipendio medio, purtroppo è necessario che entrambi i coniugi lavorino e io sono fortunata perchè mio marito devo dire che mi aiuta nelle faccende di casa (fa la spesa e passa l'aspirapolvere, sant'uomo :kiss: ), ma cque la maggior parte delle cose le faccio io (lavare, stirare, cucinare, mettere a posto), un po' anche per un senso atavico del dovere :roll:

Ora, io non ho avuto nessuna difficoltà a laurearmi e specializzarmi (per lo meno non perchè sono donna), anche se quando ero in specialità il capo era una donna e quindi favoriva in ogni modo gli uomini che potevano cazzeggiare quanto gli pareva e a noi faceva il culo se uscivamo 5 minuti prima (come vedete i ruoli si invertono ma il risultato non cambia :nod: )

Però posso dirvi che attualmente io sono stata assunta a tempo determinato per un anno solo perchè tra i candidati non c'era un uomo (testuali parole del primario, ovviamente DONNA) e ogni giorno mi sento dire che non posso assolutamente fare figli perchè sennò li metto nei casini (la primaria mi chiede ogni mese se ho avuto il ciclo e mi chiede di prendere la pillola :eek: )

e non aggiungo altro...

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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by France » 17/11/2010 12:27

Penso che l'esempio portato da aya sia emblematico di quello che cercavo di spiegare prima, che il comportamento "maschile" o "femminile" sono dei costrutti socioculturali. Quindi una donna può benissimo adottare un comportamento patriarcale "maschile" e vice versa. Qua entra secondo me una mia tesi personale che forse non è condivisibile ma credo che sia interessante. A mio parare solo gli uomini come categoria sociale, si sono emancipati, perchè credo che da qualche parte nell'anticamera del cervello è penetrata l'idea che la donna merita di non essere considerato un mero oggetto.
Nonostante la televisione che specialmente in italia (visto che qua in svizzera si prendono con il canone normale canali dal portogallo alla turchia e non mi è parso di vedere da nessuna parte un così alto numero di trasmissioni che rendono la donna un'oggetto) proponga una visione abbastanza bassa della donna, nella media degli uomini in italia che cercano una relazione a lunga durata non vogliono esattamente avere quella proposta in televisione.
Le donne invece, le vedo molto passive, nel senso che si adagiano sulla scia dell'industria della moda e cosmetica ricercando quell'ideale di bellezza che non è possibile raggiungere e che le mira a renderle oggetti in fin dei conti. Oppure rinnegano completamente se stesse adottando comportamenti in passato considerati maschili, per dimostrare a se stesse di valere. Poche invece hanno un rapporto sano con se stesse, la propria figura esteriore, la propria immagine di se nella società e con la propria sessualità.

Naturalmente la mia è una generalizzazione, ma trovo interessante vedere che almeno dove vivo io, è preoccupante ed un dispiacere in fin dei conti, vedere che la via di mezzo non è la maggioranza.
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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by snuffz » 05/03/2012 14:56

Rispolvero questo topic.
Questa mattina la radio ha passato una notizia davvero inquietante.
Per una donna di età fra i 14 e i 40 anni, la prima causa di morte al mondo è l’omicidio per mano di un uomo.
fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01 ... ne/182195/
Devo ammettere che mi ha davvero stupito.
La prima causa di morte di una donna… è l’uomo. L’uomo che le sta accanto, il più delle volte.
Non gli incidenti stradali, i tumori al seno, il fumo, l’ecstasy nelle discoteche, l’anoressia e le disfunzioni alimentari, …. La prima causa di morte di una donna è l’uomo.
Mamma mia.

Assuefatti dalla cronaca nera non facciamo più caso all’ennesimo delitto “marito ammazza moglie”, delitti che si susseguono via uno avanti l’altro e che ultimamente si sono evoluti in “Marito ammazza moglie e figli e poi rivolge l’arma contro di sé”.
Li ascoltiamo, alla televisione, e li archiviamo rapidamente come “niente di nuovo, in fondo”, come fatti di cronaca quotidiana ineluttabile, dei giorni nostri sì, ma in qualche modo di una realtà diversa e lontana dalla nostra: succede in altri posti, ad altre persone, forse vicine a noi geograficamente, però quel tizio doveva essere proprio un ignorante con la terza elementare, geloso stile vecchia sicilia, con qualche tara mentale, ….
L’aver formalizzato e istituzionalizzato il reato di stalking ci ha fatto sentire “vicini e attenti alle donne”.
Probabilmente non l’abbiamo percepito come una necessità, come una legge in risposta ad un crimine.
Probabilmente l’abbiamo mentalmente catalogato un “atto civile”, come ennesimo 8 marzo: la dimostrazione che riconosciamo la parità e siamo pronti a intervenire in aiuto delle donne.
Ma si tratta ancora di una visione molto teorica e astratta, di progetti “a babbo morto” come si è dice, sulle lunghe distanze.
Ci si aspetta una rivoluzione culturale.
Prima o poi arriverà.
Un bel giorno.

Mi chiedo invece: cosa possiamo fare materialmente noi oggi per aiutare a cambiare le cose?
Quale contributo possiamo dare, qual è il nostro granello di sabbia?
Non parlo di spostare montagne, ma di granelli di sabbia.
Quale contributo possiamo dare per cambiare questa subcultura?

EDIT:
un articolo da http://www.senonoraquando.eu
È un fatto privato di «quella» famiglia, di «quella» coppia. E poi solo un folle può compiere un gesto così, quattro persone uccise per un’ossessione, un’idea malata di dominio e di possesso. Chissà che patologia ha: avrebbero dovuto fermarlo prima, avrebbero dovuto curarlo prima.
Eppure c’è qualcosa che non torna in un ragionamento come questo. I primi a mettere in guardia sono i numeri: le violenze degli uomini sulle donne sono un fenomeno esteso, quasi quotidiano. Diventa difficile credere che siano tutte e solo relazioni sbagliate, rapporti sfortunati, situazioni al di fuori della «normalità». Lea Melandri, scrittrice, una lunga militanza nel femminismo che l’ha portata ad approfondire le dinamiche del rapporto fra i sessi, dà un’altra lettura della tragedia di Brescia. Macché fatto privato, macché patologia: il vero nocciolo sta in una questione infinitamente più complessa e che riguarda la nostra cultura dei rapporti fra uomini e donne. «Il fatto di considerare la violenza domestica come un fatto privato ostacola quell’assunzione di responsabilità da parte degli uomini, a livello culturale e politico, che sola potrebbe farci fare uno scatto avanti, spingendoci fuori dall’emergenza». Se sgombriamo il campo dalla figura del mostro, di quel mostro, tolto di mezzo il quale ci sentiamo tutti (falsamente) più sicuri, ciò che resta è una cultura, cristallizzata nel tempo, di rapporti fra i sessi fondata su legami di subalternità dell’universo femminile nei confronti di quello maschile di cui la violenza è l’espressione estrema, più bestiale.
I soliti vecchi discorsi? Melandri è convinta di no: «Di fronte a fatti atroci come questo, la reazione degli uomini, di quasi tutti gli uomini, è prenderne subito le distanze. Io non sono così, dicono, non ho nulla da spartire con tutto ciò. Vorrei invece vedere più coraggio, vorrei che gli intellettuali di questo Paese, gli stessi uomini di cui leggo gli scritti e dei quali condivido molto spesso le idee, dicessero finalmente: tutto ciò mi riguarda. Vorrei che qualcuno alzasse la voce e dicesse: la questione del rapporto fra uomini e donne è centrale e non più rinviabile. E cominciasse a interrogarsi sull’idea di mascolinità che abbiamo costruito nei secoli, sul nostro modello di civiltà, portandone allo scoperto punti di forza e nodi critici. Noto una difficoltà, che a volte sembra quasi insormontabile, a portare il tema della violenza sulle donne dentro un vero dibattito pubblico. Il massimo a cui ho assistito è stata la denuncia che alcuni uomini fanno del sessismo, sempre praticato dagli altri s’intende».
Perché tanta fragilità maschile? Perché basta un no o un addio per dare sfogo alla violenza?
«La fragilità maschile è un tema che andrebbe indagato a fondo. Gli uomini hanno costruito nei secoli un legame di dipendenza dalle donne molto forte. Imparano a conoscere il corpo femminile da piccolissimi, quando la dipendenza da quel corpo è totale. Poi il legame si prolunga nella figura della donna vista come madre. Le tante libertà acquisite negli ultimi decenni hanno però cambiato tutto. La dipendenza degli uomini resta, quella delle donne dai loro partner è stata invece messa in crisi da una nuova idea di se stesse».
Le donne troppo spesso non denunciano.
«Spesso è difficile distinguere fra amore e violenza, c’e da parte delle donne una complicità nel profondo con questi loro uomini che alzano le mani, c’è quell’idea dell’io ti salverò che le tiene prigioniere di un clima che diventa via via più pesante e drammatico. Ci sono anche donne che hanno denunciato e sono state uccise per questo. Non credo che sia dunque la soluzione a tutti i problemi. I centri antiviolenza, dove spesso le donne si rifugiano e vengono aiutate, chiudono per mancanza di fondi. È questa l’attenzione che siamo disposti a dare al problema?».
Ripensare al rapporto fra uomini e donne, d’accordo. E intanto?
«Intanto serve una forte e convinta campagna di informazione contro le violenze. Serve lavorare nelle scuole, introducendo un’educazione al rapporto fra i sessi e ai sentimenti che possa gettare basi nuove in questo Paese. Penso ad alcune esperienze positive realizzate all’estero di programmi specifici antiviolenza svolti nelle carceri. Dobbiamo trovare la forza di essere piu combattive su questi argomenti. Ci sarebbe tanto da fare invece di fingere di meravigliarsi, ogni volta, quando una donna viene uccisa da chi diceva d’amarla»

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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by Bubillus » 05/03/2012 15:35

Boh non so a me di 'ste analisi sociologiche sinceramente rimane ben poco. Se uno prende una pistola e spara a 4 persone non mi ci vedo a scomodare troppe teorie. La pratica è che qualcuno spara e altri no. Qualcuno alza le mani sulla moglie e ad altri non passerebbe mai dall'anticamera del cervello. Qualcuno sfoga la sua rabbia in modo plateale e violento altri la controllano. Qualcuno si infiamma e ammazza altri non lo fanno. Da che mondo è mondo imbecillità batte civiltà 4 a 0 sul terreno della vita concreta delle persone.
Non so cosa si possa fare e non credo che manifestazioni, congressi, giornate di studio, prese di coscienza e quant'altro abbiano la possibilità anche minima di influire sull'eventualità che un emerito coglione assassino domani possa rifare la stessa cosa.
Si può anche chiamarla cultura, boh, il problema è che non tutti i cervelli funzionano e il "fare del male" al altri è per alcuni una soluzione. Spacco tutto. Dopo di me il diluvio. Te la faccio pagare a te e a tizio e caio. Il senso del disonore, la possessività malata, la gelosia, la violenza... sono caratteristiche innnate che in alcuni soggetti trovano sfoghi violenti.
Certo che tutta l'energia mediatica ed il sommovimento di coscienze offese da tali atti barbari dovrebbero, quello sì, costruire una realtà di appoggio e di aiuto alle donne più efficace e meno dedita alla chiacchiera. Aiuterebbe. Far sentire in modo chiaro e forte che certe realtà non devono essere relegate al ruolo di "problemi di famiglia" potrebbe salvare qualcuno, potrebbe dare coraggio e forza a chi non ne ha.
"Secondo le leggi della fisica e dell'aerodinamica, la struttura alare del calabrone in relazione al suo peso non è adatta al volo. Ma lui non conosce queste leggi e vola"

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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by Beavis » 06/03/2012 14:14

snuffz wrote: Devo ammettere che mi ha davvero stupito.
La prima causa di morte di una donna… è l’uomo. L’uomo che le sta accanto, il più delle volte.
Non gli incidenti stradali, i tumori al seno, il fumo, l’ecstasy nelle discoteche, l’anoressia e le disfunzioni alimentari, …. La prima causa di morte di una donna è l’uomo.
Mamma mia.
Mi piacerebbe conoscere la prima causa di suicidio negli uomini :)
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Re: Femminismo - Risultati reali fra tanti discorsi teorici

Post by France » 09/03/2012 14:19

il granello di sabbia che si può lanciare?

cercare di non avere pregiudizi e quindi adottare un comportamento più rispettoso degli altri passando anche attraverso violenza verbale. Un'esempio di tutto ciò?

Come nell'articolo citato da snuffo, molto spesso ci sono idee preconcette che si diffondono anche in maniera eclatante in ambiente famigliare. Un esempio è mia madre che deve per forza fare tutto lei in casa, perchè se non lo fa lei non è contenta e arriva anche a rubarmi la mia biancheria a casa mia a zurigo pur di lavarmela lei.

Quando fa queste cose mi arrabbio molto e glielo faccio notare con forza e decisione.

Come anche aiutare in casa, per esempio mi va benissimo aiutare in casa, passare l'aspirapolvere, spolverare, caricare la lavastoviglie, sparecchiare e a volte cucinare (ma quello non si può perchè sto rubando un "ruolo"). Ma quando mi sa fa la richiesta di farlo più del dovuto per esempio passare l'aspirapolvere più di 1 volta ogni due settimane, allora no. Li può aiutare il fratello o qualcuno d'altro e così via.

La mia idea è che bisogna caricarsi di compiti in armonia e senza che nessuno deve essere svantaggiato e che nessuno deve fare compiti particolari solo perchè ricopre un ruolo particolare.

Ecco forse questo è il mio personale contributo alla questione della parità dei sessi. Uno deve fare qualcosa perchè se lo sente e non perchè è uomo e donna e quindi deve rispettare un ruolo socioculturale.
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